Barone rosso

Di Eric Idle

Saremo tutti nero-gialli

Ci sono cose che avvengono silenziosamente, senza nemmeno un tweet di clamore, ma che cambiano a lungo il destino di questo minuscolo pianeta. Ve lo ricordate Berlusconi quando con voce brianzolstrascicata annunciava che “L’Italia non sarà mai multiculturale”? Dolente, l’Italia è sempre più multicolore e quando il Cav. sarà sepolto in pompa magna, ci saranno tre colorati a sostituirlo statisticamente senza grossi problemi. Tra le cose interessanti che fa l’Onu (divisione Popolazione) vi sono le proiezioni demografiche, qualcosa di molto più sicuro di quelle demoscopiche ed elettorali. Uno dei loro ultimi prodotti sono le proiezioni e le misurazioni della popolazione mondiale sino al 2100. Certo il solito imbecille potrà scimmiottare la solita frase “Nel lungo periodo siamo tutti morti”, dimenticando che è il fesso in questione che muore, ma non i suoi figli, nipoti o sopravviventi stranieri. E poiché siamo stati assordati da quella grande scemenza che è lo scontro di civiltà, sarà il caso di guardare invece allo sconto di natalità. Nel 1950, quando l’Europa aveva appena terminato il suo ciclo trisecolare di dominazione mondiale, la sua popolazione rappresentava il 25% del totale. Nel giro della metà del tempo la popolazione europea crollerà al 6%, quella nordamericana al 4% (Canada, Usa e Messico) e quella latinoamericana al 6% su una popolazione di 11,3 miliardi d’individui. Sedici legislature. Chi avrà più gente con cui andare alla ricerca di lavoro, pane e spazi abitabili liberi? L’Asia col 44% e l’Africa col 39%. La popolazione “gialla” passerà dai 4,3 miliardi del 2015 ai 4,8 del 2100 e quella “nera” dagli 1,1 di due anni fa a 4,3 di circa un ottantennio dopo. Cosa pensate possano fare gli europei con appena 646 milioni e i nordamericani con 500? I muri? Non facciamo ridere, sono buoni quanto la Maginot e fanno solo arricchire i contrabbandieri di carne umana, mentre i tromboni razzisti continueranno a pagare sempre più manodopera clandestina alla faccia degli sciocchi che hanno votato loro e le loro leggi xenofobe a furor di populismo. Anziché piangere sul destino dell’uomo bianco servono tre cose non twittabili. Primo, restituire alle persone nei Paesi ex opulenti un tenore di vita che permetta di fare figli. Secondo, aumentare il tenore di vita degli ultimi della Terra, se vogliamo che le loro donne possano permettersi di pensare che la natalità disperata non è un obbligo. Non c’è bisogno di andare lontano, basta vedere le dinamiche demografiche tra Israele e Palestina per accorgersi. Terzo, cambiare profondamente i parametri culturali in modo da creare nuove sintesi transculturali. La cultura occidentale vivrà oltre solo sulle ali dell’intuizione intercontinentale di Alessandro il Grande, non chiudendosi in bizantismi autoreferenziali. Sempre cultura ellenistica era, ma la differenza si vede, si sente, si tocca.