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Difesa e sicurezza Ue
Consiglio dei ministri degli Interni ed Esteri: nuovo piano d’azione per l’immigrazione
Nel corso dell’incontro congiunto dei ministri degli Esteri e degli Interni – presieduto dall’Alto rappresentante Federica Mogherini e dal Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, Dimitris Avramopoulos – è stato presentato un piano d’azione in 10 punti per far fronte alla crisi nel Mediterraneo legata all’ondata di migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente. Mogherini e Avramopoulos hanno sottolineato la necessità di dimostrare maggiore consapevolezza collettiva nell’affrontare una realtà “non passeggera”. Per questo motivo la Commissione presenterà a maggio un’agenda europea in materia d’immigrazione.
Nuova Agenda europea sulla sicurezza
La Commissione ha adottato la nuova Agenda europea sulla sicurezza 2015-2020, per supportare al meglio la cooperazione tra Stati membri nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata e al cyber-crime. Secondo la Commissione questo tipo di minacce transnazionali richiede un intervento a livello europeo e la nuova agenda sulla sicurezza ha lo scopo di dare maggior peso all’azione collettiva dell’Unione. Inoltre, la Commissione e l’Alto rappresentante hanno presentato nuove proposte per fornire anche ai Paesi partner i mezzi per farsi carico delle minacce legate al terrorismo, ai conflitti interni e ai traffici illegali.
Ue: 10 milioni per contrastare radicalizzazione e foreign fighters
La Commissione ha lanciato un nuovo programma di aiuti per contrastare il fenomeno della radicalizzazione politica nel Maghreb e arginare il flusso di combattenti stranieri in Africa settentrionale, Medio Oriente e Balcani occidentali. L’Alto rappresentate Federica Mogherini ha dichiarato che i combattenti stranieri sono una minaccia non solo per i Paesi della regione, ma per tutto il mondo. L’Europa ha pertanto stanziato 10 milioni di euro per sostenere i Paesi partner nell’ambito del nuovo programma “Countering radicalisation and foreign terrorist fighters”. L’Ue stanzierà una prima tranche di 5 milioni di euro per finanziare l’assistenza tecnica volta al miglioramento delle capacità dei funzionari attivi nell’ambito della giustizia penale. La seconda tranche di 5 milioni finanzierà invece la lotta alla radicalizzazione nella regione del Sahel e del Maghreb.
Difesa Nato
La Spearhead force della Nato conclude la prima esercitazione
La nuova forza di reazione rapida (Very high readiness joint task force, Vjtf) della Nato ha completato le prime esercitazioni. Più di 1.500 soldati hanno preso parte alla “Jump Noble”, esercitazione progettata per verificare la prontezza dello schieramento – entro 48 ore – delle truppe della forza di reazione rapida. Durante l’esercitazione sono state verificate le strutture di comando e controllo di Croazia, Danimarca, Germania, Lituania, Norvegia, Slovenia, Polonia, Portogallo e Ungheria, mentre Olanda e Repubblica Ceca hanno fisicamente mobilitato truppe e mezzi verso aeroporti e stazioni ferroviarie. La Vjtf – che sarà pienamente operativa a partire dal 2016 – è una brigata della Nato response force (Nrf) che dovrà essere in grado di mobilitarsi entro 48 ore e comprenderà circa 5mila unità. Vjtf e Nrf hanno lo scopo di rafforzare le capacità di difesa collettiva dell’Alleanza e di assicurare che la Nato disponga di forze adeguate in caso di crisi. Queste sono fra le componenti essenziali del “Readiness action plan”, deciso dai leader dell’Alleanza atlantica durante il vertice in Galles del settembre 2014.
Conclusa esercitazione Nato “Locked Shields”
Una squadra di specialisti del Nato computer incident response capability technical centre (Ncirc-Tc) ha vinto la sesta edizione della più grande esercitazione internazionale di difesa cibernetica, la “Locked Shields 2015”, organizzata dal Nato cooperative cyber defence centre of excellence di Tallin. All’esercitazione hanno partecipato quest’anno 16 team di altrettanti Paesi Nato, oltre al Ncirc-Tc. Il team della Nato ha portato a casa il primo premio, mentre Estonia e Polonia si sono classificate rispettivamente al secondo e terzo posto.
La Nspa firma l’accordo con l’Ucraina
Mike Lyden, direttore generale della Nato support and procurement agency (Naspa), ha partecipato insieme a Ihor Dolhov, rappresentate permanente dell’Ucraina presso la Nato, alla cerimonia per la firma dell’accordo tra l’Ucraina e Nspa. L’accordo stabilisce un quadro formale che permette alla Nspa di operare come “agente esecutore” di due fondi fiduciari finanziati dai Paesi Nato e destinati all’Ucraina. I fondi in questione fanno parte di un più ampio programma di aiuti stabilito durante il vertice Nato in Galles e riguardano la logistica, la standardizzazione e la riabilitazione medica.
Norvegia alla guida della missione Nato nei cieli baltici
A partire dal 1° maggio la Norvegia assumerà la guida della missione di pattugliamento aereo (Air policing) della Nato nei Paesi baltici. La cerimonia di avvicendamento ha avuto luogo presso la base aerea di Šiauliai in Lituania, dove l’Italia ha formalmente trasferito il comando alla Norvegia. La Norvegia guiderà la missione con quattro F-16, con il supporto di quattro Eurofighter italiani. Altri quattro Eurofighter britannici saranno stanziati presso la base aerea di Ämari in Estonia, mentre il Belgio fornirà quattro F-16 presso la base di Malbork in Polonia. La Nato protegge i cieli baltici dal 2004, quando Estonia, Lettonia e Lituania sono entrate a far parte dell’Alleanza. La missione ha lo scopo di sorvegliare lo spazio aereo di questi Paesi, i quali non dispongono di aerei adatti a tale compito. I caccia della Nato hanno finora intercettato numerosi velivoli russi nei pressi degli Stati baltici. Nel 2014 la Nato ha attivato i suoi caccia più di 150 volte in risposta alle attività russe, un dato quattro volte superiore rispetto al 2013.
 
Tommaso De Zan
Roberta Maldacea