Casa di vetro

Di Tommaso De Zan

L’Ue a fianco di Parigi nella lotta contro Isis
A seguito della richiesta francese successiva agli attentati di Parigi, i ministri della difesa di tutti i Paesi membri dell’Unione europea si sono espressi a favore dell’attivazione della clausola di mutua assistenza prevista dall’articolo 42.7 del Trattato di Lisbona. Ciò segna un momento storico per l’Unione, che vede tale clausola attivata per la prima volta. L’articolo 42.7 esplicita l’obbligo degli stati membri a prestare aiuto e assistenza a uno stato membro vittima di un’aggressione armata sul suo territorio. Secondo il trattato, tale assistenza può avvenire con “tutti i mezzi a disposizione”, non solo quelli militari. Nonostante l’attivazione, il ruolo dell’Ue sarà limitato al coordinamento delle iniziative, mentre l’assistenza sarà concessa su base bilaterale, tramite accordi tra la Francia e i singoli Paesi membri.
Ue e Etiopia: agenda comune sulla migrazione
L’Ue e l’Etiopia hanno siglato a Bruxelles una dichiarazione congiunta su migrazione e mobilità. Diversi i temi sul tavolo: dalla protezione internazionale alle esigenze dei rifugiati, dalla migrazione irregolare al traffico di migranti, fino alle politiche per lo sviluppo. L’Unione finanzierà attività concrete in tali ambiti attraverso il Fondo fiduciario di emergenza dell’Ue per l’Africa, per il quale sono già stati stanziati 1,8 miliardi di euro. L’agenda comune è frutto di un intenso dialogo culminato nell’incontro tra l’Alto rappresentante Federica Mogherini e il primo ministro etiope Dessalegn lo scorso 20 ottobre. L’accordo si inserisce nel contesto della strategia europea volta a fronteggiare l’attuale crisi dei rifugiati attraverso una più stretta cooperazione con i Paesi di origine e di transito dei migranti. L’Etiopia non solo ospita il maggior numero di rifugiati in Africa (oltre 733mila persone), ma è anche un paese di origine e di transito per i migranti irregolari diretti verso l’Europa.
Ue, Fondo fiduciario d’emergenza per l’Africa
La Commissione europea ha lanciato un Fondo fiduciario d’emergenza dell’Ue per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa. Il fondo è un sistema innovativo che mette in comune ingenti risorse provenienti da vari donatori. Il fondo d’emergenza per l’Africa beneficerà sia di 1,8 miliardi di euro provenienti dal bilancio dell’Ue e dal Fondo europeo di sviluppo (Fes) sia dei contributi degli Stati membri (ad oggi 81,3 milioni di euro) e di altri donatori. Il fondo mira ad affrontare le cause profonde della destabilizzazione dei Paesi più fragili e della migrazione irregolare proveniente da tali Paesi. Le regioni interessate quella del Sahel e l’area del lago Ciad, il Corno d’Africa, e il Nord Africa. Attraverso il finanziamento di progetti in grado di creare nuove opportunità lavorative, l’Unione intende promuovere l’economia, la sicurezza e lo sviluppo nelle aree interessate.
Accordo europeo sulla ricerca nel settore difesa
La Commissione europea ha siglato un accordo con l’Agenzia europea per la Difesa (Eda): 1,4 milioni di euro saranno destinati ad un numero limitato di progetti relativi a nuove tecnologie per la difesa o ad attività con scopi sia civili che militari (duali). L’accordo rappresenta un contributo importante all’attuale collaborazione tra gli Stati membri per la ricerca, soprattutto in vista di iniziative importanti e in settori dove gli Stati membri non sono in grado di agire singolarmente.
Vertice “Sahel G-5”, più aiuti Ue al Chad
In occasione del terzo vertice “Sahel G-5”, al quale partecipano Burkina Faso, Chad, Mauritania, Mali e Niger, l’Alto rappresentate Mogherini ha lanciato cinque programmi di cooperazione allo sviluppo (per un totale di 101 milioni di euro) destinati al Chad. L’impegno dell’Unione nella regione del Sahel mira a rafforzare la cooperazione a livello bilaterale e regionale per contribuire allo sviluppo e alla sicurezza della regione. I fondi destinati al Chad contribuiranno a sanare il bilancio statale del 2015, limitare i tagli alla spesa pubblica, facilitare l’accesso all’acqua potabile, ai servizi sanitari e al cibo, e infine a sostenere lo sviluppo rurale e la gestione delle risorse naturali nel paese.
Nato, nuovi test per una risposta rapida
Tra il 9 e il 19 novembre l’Allied Rapid Reactions Corps (Arcc) della Nato è stata impegnata presso la base aerea di Lielvarde (Lettonia) nella sua prima esercitazione nei Paesi baltici. Circa 1.700 uomini provenienti da 20 Paesi Nato più la Svezia hanno partecipato a una simulazione finalizzata a testare la capacità di risposta rapida dell’Alleanza. L’Arrc è la forza Nato di reazione rapida terrestre a guida britannica in grado di essere schierata in qualsiasi parte del mondo in un lasso di tempo compreso tra i cinque e i trenta giorni.
La Nato testa le sue capacità cyber
Circa 600 uomini hanno preso parte all’esercitazione Nato “Cyber Coalition 2015”, svoltasi a Tartu, in Estonia, tra il 16 e il 20 novembre. L’esercitazione, che ha come scopo la difesa dei sistemi informatici dell’Allenza, avviene in un ambiente virtuale “controllato” e prevede il contrasto a malware e spyware specifici, nonché tecniche di hacking per la penetrazione di sistemi più complessi. Hanno preso parte all’esercitazione come osservatori gli esperti di alcuni stati partner – Austria, Finlandia, Irlanda e Svizzera – mentre vi hanno partecipato per la prima volta direttamente Georgia, Giappone e Giordania.