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Dal dark web alla neurologia: i progetti “futurologi” del Darpa

Per riuscire a intravedere le prossime scoperte in ambito cyber è obbligatorio capire cosa bolle nella pentola della Defense advanced research projects agency. Le ultime idee portate avanti dall’Agenzia (finanziata dal Pentagono) sono a dir poco strabilianti. È il caso, ad esempio, che ha visto protagonista Jan Scheuermann, tetraplegica statunitense di 55 anni, la quale sin dal 2012 ha accettato di diventare una paziente “pioneristica” lasciandosi impiantare degli elettrodi nel cervello per controllare un braccio robotico. Ma gli esperimenti non si sono limitati alle protesi: recentemente è riuscita a far volare, attraverso un simulatore, un Joint strike fighter F-35 utilizzando nient’altro che il suo subconscio. Un altro progetto sperimentale è Memex. Ideato per analizzare il deep web (la parte del cyberspace sommersa e non raggiungibile dai comuni strumenti di ricerca digitali) è ora utilizzato per dare la caccia ai militanti islamici. A sottolinearne l’importanza è stato sempre il direttore Prabhakar il quale, oltre ad anticipare alla stampa che il programma è già stato utilizzato dalla polizia di Dallas per contrastare il traffico di esseri umani e di sostanze stupefacenti, ha dichiarato anche che la mole di dati, scovati dal programma nel dark web, sta contribuendo a tenere sotto controllo le attività online dei militanti dello Stato islamico. Il pensiero fisso dei ricercatori statunitensi rimane però l’abbattimento delle barriere che separano gli esseri umani dai computer. Da qui è nato il progetto Communicating with computers (Cwc) basato sul principio che per gli esseri umani il linguaggio vocale è una necessità così forte che la gente parla non solo agli altri individui, ma anche agli animali domestici, alle piante e ai computer. Il programma Cwc mira a sviluppare una tecnologia per trasformare i computer in “ottimi comunicatori” in modo da favorire lo sviluppo di nuove tecnologie di problem solving. Ma il progetto più innovativo del Darpa, in linea con l’imprinting futuristico del Pentagono, è il Synapse (Systems of neuromorphic adaptive plastic scalable electronics) sviluppato in collaborazione con Ibm. Poco tempo fa è stato svelato TrueNorth, il primo microchip in grado di imitare l’area destra e sinistra del cervello umano con l’obiettivo di far raggiungere alla macchina una propria capacità cognitiva. L’idea di base è di utilizzare l’Artificial intelligence di tutti i progetti nei campi di battaglia i quali, presto o tardi, saranno affollati da macchine (ben) pensanti.