Il barone rosso

Di Eric Idle

Cosa dicono i papaveri rossi

Se i dibattiti del dopo-Trump sono tutto sommato tempo perso (le vere lezioni di questa campagna non si fanno a caldo ma con precise misurazioni dei flussi elettorali, e ormai è il duro tempo della transizione verso la presidenza), vale la pena soffermarsi sul costume britannico di indossare papaveri rossi nel giorno del ricordo dei caduti. È senz’altro un potente simbolo, ma merita di essere rinverdito? Si tratta di un uso invalso dopo la diffusione di una toccante poesia di un combattente e poeta sul fronte di Ypres (1915), dove il simbolo del papavero rosso allude al sangue dei caduti ed è connesso alla pianta che presto cresce sulle tombe. “Continua la nostra faida col nemico: dalle mani nostre che vengono meno, ti lanciamo la torcia; sia tua e levala in alto. Se spezzi il giuramento con noi che moriamo, non dormiremo, sebbene i papaveri crescano nei campi di Fiandra”. Un verso carico di emozioni vere per chi non dimentica la guerra, ha conosciuto il servizio in divisa e conosce l’onore alla bandiera e anche per chi queste cose non le ha sperimentate, ma le comprende. Eppure… Questo è quello che vogliamo lasciare ai nostri figli? Una realtà perdurante di sanguinose vendette, case devastate dal fuoco, morti insonni che guidano i vivi a nuovi
sacrifici? Come nel supplizio di Mezenzio dove i vivi sono indissolubilmente legati ai morti? Vi sono guerre difensive che sono più facili da giustificare rispetto a quelle d’aggressione, ma quante a un freddo esame politico e storico riescono a dimostrare quella purezza di valori che la propaganda assegna invariabilmente a una sola parte? Indossare quel papavero significa comprensibilmente ricordare che, guerra dopo guerra sino a oggi, quel caduto non è morto invano e che per i suoi commilitoni è “Presente!”, come ancora oggi commemorano i paracadutisti portoghesi. Al di là delle percezioni correnti, la prossima guerra mondiale, se falliscono le trattative per quella finanziaria e globale che è in corso, sarà caldissima. Dotata di una capacità di distruzione selettiva di massa, farà ingrigire i morti nelle loro tombe e rischierà di essere game over per la razza homo sapiens. Anticiparla e disinnescarla richiederà molto più coraggio che brandire un fucile e impugnare una bandiera sotto il pungolo di un leader carismatico. La memoria è importante per sfuggire le trappole di una politica micidiale e vivere costruendo un futuro degno di essere vissuto. Lasciate che i morti seppelliscano i morti e i papaveri insieme a loro.