, Columnist

Più lobby per l’interesse italiano

Si sono concluse in Esa le negoziazioni tra le delegazioni nazionali per designare i nuovi capi dei direttorati. Purtroppo il risultato per l’Italia è stato deludente. Si partiva da tre posizioni coperte in precedenza: Strategia, Lanciatori, Centro di Estec; ce ne ritroviamo soltanto uno, il centro olandese. La Strategia è stata cancellata dal nuovo direttore generale, che ha effettuato rilevanti cambiamenti nella distribuzione delle competenze, disegnando una struttura più funzionale alla politica che intende svolgere. Il rimescolamento delle carte ha confermato l’egemonia di Germania e Francia, che mantengono ciascuna due posizioni forti di comando, mentre l’Italia, terzo Paese contributore, è rimasta al palo. Il nuovo assetto ha privilegiato con assegnazioni importanti i Paesi più piccoli: alla Svizzera i Lanciatori e all’Austria le Osservazioni della Terra. Quello che lascia perplessi è il comportamento della nostra delegazione apparso ondivago, privo di una strategia chiara e palesemente incapace di esprimere una capacità negoziale vincente. Abbiamo inizialmente chiesto la Scienza che, prassi consolidata e gentleman agreement, toccava alla Spagna, che esprimeva il direttore uscente: risultato un nulla di fatto e conferma dello spagnolo. Per gli ultimi due direttorati, Lanciatori e Osservazioni della Terra, ancora meno chiara è stata la posizione italiana. Abbiamo realizzato Vega e il responsabile del progetto in Esa è italiano: un’autostrada aperta per una vittoria sicura. Viceversa, abbiamo rinunciato a competere chiedendo le Osservazioni della Terra, ma nessun italiano è stato selezionato nella short list finale. Con un sussulto di orgoglio abbiamo richiesto la riapertura dei termini, forse convinti di avere un candidato competitivo. Così non è stato, e anche dopo la seconda selezione sono rimasti in lizza i quattro candidati già individuati nella prima. Visti i risultati c’è da chiedersi se valesse la pena chiedere una riapertura per rimanere con nulla in mano, mostrando di non avere candidati competitivi e scarsa capacità negoziale. A fine anno la ministeriale di Lucerna dovrà definire la politica dell’Esa del futuro: ci arriviamo male, debolissimi, e rischiamo di nuovo di rappresentare il pollo da spennare.