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Google-XPrize: obiettivo Luna a basso prezzo

Recentemente Google e XPrize, fondazione no profit di St. Louis, hanno chiuso le selezione tra le squadre internazionali partecipanti al concorso Google Lunar Xprize: un modo nuovo di stimolare tecnici, investitori privati e innovatori a sviluppare metodi low-cost di esplorazione robotica spaziale. La sfida prevede un team, finanziato solo da fondi privati, in grado di realizzare tre obiettivi: inviare un rover sulla superficie lunare, farlo muovere per 500 metri, trasmettere a Terra video e immagini in HD. I premi per i primi tre classificati: 20 milioni di dollari per il vincitore e 5 milioni ciascuno al secondo e al terzo. Si è scelta la Luna perché è il corpo celeste più vicino alla Terra e da lì si va fuori, nel cosmo. In più presenta molti interessanti temi di ricerca inesplorati, prima o poi sarà abitata e, soprattutto, è una grande “miniera” da sfruttare per le enormi risorse che possiede. La selezione prevedeva tappe intermedie con premi nelle aree: tecniche di atterraggio, tecnologia di mobilità, immagini video. In ciascuna sono stati selezionati tre team: due Usa nel primo, un giapponese e un tedesco nel secondo, due Usa e un tedesco nel terzo. La giuria ha trovato che i 16 team in gara hanno presentato idee e progetti estremamente innovativi e di grande livello tecnico. All’unanimità è stato deciso di offrire un riconoscimento a ciascuno, dividendo tra loro un premio di un milione di dollari, il “diversity prize”. Tra le 16 squadre ha ben figurato l’italiana composta dai Politecnici di Torino e Milano, le Università Sapienza e Federico II, e le società Thales Alenia Space, CGS e Techno System Development. Per arrivare in fondo, entro il 31 Dicembre 2016, i partecipanti dovevano trovarsi un contratto di lancio. Cinque squadre ci sono riuscite: l’israeliana Spaceil userà Falcon 9 di SpaceX, Moon Express, statunitense, ha un contratto di 3 voli con Rocket Lab con l’obiettivo dello sfruttamento delle risorse lunari. Il team internazionale Synergy Moon (15 Paesi) userà un razzo NEPTUNE 8 per arrivare sulla Luna con un lander e un orbiter. L’indiano Teamindus volerà sul Polar Satellite Launch Vehicle di Isro. Il giapponese Hakuto lancerà un rover a quattro ruote per studiare alcune grotte lunari che potrebbero aprirsi su tunnel di lava sotterranei e, al contempo, rappresentare futuri “ricoveri” per missioni umane di lunga durata. Il risultato di questa “corsa spaziale” è particolarmente rilevante: non solo ha stimolato gli esperti a fornire soluzioni innovative, ma ha anche dimostrato come l’unione pubblico-privato sia uno strumento adeguato a raggiungere obiettivi importanti nel settore senza interventi economici a livello governativo. Ottima lezione da seguire per correggere quanto spesso avviene, per esempio, nelle ministeriali Esa.