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A Tor Vergata un ponte tra ricerca e Pmi
Un laboratorio di circa 2mila metri quadrati all’interno della sede dell’Asi a Tor Vergata: è il progetto Ket-Lab, che diventa il primo polo scientifico italiano ad alto tasso di innovazione scientifica, interdisciplinarietà e di trasferimento di tecnologie aerospaziali all’attività di ricerca e sviluppo delle medie e piccole aziende. Il progetto, che conferma il Lazio – e in particolare l’area di ricerca di Tor Vergata – leader dell’innovazione di settore, è al centro dell’accordo di collaborazione siglato tra Hypathia (consorzio che raggruppa enti di ricerca, università e imprese nato all’interno del Parco scientifico del secondo ateneo romano) e Asi. Si tratta di un investimento di oltre 10 milioni di euro che vede coinvolti i due soggetti firmatari e le reti di collaborazioni scientifico-commerciali che a loro fanno capo. Il consorzio fornirà strumentazioni per 4 milioni di euro, 35 contratti a giovani ricercatori e un accordo commerciale del valore di 4,5 milioni di euro con l’azienda francese Poly-Shape Italia, che realizzerà il primo laboratorio italiano di fabbricazione additiva, tecnica di produzione di prototipi a partire da modelli 3D. Una tecnologia all’avanguardia che da ottobre è a disposizione di biologi, ingegneri, fisici e chimici, per lo sviluppo di progetti industriali nel campo aerospaziale. “Il Ket Lab è un altro tassello nella strategia che porta le Piccole e medie imprese italiane sulle nuove  frontiere tecnologiche del settore aerospaziale” ha detto il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston. “Si tratta – ha aggiunto – di un obiettivo importante per la costruzione della space economy, l’insieme dei beni e dei servizi, delle applicazioni che saranno la chiave del nostro sviluppo futuro”. “L’accordo con Asi amplia l’offerta all’industria italiana aerospaziale, con un forte effetto di ricaduta nello sviluppo di questo settore, su altre aree industriali”. Ha detto il presidente del consorzio Hypathia,  Flavio Lucibello.  “Il modello cui guardiamo – ha aggiunto Lucibello – è la Fraunhofer Institute: vogliamo realizzare un grande polo di ricerca industriale che attinga al bacino di ricercatori di eccellenza dell’area tuscolana e del secondo polo universitario della capitale”. “La reindustrializzazione che abbiamo in mente mira a ricollocare il sistema produttivo laziale sul campo delle nuove tecnologie e della catena internazionale del valore”. Ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo economico e attività produttive della Regione Lazio, Guido Fabiani. “Ricercatori e imprese potranno studiare assieme le applicazioni delle key enabling technologies”.