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Ulteriori conferme per Thales Alenia Space (67% Thales 33% Finmeccanica), che ha annunciato la sigla del contratto – valore circa 90 milioni di euro – con il primo contraente Airbus Defence and Space, per la progettazione e la produzione dei sistemi termomeccanici del modulo di servizio della capsula statunitense Orion. Orion è il nuovo veicolo per il trasporto equipaggi della Nasa concepito per l’esplorazione dello spazio profondo. Il modulo di servizio di Orion sarà realizzato sotto contratto dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e fornirà propulsione, alimentazione, controllo termico e gli elementi chiave del sistema di sopravvivenza della capsula stessa.
Il progetto degli Usa è quello di usare la capsula per missioni umane oltre l’orbita bassa terrestre verso molteplici destinazioni quali la Luna, i vicini asteroidi e lo spazio profondo. La prima missione di Orion, “Exploration Mission 1”,  nella quale l’Europa sarà impegnata è programmata per il 2018 e consisterà nella circumnavigazione della Luna e nel ritorno sulla Terra. Scopo di questa prima missione (senza equipaggio), testare le prestazioni della navicella spaziale prima del suo utilizzo con esseri umani a bordo e di qualificare il nuovo sistema di lancio della Nasa. La missione successiva, “Exploration Mission 2”, con astronauti a bordo, è prevista intorno al 2021.
“La firma di questo contratto è un passo significativo per Thales Alenia Space – ha dichiarato Donato Amoroso, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia – e, ancora una volta, segna il meritato riconoscimento della competenza e dell’affidabilità conseguite dalla nostra società nel campo del volo spaziale. Con questa nuova impresa, Thales Alenia Space è orgogliosa di contribuire a espandere la presenza del genere umano oltre l’orbita bassa terrestre e a partecipare all’avventura dell’esplorazione dello spazio profondo”.
Il contratto da 390 milioni di euro con il primo contraente per lo sviluppo del modulo di servizio di Orion, Airbus DS, è stato firmato dall’Esa a novembre dello scorso anno. Si è trattato della prima volta che gli Stati Uniti hanno selezionato l’Europa per fornire sistemi critici ad un loro progetto spaziale. Nel 2012 l’agenzia Nasa ed Esa avevano raggiunto un primo accordo per certificare la capsula unita al modulo di servizio europeo, basato sull’esperienza accumulata con il programma Atv (Automated Transfer Vehicle), sviluppato e costruito da Airbus DS per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. “Questo contratto rappresenta il fatto che siamo in grado di consegnare sistemi allo stato dell’arte nei tempi e secondo i budget stabiliti”. Aveva detto allora François Auque, a capo dei sistemi spaziali di Airbus DS. Capocommessa del programma è Lockheed Martin, che per conto della Nasa costruirà la capsula, capace di ospitare quattro persone.