Anche F-35 e CAEW alla Joint Stars 2017, appena conclusa

Di Michela Della Maggesa

Si è appena conclusa la Joint Stars 2017 (JS17) la più grande esercitazione Interforze nazionale dell’anno, che ha visto impegnate forze di Esercito, Marina e Aeronautica su tutto il territorio nazionale. L’esercitazione, organizzata dal Comando Operativo di vertice interforze (COI), si è sostanziata in una rete di esercitazioni, federate tra loro e condotte tra giugno e ottobre in Sicilia, Sardegna e Italia del centro sud, facendo riferimento a un unico scenario fittizio di un contesto di crisi.

All’esercitazione ha preso parte anche una componente Nato con assetti dedicati all’addestramento alla guerra elettronica, tra cui quelli per il disturbo ai sensori radar e alle comunicazioni. L’interoperabilità e il coordinamento delle procedure delle diverse componenti di ciascuna Forza Armata sono stati i principali obiettivi della JS17, ma quello più rilevante è stato quello di testare e validare l’operatività iniziale dellacapacità nazionale di proiezione dal mare, cioè le forze militari anfibie italiane. “Le nuove esigenze operative impongono una piena capacità interforze che deve essere necessariamente acquisita con attività addestrative che coinvolgano sempre tutte le componenti dello strumento militare nazionale, così come è stato per la Joint Stars”. Ha affermato il generale Claudio Graziano, capo di stato maggiore della Difesa.

In particolare, Esercito, Marina e Aeronautica Militare si sono addestrate congiuntamente, schierando complessivamente più di 3.600 militari con lo scopo di perseguire sinergie ed economie, condividere risorse e massimizzare interoperabilità, affinando le capacità all’interno di missioni simulate che potrebbero verificarsi nell’ambito di crisi internazionali o emergenze nazionali. Pianificate e condotte operazioni per l’evacuazione di personale civile, nonché la conduzione di operazioni che prevedano l’inserimento in ambiente ostile di una componente terrestre dal mare.

Il cuore di questa componente terrestre è rappresentato dal Reggimento Lagunari “Serenissima” dell’Esercito Italiano e il reggimento “San Marco” della Marina Militare, i quali sono in grado di attivare tutte le funzioni Combat, Combat Support e Combat Service Support, grazie all’integrazione delle capacità esistenti in seno alle Forze Armate. L’Aeronautica, che per la prima volta ha impiegato anche i velivoli F35A, ha garantito invece il supporto aereo con operazioni di Close Air Support (CAS), Suppression of Enemy Air Defense (SEAD), Combat Search and Rescue (CSAR), trasporto tattico di personale operativo ed evacuazione di civili feriti.

Tra i reparti dell’Esercito partecipanti, il Comando Artiglieria Contraerei, la Brigata Pozzuolo del Friuli, il Reggimento Lagunari, il 3° Reggimento Genio Guastatori, il 17° Reggimento artiglieria contraerei, il Reggimento artiglieria a cavallo, il 4° Reggimento e il 5° Aviazione dell’Esercito. Per la Marina coinvolte la Portaerei Garibaldi, due navi da sbarco, San Marco e San Giorgio, cacciamine, il sommergibile Longobardo, la rifornitrice di squadra Vesuvio, il cacciatorpediniere Duilio, la fregata Alpino e il moto trasporto costiero Lipari. Per l’Aeronautica, velivoli C-130 e C-27J, la 4^ Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea, Tornado IDS e ECR, Eurofighter, AMX, T-346, KC-767, i velivoli CAEW, un MQ-9 Predator B, elicotteri HH-101, HH-139 e HH-212. Coinvolti anche 16° Stormo Fucilieri dell’Aria, il Reparto Mobile di Comando e Controllo di Palese, il ReGISCC di Pratica di Mare, il 22° GRAM di Licola e le basi del 41° Stormo di Sigonella e del RSSTA di Decimomannu.