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Oltre 1.100 espositori provenienti da 63 Paesi. Più di 66.000 visitatori e accordi per 37,2 miliardi di dollari. Sono questi alcuni dei numeri che hanno caratterizzato l’edizione 2015 del Dubai Airshow, evento biennale, che porta negli Emirati le ultime novità dell’aviazione militare, generale e commerciale. All’edizione di quest’anno, in programma dal 12 al 16 novembre, sono attesi 1.200 espositori, di cui un centinaio presenti per la prima volta. Ricca anche la parte dedicata ad incontri e conferenze, con l’introduzione di nuovi padiglioni tematici, come l’Uas Summit, la Cargo Zone e Airport Solution, in aggiunta alla quarta edizione di Gate (Gulf aviation training event).

Presenza importante all’Airshow anche per l’Italia, che con le sue aziende ha molti interessi in Medio Oriente, testimoniati anche dalla recente tappa a Doha del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Leonardo in particolare, partecipa con un’area statica dedicata all’esposizione di prodotti rilevanti nella regione. A Dubai l’azienda espone per la prima volta il mockup della cabina del convertiplano AW609 in versione Search & Rescue, selezionato dal Joint Aviation Command degli Emirati Arabi. Per il 2019 è prevista l’entrata in servizio delle prime macchine con certificazione civile americana. Recentemente l’AW609, che ha suscitato anche l’interesse dell’US Army, ha completato una serie di prove. In particolare, il terzo AW609 per i test (AC3) ha eseguito alcuni collaudi in presenza di ghiaccio. Entro fine anno poi, Leonardo comincerà i test a fatica sulla fusoliera del convertiplano, mentre è stata da poco ottenuta in Canada la certificazione del motore Pratt & Whitney PT6C-67A, equipaggiato con un nuovo compressore e turbine di nuova generazione, per incrementare la potenza della macchina e ridurre il consumo di carburante.

Tra i prodotti di punta di Leonardo nell’area, anche l’addestratore avanzato M-346 in versione Fighter Attack, presentata per la prima volta quest’anno al salone di Le Bourget. Il sistema è stato esibito equipaggiato con una variante dedicata del radar multimodo a scansione meccanica Grifo, con un sistema di autodifesa integrato e con una vasta selezione di armamenti, aria-aria e aria-superficie. Con l’FA – dopo la variante AJT, Advanced Jet Trainer per l’addestramento avanzato dei piloti militari e quella doppio ruolo denominata M-346FT (Fighter Trainer) – Leonardo completa il concetto di famiglia M-346. “Il velivolo ha tutte le caratteristiche per essere non solo un eccellente addestratore avanzato – sottolinea Leonardo -, ma anche un efficiente velivolo da combattimento tattico, in grado di svolgere missioni operative con costi inferiori rispetto ai caccia di prima linea”.

Il velivolo, che “ha già suscitato l’interesse di molte forze aeree”, è dotato di sette punti di attacco per carichi esterni ed ha la capacità di svolgere impieghi tattici multiruolo, missioni aria-aria, aria-superficie e ricognizione tattica. Sulla piattaforma, oltre ai serbatoi ausiliari da 630 litri, potranno essere integrate bombe da 500 libbre del tipo Mk.82, a caduta libera o frenate (Snakeye), a guida laser (GBU-12 Paveway II, GBU-49 Enhanced Paveway II, Paveway IV e Lizard 2+ e 4) e JDAM a guida GPS (GBU-38 e Lizard 4), missili a corto raggio Brimstone e antinave Marte ER, entrambi di Mbda. Inoltre, l’aereo sarà in grado di impiegare missili aria-aria, Aim-9L/X Sidewinder e Iris-T a guida IR, razzi guidati e non guidati, e un pod cannone. Le capacità operative dell’FA si vanno ad aggiungere a quelle che l’M-346 può già offrire, quale velivolo “aggressor”, per l’addestramento dei piloti combat ready. In questo particolare ruolo, il caccia è stato utilizzato recentemente dall’Aeronautica italiana durante la Vega 2017. Accanto a questi programmi, elicotteri da trasporto offshore e vip AW139 e AW169 e velivoli senza pilota, sia ad ala fissa sia ad ala rotante, come l’Hero.

Con Leonardo il costruttore ATR (50% Leonardo, 50% Airbus Group), con le ultime novità riguardanti i velivoli turboelica. Nella regione ATR ha molti interessi e proprio questo mese saranno consegnati due ATR 72-600 al nuovo vettore Air Senegal, che comincerà le operazioni da Diass a dicembre 2017, grazie ad un contratto da 50 milioni di euro firmato a giugno. “Nei prossimi 20 anni Africa e Medio Oriente aggiungeranno 400 nuove rotte e necessiteranno di circa 300 turboprop”. Spiega Christian Scherer, numero uno di ATR. Il costruttore a maggio scorso ha inoltre consegnato i primi quattro di venti ATR 72-600 a Iran Air e siglato un accordo per 50 velivoli e 1,3 miliardi di dollari con la compagnia indiana IndiGo. Nell’ambito del continuo miglioramento di prodotto per i velivoli della famiglia invece, ATR ha appena certificato il Vibration Monitoring Systems (VMS), che consentirà agli operatori di monitorare costantemente le vibrazioni del propulsore. Il sistema, che aumenterà l’affidabilità del velivolo, così come il comfort dei passeggeri, verrà integrato sui turboelica di nuova costruzione a partire da marzo 2018 e potrà essere integrato anche sugli aerei già in servizio.

A Dubai anche Mbda, di cui Leonardo detiene il 25%. Nella regione la società missilistica europea ha come priorità – dopo aver finalizzato importanti contratti con il Qatar, tra cui l’equipaggiamento delle navi di Fincantieri – la firma del contratto per l’armamento degli Eurofighter acquisiti dal Kuwait, una volta rilasciata la request for proposal. Particolare attenzione a Dubai sarà posta pertanto sul programma Marte ER in funzione multipiattaforma, che potrà essere integrato (lo studio di fattibilità è già stato avviato) anche su fast jet e in particolare sugli Eurofighter, dato che il Kuwait ha richiesto espressamente, e Paesi vicini come Arabia Saudita e Oman, che già lo hanno in linea, potrebbero fare altrettanto, capacità antinave per i propri caccia. L’integrazione del sistema d’arma sull’Efa, garantirebbe al velivolo capacità antinave decisamente spinte, visto che il caccia Rafale della Dassault, scelto anche da Egitto e Qatar, è in grado di integrare un solo Exocet, contro i sei Marte ER del Typhoon. Da notare che nell’area, Mbda è stata scelta per l’equipaggiamento delle batterie costiere del Qatar e anche in questo caso la selezione potrebbe aprire ulteriori possibilità con i “vicini”. Altre aree di collaborazione potrebbero arrivare anche per l’ammodernamento di motovedette e per l’acquisto di sistemi più performanti, per i quali il Kuwait sta mettendo a punto i requisiti.

A Dubai fin dalla prima edizione con i suoi sistemi di sorveglianza strategica, autodifesa ed attacco elettronico per uso aereo, navale e terrestre, Elettronica, una delle aziende italiane della difesa più impegnate nella regione e tra i principali fornitori di sistemi Electronic Warfare (EW) per le Forze Armate Uae. In particolare, all’edizione di quest’anno, Elettronica presenterà l’Elt/800, equipaggiamento progettato per missioni Elint, destinato a piattaforme ad fissa e rotante, comprese quelle di nuova generazione. Il sistema è in grado di fornire funzioni ESM di sorveglianza tattica e alta accuratezza nel processamento dei dati, per compiti di intelligence e analisi. L’azienda illustrerà poi le capacità di una delle sue ultime soluzioni, il sistema Adrian (anti drone interception acquisition neutralization), specificatamente progettato per contrastare le minacce rappresentate dai mini e micro droni, come i sempre più utilizzati quadricotteri. A Dubai anche la piattaforma Virgilius, in grado di integrare suite per guerra elettronica e suite avionica con i dati provenienti da altri sensori e l’Elt/572 Dircm (directional infrared countermeasures) contro minacce spalleggiabili (Manpad), basato su laser a fibra ottica. Con questi il sistema Muros per la sorveglianza dei confini terrestri e l’escort jammer Edge. Unitamente a questi e ad altri prodotti, molti dei quali in uso con le Forze Armate di 28 Paesi, Elettronica presenterà, attraverso la joint venture CY4Gate, le proprie soluzioni in ambito cyber. In questo particolare settore sarà presente al salone emiratino il sistema D-Sint (Digital Spectrum intelligence integrated system), capace di analizzare dati molto diversi tra di loro.

Visto il parterre mondiale, in statica e in volo ci saranno molti velivoli, civili e militari. Tra questi faranno la loro comparsa o torneranno, tra gli altri, i caccia F-16C, F-22A, Rafale, SU-35 e JAS 39 Gripen, gli elicotteri Chinook e Apache della Boeing, i velivoli da trasporto tattico A400M e KC-130J. Presente anche Bombardier con la CSeries (versione 300), oggetto di un recente accordo con Airbus e con il turboprop Q400, di cui è allo studio una versione da 90 posti, mentre Gulfstream, esibirà anche il G650ER. Tra le prime assolute, da segnalare quella di Boom Supersonic, al lavoro per “rompere le barriere del pianeta”, grazie ad un velivolo passeggeri supersonico, che ha già ricevuto 76 ordini e il cui dimostratore XB-1 volerà a giugno, in grado di raggiungere Mach-2.2: l’aereo civile più veloce di sempre. Stando ai piani, l’aereo dovrebbe entrare in servizio nel 2023 e incontrare molto successo in tutta l’area mediorientale, specie negli Emirati, interessati ad investire nello sviluppo di nuove tecnologie sui trasporti. Per la società gli Emirati sono inoltre idealmente posizionati per diventare un hub supersonico, tra Europa, Asia e Oceania. Una volta pronto, l’aereo collegherà Dubai a Sydney in otto ore.