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ATR e Air New Zealand hanno raggiunto un accordo per esplorare nuove tecnologie per la propulsione, che potrebbero mutare il futuro dei velivoli regionali.

In base all’accordo, costruttore e vettore svilupperanno nuove soluzioni e sistemi atti a supportarle, come normativa, aeroporti, manutenzione, operazioni a terra e in volo. Per lo studio di queste tecnologie, sottolinea Christopher Luxon, ceo di Air New Zealand, la fornitura di energia rinnovabile del Paese e l’ampio network regionale offerto dalla compagnia, fanno della Nuova Zelanda il “test bed” ideale. “L’entrata sul mercato di aerei ibridi dovrebbe esserci nei prossimi 10 anni, anche se questo dipenderà da quando le tecnologie elettriche e ibride saranno disponibili per aerei turboprop di grandi dimensioni. Crediamo che queste siano un’opzione praticabile anche per la nostra rete regionale”. “La nostra flotta regionale – continua il ceo – rappresenta circa il 40% delle emissioni nazionali, pertanto l’opportunità di risparmiare è enorme. Potrebbe essere un contributo significativo per raggiungere i nostri due obiettivi di crescita neutrale dal 2020 e per ridurre le emissioni al 50% dei livelli 2005 entro il 2050”.

“In qualità di market leader nel segmento regionale turboprop, ATR sta lavorando a nuove tecnologie. Aerei ibridi e elettrici sono nei piani. La combinazione tra ATR e Air New Zealand è quindi perfetta. Daremo vita ad un punto di riferimento unico per l’industria e per la Nuova Zelanda. Non vediamo l’ora di iniziare questo entusiasmante progetto”. Ha aggiunto Stefano Bortoli, amministratore delegato di ATR.

Intanto, in occasione del salone aeronautico di Zhuhai, in Cina, il costruttore italo-francese ha reso note le sue previsioni a 20 anni per il mercato cinese. Entro il 2037 l’87% delle attività di aviazione regionale e generale arriverà da nuove rotte, calcolate in quasi 2.200. A quella data l’aviazione regionale (fino a 100 posti) cinese sarà cresciuta di quasi otto volte, creando un’esigenza di 300 nuovi aerei circa (70 nel segmento 50 posti e 230 in quello 70 posti). Questi velivoli serviranno a connettere 200 aeroporti regionali con 700 nuove rotte. Il governo cinese sta investendo molto anche a livello di aviazione generale (fino a 30 posti), per la quale conta di attivare nuovi aeroporti. La richiesta in questo particolare settore sarà di circa 800 aerei turboprop (tra cui ATR 42-600) per servire 300 aeroporti con 1.500 nuove rotte.

L’aviazione cinese – rileva ATR – sta conoscendo una crescita enorme e oggi è sette volte il livello del 1998. A guidarla i flussi di traffico maggiori, che richiedono aerei  grande capacità. Nello stesso periodo è raddoppiata anche la flotta regionale, anche se tuttavia ancora poco sviluppata. Ad oggi i velivoli regionali costituiscono infatti solo il 2% della flotta, contro una media globale del 25%.