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“Le Forze Armate dimostrano oggi in modo tangibile le grandi capacità organizzative e di coordinamento di cui sono capaci negli interventi a supporto delle attività di protezione civile.” Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto quest’oggi sull’aeroporto militare di Pratica di Mare, unitamente al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, al ministro per i Beni e le Attività culturali, Alberto Bonisoli, al capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli e alle massime cariche militari, all’evento dimostrativo “Duplice uso sistemico: impiego innovativo delle Forze Armate al servizio del Paese” – progetto Ianus -.

“Noi – prosegue il premier, rivolgendosi alla platea composta tra gli altri da tantissimi studenti – siamo abituati a considerare le Forze Armate sempre in azione nello svolgimento delle consuete attività istituzionali di protezione dello Stato e di sicurezza in Italia e all’estero. Oggi però le ritroviamo impegnate (anche se in via simulata) a fronteggiare in modo efficace e all’insegna della resilienza, le conseguenze di eventi naturali o causati dall’uomo, che richiedono una risposta adeguata. Siamo convinti che le Forze Armate possano offrire un grande contributo per rendere ancora più efficace e incisiva la reazione articolata per fronteggiare eventi e  per gestire criticità in situazioni di emergenza”. “Oggi vediamo una Difesa moderna, innovativa e sostenibile, in grado di difendere lo Stato e di far fronte agli impegni connessi alla difesa collettiva (tipicamente duale), che si estrinsecano in ambito Nato e con l’Unione europea, ma vogliamo anche una difesa che possa operare sinergicamente all’interno del Paese per fronteggiare le calamità. Le Forze Armate  – conclude il presidente del Consiglio, ringraziando le Forze Armate per il loro operato dentro e fuori i confini nazionali – già lavorano in tal senso, già forniscono le loro capacità alle altre amministrazioni”.

Il progetto Ianus favorirà la rimodulazione del concetto di difesa, per accrescere la resilienza del sistema Paese e servirà a rendere la difesa ancora più moderna e sostenibile. “L’evento dimostrativo di oggi rappresenta una tappa importantissima del lungo cammino cominciato dalla Difesa qualche tempo fa, assieme ad altri dicasteri, dipartimenti e agenzie dello Stato, per dare completezza al quel nuovo approccio delle Forze Armate che ho avuto modo di illustrare nelle linee programmatiche del dicastero e nel relativo documento dedicato al duplice uso e alla resilienza”. Dichiara Elisabetta Trenta. “Mi preme sottolineare che le capacità delle Forze Armate sono frutto dell’addestramento che i nostri  militari conducono quotidianamente per svolgere i loro compiti istituzionali in patria e all’estero e che consente loro di intervenire efficacemente anche in attività di concorso con le altre articolazioni dello Stato, in caso di emergenza, calamità e supporto alla popolazione. Questo è lo spirito interforze ed inter-agenzia ed è questa la valenza duale che oggi contraddistingue l’operato dei nostri militati di fronte alle necessità del Paese che devono poter contare sulla risposta delle Forze Armate”.

Lo scopo sotteso al progetto duplice uso sistemico nel suo complesso è stato quello di avviare un percorso interministeriale per sollecitare una riflessione comune sul tema della difesa collettiva, mappare le capacità a duplice uso della Difesa, recepire indicazioni circa le ulteriori capacità a duplice uso che la Difesa potrebbe sviluppare e mettere a disposizione delle altre amministrazioni. “Nel corso dell’ultimo decennio  – prosegue il ministro – alla Difesa è stato chiesto sempre più spesso di mettere a disposizione degli altri dicasteri le proprie competenze e capacità per lo svolgimento di compiti non prettamente militari, nell’ambito del più ampio concetto di resilienza nazionale”.

“In questi anni il contributo delle Forze Armate, fondamentale nella gestione delle emergenze e più in generale nelle operazioni di supporto  alle altre articolazioni dello Stato, ha offerto molteplici opportunità anche per il progresso della collettività, dal supporto alla ricerca scientifica, all’offerta di servizi medici, alle numerose iniziative specifiche portate avanti con altri soggetti”. Un esempio fatto è quello del Mibact che utilizza sistemi satellitari militari per il monitoraggio e il controllo dei siti archeologici di Pompei e del Colosseo.

“Oggi vogliamo fare in modo che la Difesa venga considerata come un vero e proprio sistema integrato, connesso a più livelli, che opera in sinergia per consentire al Paese di accrescere la sua capacità di risposta a tutte le emergenze che si possono verificare. Fondamentale sarà in tal senso anche la collaborazione con l’industria e con il mondo accademico e privato e soprattutto il coraggio di investire di più nella ricerca e nell’innovazione tecnologica del comparto difesa per sviluppare nuove capacità militari, vale a dire nuove capacità multiruolo e multiscopo per compiti duali”. “Siamo certi – conclude il ministro Trenta – che l’applicazione del duplice uso sistemico favorirà la dimostrazione del concetto di difesa contribuendo ad accrescere la resilienza del sistema paese e a rendere la Difesa sempre più sostenibile. In questo senso, il mio lavoro come ministro sarà finalizzato a rendere l’Italia un Paese più sicuro sotto ogni aspetto”.

In particolare, a Pratica di Mare è stata simulata, organizzata dal Comando Operativo di vertice Interforze (COI), l’attività di emergenza a seguito di un sisma di elevata intensità. Ipotizzando il verificarsi di un terremoto seguito da uno tsunami, è stato infatti realizzato un evento dimostrativo che ha messo in evidenza l’attività che discende in caso di un’emergenza di rilievo nazionale: il Comitato Operativo della protezione Civile assume la direzione e controllo e chiede il concorso della Difesa chiedendo peculiari capacità delle Forze Armate al  Comando operativo di Vertice Interforze.  L’evento dimostrativo  attraverso la simulazione ha rappresentato l’occasione per mostrare ai partecipanti le capacità con cui le Forze Armate e l’Arma dei Carabinieri supportano la Protezione Civile in caso di emergenze nazionali.

Per l’occasione è stata costituita su nave Etna una sala operativa interforze e interagenzia per la gestione dell’evento. Simulati inoltre soccorso aereo e tutela del patrimonio culturale, passando per il trasporto in bio-contenimento di malati altamente infettivi (per il quale si possono utilizzare oggi i velivoli C-130J, KC767A e C-130J dell’AM) e attività di decontaminazione da sostanze chimico-batteriologiche e radioattive. Capacità queste che discendono dal continuo addestramento del personale militare per mantenere e migliorare costantemente le capacità di difesa del Paese, salvaguardia dello spazio aereo nazionale e per assolvere i compiti assegnati nelle missioni all’estero in cooperazione con altri attori della comunità internazionale. Ad alzarsi in volo oggi anche una coppia di F-35, che hanno dapprima simulato l’intercettazione di un velivolo (un P180) e poi volato in formazione con un assetto CAEW, in dotazione all’Aeronautica militare.

“Un’attività utile a dimostrare sul campo la capacità di fare sistema, collaborando e sviluppando un’azione integrata ed efficace per la sicurezza del Paese e dei suoi cittadini”. Spiega il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Enzo Vecciarelli. “Non si tratta solo di dispiegare mezzi ma di essere in grado di immaginare in maniera innovativa l’impiego, adattandolo a scopi non prettamente militari e di integrarsi con una marcata caratterizzazione inter-agenzia perché tale è l’unico approccio che può essere dato nell’affrontare scenari caratterizzati da una pluralità di emergenze co-esistenti. Ciò non significa ridimensionare i compiti militari di difesa del Paese, che sono l’essenza delle Forze Armate, ma migliorare il loro apporto per essere sempre più utili al Paese”.