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Dopo alcune indiscrezioni, la conferma. La missione Esa ExoMars 2020, partirà a settembre 2022. Alla base della riprogrammazione della missione di esplorazione del pianeta rosso, a cui partecipa anche il nostro Paese, “la meccanica celeste dei pianeti e la necessità di maggiori tempi per completare test di controllo da parte dei team russi ed europei, coinvolti in questo complesso progetto”. Fa sapere l’Agenzia spaziale italiana in una nota.

Solo 18 giorni di finestra di lancio prevista tra poco più di quattro mesi si sono mostrati non compatibili con le attività finali dei test sulla sonda europea. Le necessarie attività di controllo e di verifica conclusive non permettono, oggi, la conferma della data di lancio. La prossima opportunità di decollo per la missione sarà possibile solamente tra 780 giorni, vale a dire nel 2022, quando i due pianeti saranno di nuovo vicini. 

Il ritardo è dovuto a due fattori principali: le posizioni della Terra e di Marte che necessitano di uno speciale allineamento per poter eseguire il lancio, (allineamenti che avvengono ogni 26 mesi con le finestre di lancio che durano solo poche settimane) e il ritardo nella risoluzione “da parte russa”, di alcuni problemi tecnici, compresi quelli relativi ai due paracadute del rover “Rosalind Franklin” che permetteranno l’atterraggio del lander su Marte. Nel 2019 questi avevano dimostrato durante i test di non essere ancora affidabili.

La decisione presa oggi congiuntamente dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e russa (Roscosmos) nasce dalla necessità di poter garantire una più alta probabilità di successo nelle operazioni atte a raggiungere e studiare la difficile superficie marziana. Per questo motivo è stato deciso di dare più tempo per le attività di completamento e controllo delle parti principali che compongono la missione (il modulo di discesa ed il rover). “Tutto questo – comunicano le Agenzie spaziali interessate – nonostante l’impegno dedicato dalle industrie europee ed italiane, messo in campo in particolare negli ultimi mesi, necessario a superare le ultime incertezze di sviluppo della missione. Ne sono un esempio gli ultimi test positivi effettuati sui paracadute che avranno il compito di far atterrare in sicurezza la piattaforma sulla superficie marziana. I test finali sono previsti entro la fine di marzo”. A complicare ulteriormente la situazione anche l’attuale contesto sanitario europeo che non permetterà di effettuare alcuni test finali a causa della richiamata in patria degli esperti russi attualmente al lavoro su ExoMars e delle difficili condizioni di lavoro dell’industria europea.

“ExoMars – dichiara in queste ore Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche spaziali – rappresenta una delle sfide più importanti nel campo spaziale che vede impegnate l’Esa, l’Agenzia spaziale russa e l’Italia come Paese guida del programma. L’annuncio del rinvio del lancio al 2022 a causa dei ritardi da parte russa, già ipotizzato nei mesi scorsi, è una battuta d’arresto che però non inficia il progetto. ExoMars andrà avanti e i prossimi due anni saranno utili per mettere a punto tutti i dettagli e lavorare al rafforzamento del programma”.

“Siamo fieri che l’Italia detenga la leadership di una missione con enormi ricadute in ambito scientifico. La nostra industria – prosegue il sottosegretario – sta fornendo un contributo decisivo per il successo di ExoMars supportando sia l’Esa che Roscomos, e questo dimostra ancora una volta il livello di eccellenza del nostro comparto nazionale. L’Italia ha quindi garantito in pieno tutte le attività di propria competenza ma, poiché i ritardi da parte della Russia non consentono di poter avviare la missione in piena sicurezza, ExoMars sarà posticipato al 2022. Un programma così complesso richiede inevitabilmente la capacità di riprogrammare le tappe ma resta senza dubbio di fondamentale importanza per l’Europa e non solo. Esplorare il pianeta rosso è un traguardo ambizioso che aprirà nuovi scenari per gli studi sul clima e sull’evoluzione della vita, anche della Terra. L’appuntamento è solo rimandato”, conclude Fraccaro.

“La delusione è forte per questo rinvio, ma, d’altra parte arrivare sulla superficie di Marte non è un’impresa semplice, in considerazione dell’enorme distanza che separa la Terra dal pianeta Rosso e del suo ambiente sfidante. Il programma ExoMars ha fatto straordinari progressi negli ultimi due anni – ricorda il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia – grazie soprattutto al grande lavoro di tutti i team coinvolti e in particolare della nostra industria nazionale. Quest’ultima ha avuto un ruolo chiave nella conduzione del progetto a supporto di Esa: ha fornito un sostegno eccellente anche nella gestione dei rapporti con la controparte russa, che ha rappresentato anche una delle sfide più consistenti del progetto ed anche a causa di ritardi. Tali sono stati il contributo e il valore riconosciuto per questa missione del nostro capogruppo industriale, Thales Alenia Space, che l’Esa, in corso di progetto, ha ritenuto di spostare in Italia alcune attività di assemblaggio, integrazione e testing originariamente previste in Russia. Elevato è stato, anche, il numero di test suppletivi che sono stati realizzati con successo in Italia sugli hardware forniti dalla controparte russa”.

“Ciononostante – aggiunge Saccoccia -, e anche in virtù del gran numero di attività aggiuntive inattese, lo stato attuale di preparazione della missione non garantisce il grado di affidabilità richiesto per il successo di ExoMars. Arrivare sulla superficie di Marte in piena sicurezza – sottolinea Saccoccia – presenta ancora alcuni rischi che potrebbero compromettere non solo la missione, ma anche la credibilità e dunque il futuro ruolo dell’Europa nel programma di esplorazione del pianeta rosso. La recente emergenza sanitaria, poi, ha complicato ulteriormente la situazione generale”.

La distanza relativa tra Marte e Terra, che viaggiano a velocità diverse, varia continuamente da un minimo di 56 milioni di Km (la distanza minima mai osservata nel 2003) a un massimo di 400 milioni di Km. Pertanto, la scelta di quando far partire una sonda verso Marte deve tener conto di questo aspetto. Considerato che un anno marziano dura circa 22 mesi terrestri, i due pianeti si “avvicinano” con una cadenza di 2,1 anni (ogni 780 giorni). I due anni che mancheranno alla data di lancio verranno impiegati per completare lo sviluppo dei vari elementi della missione (auspicabilmente entro la fine di quest’anno), per poi stivare la sonda in condizioni sicure fino all’inizio della campagna di lancio nel 2022.

ExoMars, indagherà le tracce di vita su Marte, la sua caratterizzazione geochimica e l’ambiente marziano. Nel programma, frutto di una collaborazione internazionale, l’industria italiana è fortemente coinvolta attraverso il prime contractor Thales Alenia Space, che si occupa dell’intera  progettazione delle due missioni del programma e guida un consorzio di oltre 130 aziende europee. Per la missione 2022 inoltre, Leonardo fornirà oltre ai sensori d’assetto, i pannelli fotovoltaici per l’alimentazione del veicolo spaziale e del rover, e la speciale trivella, che per la prima volta scaverà nel sottosuolo del pianeta a due metri, dove potrebbero esserci tracce di vita. 

In qualità di leader industriale della missione ExoMars 2020, Thales Alenia Space “supporta pienamente la decisione di posticipare il lancio al 2022 presa dall’Agenzia spaziale europea e da Roscosmos”. “La scelta – fa sapere il prime contractor della missione – è basata sulla necessità di prevenire qualsiasi tipo di rischio, con lo scopo di  garantire il completo successo della missione in futuro.Dal punto di vista di sviluppo del programma, Thales Alenia Space conferma che ad oggi più del 95% delle attività di missione ed integrazione sono completate con successo. Insieme all’Esa, rimaniamo focalizzati nella continuazione della missione nel rispetto del nuovo crono programma”.