I 70 anni del Piano Marshall. La lettera di Donfried (GMF)

Di Redazione Airpress

In occasione del 70esimo anniversario del lancio del Piano Marshall, che consentì all’Europa di ripartire e ricostruire dopo la Seconda guerra mondiale, pubblichiamo la lettera di Karen Donfried, presidente del think tank americano German Marshall Fund (Gmf) of the United States

Cari amici,
Questo è il momento del Gmf. Oggi, ricorre infatti il 70esimo anniversario del discorso dell’allora Segretario di Stato George Marshall all’Università di Harvard, in cui gettò le basi per ciò che sarebbe stato conosciuto come Piano Marshall.

A volte, guardare indietro può aiutare a vedere più chiaramente il presente. Oggi, il Piano Marshall viene descritto come uno degli esempi di maggior successo di programmi per l’assistenza estera. Eppure, si dimentica spesso quanto fu contestato nel 1947. Dimentichiamo che i funzionari Usa hanno percorso in lungo e in largo il Paese per perorare la causa del Piano di fronte a un’America stanca della guerra, desiderosa di guardare all’interno piuttosto che di fornire supporto sostanziale alla ricostruzione dell’Europa devastata. Il Piano Marshall ha così posto le fondamenta sia per un forte legame transatlantico, sia per l’unificazione europea, elementi che abbiamo imparato a dare per scontati nei successivi sette decenni. Questa verità è però ora in discussione.

Ogni giorno, otto uffici del German Marshall Fund adempiono dunque la propria missione di rafforzare la cooperazione transatlantica nello spirito del Marshall Plan. Stati Uniti ed Europa formano, infatti, il centro essenziale dell’ordine internazionale che abbiamo costruito insieme dopo la Seconda guerra mondale. I principi di tale ordine – sistemi di governo democratici, economie di libero mercato, stato di diritto e diritti umani – definiscono “lo spirito del Piano Marshall”. E il Gmf si focalizza non solo sugli sfidanti esterni a tale ordine internazionale, ma anche su quelle sfide, come nazionalismo, populismo e sfiducia nei confronti delle istituzioni, che dominano i dibattiti interni. Cerchiamo così di contribuire ad aiutare entrambe le sponde dell’Atlantico a collaborare su un’agenda condivisa che possa tradursi in azioni comuni.

Il Gmf sta rispondendo a questa sfida con ciò che sa fare meglio: analisi competenti, influenza dei policy maker, costruzione di una società civile attiva e coinvolgimento della nuova generazione di leader transatlantici. Stiamo inoltre raddoppiando l’attuale lavoro attraverso la promozione attiva di nuovi progetti. Aumentiamo gli sforzi per spiegare ogni sponda dell’Atlantico all’altra, in risposta alla nostra nuova realtà transatlantica. Gli europei stanno dimostrando un appetito vorace per la comprensione dei trend economici, politici e sociali degli Stati Uniti. Cerchiamo così di decodificare gli USa per i nostri partner europei, sfruttando in particolare i nostri alumni e i policy network, aumentando la portata del Gmf. Allo stesso tempo, continuiamo a spiegare agli americani che vivono lontani da Washington o New York perché è importante una stretta relazione con l’Europa.

Il German Marshall Fund è stato creato in occasione del 25esimo anniversario del Piano Marshall grazie alla generosa donazione del governo dell’allora Germania ovest. Il Piano, che è diventato sinonimo di una forte partnership transatlantica, definisce l’integrazione europea un obiettivo chiave, nell’interesse sia dell’Europa, sia degli Stati Uniti. Festeggiando l’anniversario del Marshall Plan e del Gmf, il nostro intento resta non solo celebrare e ricordare una leadership americana basata su un illuminato senso del proprio interesse; vogliamo anche sottolineare e interpretare la rilevanza delle missioni del Gmf nel mondo di oggi.

Ultimamente, l’ambizione transatlantica è stata piuttosto scarsa. Eppure, essa è stata il carburante della visione di Marshall. Tra il 1948 e il 1950, gli Stati Uniti hanno fornito 13,3 miliardi di dollari (150 miliardi di oggi) a 16 Paesi europei. Lo stanziamento nel solo 1949 fu pari al 12% del budget federale Usa. Niente di tutto questo era preordinato. E oggi, il Gmf si sforza di essere motore dell’ambizione transatlantica.

Guardiamo avanti per continuare a coinvolgervi nel nostro lavoro. Supportateci e ideare, rendere possibile e attuare un nuovo futuro transatlantico che non sia bloccato nella nostalgia, ma che ricordi il passato per affrontare meglio le tremende sfide del presente. Ognuno di noi ha un ruolo importante nell’articolare la rilevanza dei legami transatlantici sostenuti in questo tempo. La nostra abilità di influenzare i cambiamenti si moltiplica quando lavoriamo insieme. Ora è tempo di agire.

La presidente
Karen Donfried

Traduzione di Stefano Pioppi