Accordo tra MM e Navy sui biocarburanti

Di Michela Della Maggesa

Firmato alla Biorefinery Eni di Venezia, un accordo di cooperazione tra la Marina Militare italiana e quella americana allo scopo di rendere interoperabili i carburanti di nuova generazione per navi a aeromobili. Nei mesi scorsi le due marine hanno sperimentato con successo miscele al 50% bioderivate e i risultati sono di grande auspicio anche per le altre marine dell’Alleanza Atlantica, riducendone la dipendenza dal petrolio. “La Marina e il corpo dei Marines – ha dichiarato il segretario della Marina degli Stati Uniti d’America, Ray Mabus – si sono dati l’ambizioso obiettivo di utilizzare carburanti per il 50% derivanti da fonti alternative entro il 2020. Nel 2012 la Marina degli Stati Uniti ha presentato la Great Green Fleet, un gruppo navale dotato di mezzi aerei e navali che operano utilizzando fonti energetiche alternative. Questo accordo, significativo e importante, consentirà lo scambio di informazioni e dati tra la Marina Militare italiana e quella degli Stati Uniti, in modo che possano operare al meglio in futuro, puntando a una minore dipendenza dal petrolio e a una maggiore sicurezza energetica”.
A maggio l’avvio della produzione
La frazione di qualità premium si produrrà in scala industriale presso la biorefinery Eni di Venezia a partire da maggio 2014. La biorefinery di Venezia è il primo esempio al mondo di raffineria petrolifera convertita per produrre biocarburanti da oli vegetali, anche di seconda e terza generazione: un risultato industriale con importanti ricadute sul territorio, che trasforma il tradizionale sistema della Raffineria in un nuovo ciclo “verde”.
Verso una Marina duale
“Esprimo la mia soddisfazione per essere testimone, di una iniziativa così importante nei settori strategici dell’energia e della tutela ambientale. L’accordo di oggi – ha dichiarato il capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi – mira a perseguire la piena interoperabilità dei carburanti alternativi per le unità navali delle due Marine, attraverso la condivisione dei risultati delle sperimentazioni. Questo accordo è un passo significativo verso l’incremento della sicurezza energetica, grazie alla minore dipendenza dal petrolio, a una maggiore attenzione all’ecosostenibilità e a una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento. La nuova famiglia di navi che intendiamo costruire – ha aggiunto l’ammiraglio – sarà caratterizzata da bassissime emissioni e dalla possibilità di utilizzare carburanti alternativi. Queste navi sono concepite per esprimere le loro capacità di intervento anti inquinamento e il segno tangibile del processo di trasformazione della Marina in senso duale”.