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Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’Aeronautica Militare ha festeggiato oggi a Ciampino il 93° anniversario dalla sua costituzione, avvenuta il 28 marzo 1923. A celebrare l’evento, assieme al Presidente, il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano (il ministro Pinotti era in Kuwait per presenziare alla firma del contratto relativo alla fornitura al Paese del Golfo di 28 caccia Eurofighter), il capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, il capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale Enzo Vecciarelli e le massime autorità militari e civili, unitamente ad esponenti dell’industria di settore.
Nei diversi interventi si è posto l’accento a più riprese sulla capacità della Forza Armata di essersi attrezzata per far fronte alle diverse minacce dentro e fuori il Paese, pur in un momento di difficoltà dal punto di vista delle risorse. In particolare, il sottosegretario alla Difesa ha portato ad esempio il programma Tornado e ha ricordato il fatto che “a oltre 40 anni dal primo volo di un Tornado italiano, quattro caccia di questa classe sono attualmente impegnati nei cieli iracheni contro l’Isis, svolgendo un’attività, quella di intelligence, che continua a rivelarsi cruciale e strategica”. “So che molti – ha aggiunto – ricordano bene le discussioni che si tennero prima e durante lo sviluppo e l’acquisizione nazionale del sistema d’arma, un velivolo considerato da alcuni troppo avanzato, difficile e oneroso da acquisire, gestire e sostenere nel tempo”. Il riferimento ad altri sistemi d’arma aerei in fase di acquisizione “sia pilotati che teleguidati (come F-35 e HummerHead, ndr), è calzante: con essi vogliamo fare un investimento del medesimo tipo, volgiamo mettere in servizio in questo periodo ciò che difenderà il nostro Paese per i prossimi 40 anni e oltre, così come hanno fatto i Tornado, gli Eurofighter ed altre piattaforme”.
“L’Aeronautica – ha dichiarato il capo di stato maggiore della Difesa – è in grado di esprimere un’ampia gamma di capacità, grazie ad una costante opera di ottimizzazione delle risorse disponibili e alla continua ricerca di soluzioni d’avanguardia che la confermano come componente aperta all’integrazione, oltreché traino alla ricerca e all’innovazione”. “Voglio sottolineare la spiccata caratterizzazione interforze dell’Arma Azzurra, che gli ha consentito di integrarsi naturalmente nei contingenti operativi dello strumento militare, contribuendo alla realizzazione di un modello di difesa più efficace e a rendere disponibili capacità operative efficienti ed integrate anche a livello ordinativo, oltreché operativo”. “Dobbiamo guardare ad un futuro che non è certo privo di elementi di preoccupazione. Le cronache degli ultimi tempi – i tragici attentati di Bruxelles, così come i fenomeni di immigrazione di massa, la presenza di una estesa minaccia terroristica di tipo territoriale rappresentata dall’espansione del Califfato dell’Isis – evidenziano come i livelli di rischio siano cresciuti anche nel nostro continente, facendo comprendere, perfino ai più scettici, che è arrivato il momento di fronteggiare insieme sfide che hanno ormai assunto il connotato di veri e propri attacchi alla democrazia”. In quest’opera di contrasto  – continua Graziano – il Paese può contare sull’impegno delle Forze Armate, su uno strumento militare che, come ho detto, deve essere assolutamente interforze, sempre più proiettato a realizzare un continuum tra difesa avanzata e sicurezza interna, con una presenza di prima linea, in Italia e all’estero”. Al momento 5.500 militari italiani operano in 26 missioni attive in 3 continenti, oltre che nel Mediterraneo, nell’Oceano Indiano e in Medio Oriente. A questi si aggiungono 6.500 militari impegnati in territorio nazionale nel mantenimento dell’ordine pubblico. “Un lavoro complesso e impegnativo, che, di fronte alle attuali contingenze economico-finanziarie, richiama all’ineludibilità del processo di ottimizzazione ed efficientamento che il ministro Pinotti ha voluto con l’emanazione del nuovo Libro Bianco. Un documento di indirizzo strategico, cui stiamo continuando a lavorare per una piena ed efficace attuazione”.
Nel suo intervento il capo di stato maggiore dell’Aeronautica ha ricordato quanto sia stato impegnativo tenere il passo alle continue sfide dell’innovazione. “Se pensiamo che i 12 secondi di volo dei fratelli Wright risalgono al 1903 e che oggi c’è una stazione orbitante dello spazio ci si rende conto del lavoro svolto”. Il capo di SMA si è quindi soffermato sul binomio difesa avanzata-sicurezza interna che caratterizza anche l’Aeronautica Militare. “Tutto questo – ha detto Vecciarelli – richiede un vasto spettro di capacità, sostenute dalle professionalità della Forza Armata, che da sempre basa il suo operare  sul patrimonio intellettuale e sulla preparazione della componente umana, sulle capacità abilitanti  come proiezione di forza e sostenibilità logistica e sulla valorizzazione delle qualità di sistema, flessibilità, interoperabilità nei dispositivi nazionali e nelle coalizioni internazionali”. In questa ricerca di nuove capacità per far fronte alle minacce è incluso lo sforzo tecnologico che “trova applicazione anche in ambito civile. L’industria aerospaziale nazionale esprime un know-how e una potenzialità da cui trarre benefici nell’interesse del Paese e della sua economia”.  “Sia che si tratti di contrastare minacce alla sicurezza, di stabilire maggiore benessere, o di dare respiro all’imprenditoria, la ricetta è la stessa, ed è legata ad una visione sistemica”. Ha concluso. Nell’occasione della cerimonia, sono state conferite dal Presidente della Repubblica, onorificenze alle Bandiere di Guerra di alcuni Reparti operativi dell’Aeronautica Militare (15°, 14°, 9°, 16° e 17° e 46ª Brigata) che si sono particolarmente distinti nel corso di operazioni nazionali ed internazionali. A margine della cerimonia inoltre, sono stati celebrati i 25 anni dell’Operazione “Locusta”, la prima operazione bellica dal dopoguerra, “sapientemente guidata”, come ricordato dal generale Graziano, dal generale Mario Arpino, allora capo di stato maggiore della Difesa, che ha visto l’Aeronautica Militare protagonista nelle operazioni in Kuwait.  Un capitolo particolarmente importante in cui sono stati coinvolti più di 200 velivoli di oltre 30 Paesi, tra cui 10 Tornado italiani con 34 equipaggi e relativi supporti, per un totale di 588 ore di volo.