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A margine del primo volo dell’A330neo, avvenuto recentemente a Tolosa, Fabrice Brégier, numero uno di Airbus, è tornato (Tom Enders, ceo Airbus Group ha recentemente rilasciato un’intervista alla televisione canadese) a parlare con la stampa dell’accordo con il costruttore canadese Bombardier avente ad oggetto il programma regionale CSeries, che ha dominato la scena del settore aeronautico degli ultimi giorni. In particolare, il manager ha sottolineato che Airbus si attende che i contratti firmati da Bombardier con i fornitori “siano compatibili” con la supply chain del costruttore europeo.

“Airbus conta di avvantaggiare Bombardier anche per quanto riguarda il controllo dei costi di produzione”, cosa – ha aggiunto Brégier, – già detta chiaramente da Enders in una lettera ai dipendenti di Bombardier. Nella stessa, si legge che “la partnership tra noi e Bombardier (che se si concretizzerà vedrà nel 2018 il 50,1% delle quote della società che si occupa del narrowbody in mano ad Airbus, il 31% a Bombardier ed il 19% a Investissement Québec, ndr), porterà alla CSeries quello di cui ha maggiormente bisogno: ridurre i costi, grazie alla nostra esperienza operativa e alla nostra attenta gestione della catena di approvvigionamento”.

“Tutto questo ci permetterà di rafforzare il programma e di accrescere la fiducia dei vettori nei confronti del velivolo”. Nella catena di fornitori della CSeries ci sono anche imprese italiane, tra cui Leonardo, (fornitore della stessa Airbus, con cui poi coproduce i velivoli turboelica ATR) che fornisce a Bombardier gli impennaggi verticali e orizzontali e Dema, che partecipa al programma con le parti composite della cabina di pilotaggio. Con loro Magnaghi Aeronautica e Avio Aero, tutte aziende coinvolte in passato dai numerosi ritardi che hanno afflitto lo sviluppo della CSeries.

L’obiettivo dichiarato di Airbus è di utilizzare la CSeries per rinvigorire la gamma del medio raggio con una famiglia (la CSeries è composta da due versioni, il CS100 e il CS300) in grado di coprire il segmento 110/200 posti. “La forte comunalità tra la CSeries e la famiglia A320neo – spiega Airbus – si riassume in due elementi: l’ampiezza della cabina, elemento chiave per le compagnie aeree americane, e un motore identico, il Pratt & Whitney, che equipaggia la CSeries e rappresenta un opzione per l’A320neo”.

L’accordo tuttavia si preannuncia tutt’altro che facile e a complicare le cose ci sarebbe (oltre alle varie indagini in corso sul gruppo per presunte tangenti che vedono coinvolto anche lo stesso Enders) una situazione di difficoltà riguardo le vendite. Nei primi nove mesi dell’anno – sottolinea in proposito la Reuters – Airbus aveva solo il 35% delle vendite globali di jet e stanno continuando i rumors che vogliono il gruppo in grande tensione, specie nella divisione  vendite, tanto che al momento non si vuole annunciare il successore di John Leahy, a capo del commerciale di Airbus, che dovrebbe rimanere fino alla fine dell’anno.