Alitalia, Lufthansa preme per i tagli e spunta l’ipotesi Air France

Di Michela Della Maggesa

Una riduzione significativa prima di arrivare ad un accordo. E’ quanto chiederebbe Lufthansa in una lettera – ripresa dalla Reuters – indirizzata al ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, a firma del suo amministratore delegato, Carsten Spohr. “Pur riconoscendo le preziose misure adottate fino ad oggi sotto la guida dei commissari, crediamo fermamente che resti una considerevole mole di lavoro da fare prima che Lufthansa sia nella posizione per entrare interamente nella successiva fase del processo”, scrive Spohr. La Nuova Alitalia ristrutturata dovrà essere “più piccola per personale e flotta”.

Oltre alle conferme dei piani del gruppo tedesco specie sul fronte flotta ed esuberi (al momento si parla di 2.000), nella partita si sarebbe affacciata anche Air France, che mesi fa aveva escluso ogni interesse riguardo le sorti dell’ex compagnia di bandiera italiana.  Secondo diversi organi di stampa, l’ex pretendente prima dell’arrivo dei capitani coraggiosi, invocati dall’allora premier Silvio Berlusconi, avrebbe avviato dei contatti con l’altra compagnia “in gara”, la low cost britannica easyJet, per l’acquisto di Alitalia. All’ipotesi Air France/easyJet (a un’alleanza con quest’ultima era interessato anche il fondo americano Cerberus) potrebbe aver contribuito l’americana Delta, alleata storica di Air France, interessata ad investire – si parla di 2 miliardi di dollari – sulle partnership internazionali.

Intanto il gruppo Lufthansa, ancora dato per favorito, ha annunciato risultati da record per il 2017. I passeggeri trasportati sono stati 130 milioni, con una crescita del 18,6% sul 2016. Nel solo mese di dicembre, i passeggeri sono stati circa 9,3 milioni, con un incremento del 19,9% rispetto a dicembre 2016. In particolare, Lufthansa, Swiss e Austrian hanno trasportato 97,4 milioni di passeggeri, il 6,8% in più dell’anno precedente, mentre le controllate Eurowings, Germanwings e Brussels Airlines, 32,6 milioni di passeggeri (+77%). Molto bene anche per il cargo: la capacità è infatti aumentata del 3,3% mentre le vendite del 7,4%. Il load factor è quindi cresciuto di 2,7 punti percentuali rispetto al 2016.