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PARIGI – Il miglior anno di sempre. Questo il 2014 per Atr, joint venture paritetica tra Finmeccanica-Alenia Aermacchi e Airbus Group, che ha presentato a Parigi i risultati di un anno da record, che ha visto 160 ordini fermi e 120 opzioni (nel 2011, anno del precedente record, i velivoli venduti erano stati 157 e le opzioni 79); un fatturato pari a 1,8 miliardi di dollari; 83 consegne; il maggiore ordine cumulativo della sua storia, quello con il vettore indonesiano Lion Air, firmato a novembre scorso a Roma, arrivato a ordinare 100 aerei; la consegna del millesimo turboelica e, dulcis in fundo, un portafoglio ordini che conta, a fine 2014, 280 velivoli e che vale 6,8 miliardi di dollari e tre anni di produzione. A questo si aggiunge la firma del 1000° ordine per l’Atr 72, che volerà con la compagnia aerea PNG (Papua Nuova Guinea).
“I nostri aerei – ha detto a Parigi, il ceo della joint venture, Patrick de Castelbajac – sono il punto di riferimento per le compagnie aeree regionali e società di leasing di tutto il mondo. Grazie ai bassi costi operativi, all’affidabilità e alla versatilità, al ridotto impatto ambientale e al mantenimento del valore nel tempo, Atr oggi è l’aeromobile preferito dagli operatori a corto raggio”. Forte di questi numeri, la società di Tolosa si sta preparando al futuro – per il 2015 il target sugli ordini è il linea con le consegne, 90, per mantenere stabile il portafoglio ordini – che si baserà innanzitutto sull’aumento della produzione e sul miglioramento del prodotto. “Lavoriamo per aumentare il rateo produttivo, sviluppare i nostri aerei ed espandere la nostra presenza in tutto il mondo, con l’obiettivo di servire al meglio i nostri clienti”, ha detto in proposito il ceo. Le 83 consegne effettuate nel 2014 rappresentano infatti non solo un nuovo record, ma anche un aumento del rateo produttivo pari al 60% rispetto agli ultimi cinque anni (51 consegne nel 2010). Questo dato, al primo posto tra tutte le consegne di velivoli regionali dell’anno scorso, permette ad Atr – che detiene una quota di mercato dell’80% nelle vendite di turboprop, il diretto competitor, Bombardier, nel 2014 ha venduto 39 Q400 – di continuare a crescere in una delle sue principali linee di sviluppo, vale a dire il consolidamento del rump-up produttivo, che proseguirà nel 2015 e “dovrebbe superare le 100 consegne nel 2016”, pari a 2 miliardi di dollari in termini di fatturato.
Molto bene come detto dal numero uno, è andata con le società di leasing aeronautico, da sempre la cartina al tornasole per il mercato aeronautico, che dal 2010 ad oggi hanno piazzato ben 200 ordini fermi. “Il lessor – ha detto Patrick de Castelbajac –, è un cliente molto significativo per qualsiasi costruttore. Noi diamo una mano a loro e loro danno una mano a noi”. Nel segmento dei velivoli regionali tra i 50 e i 90 posti, scelti da questi operatori, Atr ha una quota di mercato pari all’87%. Per quanto riguarda invece il miglioramento di prodotto, uno dei cardini della strategia del costruttore nel medio periodo, si sta lavorando in primis al nuovo motore, il PW 127N, che permetterà alla serie -600 di incrementare del 4,5% la spinta al decollo e soprattutto di operare alle alte quote e in ambienti caldi. “Il motore con il quale stiamo volando in vista della certificazione – ha spiegato de Castelbajac –, unitamente alla nuova avionica di Standard 2 (appena certificata, ndr), ci consentirà di aumentare le operazioni in mercati quali quello dell’America Latina, caratterizzato da scali di alta quota, e su quegli aeroporti soggetti a limitazioni relative alla navigazione, il tutto con grandi vantaggi sia in termini di consumi, sia per la sicurezza delle operazioni”. Passando ai mercati, Atr ha visto nel 2014 un grande incremento in Asia, una delle aree geografiche dove il traffico regionale sta vedendo i maggiori ratei di crescita. Dal 2009 al 2014 il corto e medio raggio è cresciuto in Asia del 13% ogni anno, così come la presenza di Atr, arrivata a detenere una quota di mercato del 92%, contro l’8% della concorrenza. Ancora assente in Cina, “il mercato per noi non è ancora aperto, ma ci stiamo lavorando”, ha detto il ceo, la joint venture si appresta ad un ulteriore ampliamento in Europa, grazie alla sussidiaria di Air France, HOP, che partirà nel 2015 e che avrà in linea anche la serie -600. Nessun nuova da parte degli azionisti sull’ipotetico Atr da 90 posti, al centro di molta attenzione in questi ultimi anni. “Airbus non è intenzionato a lanciare il programma – ha spiegato Patrick de Castelbajac -, mentre Finmeccanica lo vorrebbe”. Quanto invece all’interesse di Mauro Moretti, che vedrebbe di buon occhio un sostanzioso aumento della quota di Finmeccanica-Alenia Aermacchi all’interno della joint venture, Patrick de Castelbajac ha detto: “Atr è una realtà profittevole e con una bella quota di mercato. E’ normale che susciti appetiti e mi fa piacere che Moretti sia interessato a noi, non so però cosa pensi Airbus in proposito”.