Avio va in Borsa. Ecco il racconto dell’ad Giulio Ranzo

Di Valeria Covato

Avio, l’azienda italiana che costruisce lanciatori spaziali, entra in Borsa e lo fa con una serie di novità: il management si inserisce tra gli azionisti con una quota del 4%, il fondo britannico Cinven esce e Leonardo aumenta il suo investimento, passando con 24 milioni di euro dal 14 al 28%. Dopo il piano industriale di rinnovo della famiglia dei lanciatori europei varato più di un anno fa – che prevede la produzione dei nuovissimi Ariane 6 e Vega C in cui Avio ricopre un ruolo di prim’ordine – ora è arrivata la svolta attesa nell’assetto azionario. Ecco come Giulio Ranzo, amministratore delegato di Avio, commenta l’operazione con Formiche.net.

Ingegnere, quali sono le vere novità?

Trovo assolutamente rilevante che oltre ai due azionisti – Leonardo e Space 2 – ci sarà nella compagine azionaria un azionista piccolo ma importante, che siamo noi del management. Insieme ai colleghi della prima linea manageriale abbiamo costituito un veicolo di investimento che ci consentirà di acquistare fino al 4% del capitale. Il fatto che si partecipi non solo come manager, ma anche come azionisti, credo sia una garanzia per tutti gli altri azionisti. Condividendo il rischio, si garantisce agli altri azionisti un allineamento di interessi. Inoltre, è uno schema piuttosto innovativo. Probabilmente è la prima volta che un’azienda si quota in borsa con quanto di meglio si possa trovare nel mercato dei capitali, nell’industria della tecnologia e con un management capace che conosce il business. Questo sarà una garanzia anche per i clienti.

Ma che cosa cambierà per Avio con la quotazione?

Cambieranno molte cose, cambierà la prospettiva di poter realizzare nuovi investimenti, cambierà la prospettiva di relazione con il mercato e di maggiore trasparenza e visibilità dell’azienda.

Cosa succederà al piano industriale e alle previsioni di crescita per l’azienda?

Il piano industriale lo discuteremo con la nuova compagine di azionisti nel contesto del cda che si andrà a costituire. Certamente abbiamo già un nostro piano industriale ma potremo ulteriormente migliorarlo grazie ai contributi che arriveranno, da un lato da un azionista industriale di primissimo rilievo come Leonardo, che ha un portafoglio tecnologico straordinario nel settore dello spazio, e dall’altro con i contributi che possono provenire dalle istituzioni finanziarie che sono insieme a Space 2 e la conoscenza del mercato dei capitali che, per un’azienda come la nostra, è una competenza nuova e molto rilevante per chi opera come noi in un mercato con prospettive di crescita e con maggiore apertura alle attività commerciali.

Nello specifico cosa si attende dall’aumento di investimento di Leonardo?

Mi aspetto una maggiore collaborazione e complementarietà delle tecnologie. Leonardo dispone di grandissima tecnologia nel settore dei servizi di terra e dei servizi satellitari, che sono molto complementari a quello che facciamo noi. In più, Leonardo attraverso la partecipazione di Thales Alenia Space è un operatore di assoluto rilievo nel mercato dei satelliti che per noi è il mercato di destinazione. Quello che ci può portare Leonardo è una conoscenza del mercato dei nostri clienti, per noi un patrimonio di conoscenza importantissimo.

Quali saranno gli effetti industriali e di business con l’uscita del fondo Cinven e l’aumento della quota di Leonardo?

Questo lo dovremo decidere con loro nel contesto del cda. Ad ogni modo, non c’è dubbio che le realtà di Leonardo e Thales Alenia Space rappresentano delle competenze molto importanti e complementari con le nostre attività.

Quando si concluderà l’operazione?

Dovrebbe avvenire entro la fine di febbraio e poi vedremo quali saranno i passi successivi. Oggi siamo focalizzati intanto a chiudere l’operazione che già è una cosa impegnativa.

Su quante nuove risorse finanziarie potrà contare ora Avio?

Gli azionisti hanno annunciato nei comunicati stampa che hanno intenzione di dotare l’azienda di nuovi capitali per circa 60-70 milioni di euro, ma credo che questo numero vada ancora messo a punto e definito.

Sul lato produzione, come procede lo sviluppo del VEGA C?

Sta procedendo bene. Dovremmo volare la prima volta tra il secondo e il terzo trimestre del 2019. Il programma di sviluppo sta andando secondo i piani, le nostre attività tecniche proseguono come previsto e dunque siamo fiduciosi.