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La commissione per il commercio internazionale statunitense (USITC) ha dato ragione al costruttore canadese Bombardier riguardo la disputa con Boeing per l’acquisizione da parte di Delta Air Lines di 75 velivoli CS100 ad un prezzo che il costruttore ha definito al di sotto di quello di produzione. Per la commissione Boeing non avrebbe subito alcun danno dalla transazione per la quale erano stati chiesti dazi del 300% sul prezzo dei velivoli.

“La decisione – ha commentato Bombardier – è una vittoria dell’innovazione, della competizione e della legge”. “Forti di questo andremo più spediti verso la finalizzazione della nostra partnership con Airbus. L’integrazione dei velivoli sta andando bene e non vediamo l’ora di consegnare la C Series sul mercato americano”. La decisione ha colto di sorpresa Boeing, che per parte sua ha dichiarato: “Sussidi illegali e prezzi di dumping danneggiano noi e la nostra catena di fornitori americani”. “Non staremo a guardare mentre le pratiche illegali di Bombardier continuano a danneggiare i lavoratori americani e l’industria aerospaziale. Il commercio mondiale funziona se tutti rispettano le regole”.

Nell’esposto presentato lo scorso aprile, Boeing, che farà sicuramente ricorso, sosteneva che Bombardier, grazie ai fondi stanziati dal governo federale e da quello del Qebec per la CSeries e per la famiglia Global – 1 miliardo di dollari prima e 372,5 milioni dopo – era riuscita a vendere gli aerei al costo di 19,6 milioni l’uno, 13,8 milioni in meno rispetto al valore di produzione. La sentenza dell’USITC, se confermata, permetterà a Delta di prendere in consegna i velivoli direttamente dal sito di Bombardier di Mirabel, oltre che, eventualmente, da quello Airbus di Mobile, in Alabama, dove verrà assemblata parte della C Series se la partnership tra i due costruttori andrà in porto.

La notizia ha avuto grande eco anche oltreoceano. Politici e sindacati inglesi  – riporta la Reuters – hanno infatti accolto il pronunciamento con favore, dal momento che salvaguarderà migliaia di posti di lavoro in Irlanda del Nord e nel Regno Unito, attraverso l’indotto. La disputa era vissuta come una minaccia in modo particolare a Belfast, dove Bombardier produce le ali in carbonio del CS100 e del CS300. “E’ un enorme sollievo, lo sapevamo da sempre – ha detto alla BBC il ministro dello sviluppo economico britannico Greg Clark -. Il caso era ingiustificato”.