, In Evidenza

Trainato dalla crescita del trasporto aereo, il 2019 si preannuncia un anno di profonda evoluzione per il mercato globale dell’aviazione, una trasformazione guidata dai due big del settore, Boeing e Airbus. Dopo la mossa del colosso europeo sull’intesa con la canadese Bombardier, arrivano ora i dettagli sulla “partnership strategica” che il campione americano intende chiudere con la brasiliana Embraer, facendo seguito al memorandum of understandings dello scorso luglio. Il risultato sarà una trasformazione del settore, con una sempre minore distinzione trai produttori dei grandi jet civili, e quelli dei velivoli regionali.

LE PAROLE DEI MANAGER

“Boeing ed Embraer si conoscono molto bene grazie a oltre vent’anni di collaborazione e il rispetto reciproco e il valore che attribuiamo a questa partnership sono aumentati da quando abbiamo annunciato il nostro sforzo congiunto all’inizio di quest’anno”, ha commentato il presidente e ceo del colosso Usa Dennis Muilenburg. “Siamo sicuri che questa partnership darà grande valore al Brasile e a tutta l’industria aerospaziale brasiliana”, gli ha fatto eco il collega di Embraer Paulo Cesar de Souza e Silva. “Questa alleanza – ha aggiunto – rafforzerà entrambe le aziende sul mercato globale ed è allineata con la nostra strategia di crescita sostenibile a lungo termine”.

I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE

La transazione resta soggetta all’approvazione del governo del Brasile, ma intanto sono stati resi noti i termini dell’accordo di partnership strategica. Boeing ed Embraer deterranno rispettivamente l’80% e il 20% della nuova joint venture, la quale comprenderà gli aerei commerciali e le operazioni di service dell’azienda brasiliana. L’acquisizione della sua quota avrà per il colosso Usa un valore di 4,2 miliardi di dollari, mentre le sinergie di costo lorde stimate annualmente in circa 150 milioni di dollari saranno anticipate dal terzo anno delle operazioni. È inoltre previsto che la partnership sia neutrale verso gli utili per azione di Boeing nel 2020, con un aumento graduale successivamente.

IL NUOVO MANAGEMENT

Una volta che la transazione sarà conclusa, la joint venture nell’aviazione commerciale sarà gestita dal management basato in Brasile, compreso un presidente e un ceo. L’azienda statunitense avrà il controllo operativo e gestionale della nuova azienda, che riporterà direttamente al suo presidente e ceo Dennis Muilenburg. Embraer da parte sua manterrà il consenso contrattuale per alcune decisioni strategiche, come ad esempio il trasferimento delle operazioni dal Brasile.

LA SECONDA JOINT VENTURE

Come anticipato nel memorandum di luglio, le aziende hanno inoltre accettato i termini per un’altra joint venture, questa finalizzata alla promozione e allo sviluppo di nuovi mercati per l’areo da trasporto tattico medio KC-390. In base ai termini, Embraer avrà il 51% delle azioni della joint venture mentre Boeing il restante 49%, sebbene anche tale transazione sia soggetta all’approvazione del governo brasiliano, alla convalida da parte del board of directors di Embraer e alla sua autorizzazione all’esecuzione dei documenti per la transazione definitiva. “Posto che le approvazioni arrivino in modo tempestivo – si legge nella nota congiunta – la transazione verrà chiusa nel 2019”.

LE ORIGINI DELL’ACCORDO

I negoziati su “una possibile combinazione” tra i due soggetti erano iniziati a dicembre dello scorso anno, considerati da subito una risposta all’alleanza tra Airbus e Bombardier sulla Cseries, partita ufficialmente a luglio. Per la canadese, la sponda del campione europeo dell’aviazione serviva a contrastare la guerra americana agli aiuti di Stato; una mossa che ha costretto Embraer a cercare la protezione di Boeing. Così, a luglio, le due aziende aveva siglato un accordo non vincolante, in cui per la prima volta ufficializzavano voci già anticipate dalla stampa. L’obiettivo, ora confermato con la sigla della partnership, è creare una joint-venture che comprenda aerei commerciali e servizi di Embraer, in modo da allinearli con lo sviluppo commerciale di Boeing, con la produzione, il marketing e i servizi lifecycle.

L’OPINIONE DI ALEGI

“In una prospettiva più ampia, le concentrazioni Airbus-Bombardier e Boeing-Embraer trasformeranno il settore”, spiegava su Airpress Gregory Alegi, giornalista e storico, esperto di aviazione. “Il primo impatto sarà commerciale: la possibilità di offrire una gamma completa, da 90 a 450 posti, ridurrà gli spazi per i costruttori indipendenti nella gamma 90-120 posti, penalizzati dal non appartenere a una famiglia. Su questo non inciderà solo il graduale allineamento dei contenuti tecnici (dall’impostazione generale alla componentistica) ma soprattutto le reti di assistenza (dai centri di addestramento ai magazzini dei ricambi), le cui sinergie si tradurranno in risparmi e capillarità impossibili per i costruttori monoprodotto. Il secondo impatto – aggiungeva Alegi – sarà industriale. Riducendo il numero dei costruttori (ma sarebbe meglio parlare di integratori, dato che la produzione avviene in larga misura presso altre aziende), si accentuerà la differenza tra i pochi in grado di concepire, certificare, commercializzare e supportare aerei di linea a getto e quelli che potranno solo fornire loro aerostrutture, con margini sempre più ridotti a causa della pressione competitiva”.