Capacità antinave per l’Eurofighter, Mbda pronta con il Marte ER

Di Michela Della Maggesa

“In termini di investimenti sui programmi della difesa non siamo ai livelli di Francia e Regno Unito, ma in autofinanziamento siamo riusciti sia a preservare e sostenere le capacità operative nazionali, sia a stare ad un tavolo europeo, che ci consente di andare con i nostri prodotti sul mercato export”. Così Pasquale Di Bartolomeo, executive group director strategy di Mbda e managing director di Mbda Italia, nel presentare a Roma, assieme al numero uno di Mbda, Antoine Bouvier, i risultati realizzati nel 2016 dalla società missilistica europea controllata da Airbus Group (37,5%), BAE Systems (37,5%) e Leonardo (25%). In tempi di riduzione della spesa sui programmi destinati alla difesa, l’obiettivo della società, che nel 2016 ha realizzato a livello di gruppo ordini per 4,7 miliardi di euro, è quello di “preservare ed evolvere, per poi passare al mercato export”, spiega Di Bartolomeo, sottolineando quanto sia importante “far capire all’amministrazione i benefici di questa modalità” e avere così “una programmazione certa di lungo periodo, necessaria per essere sostenibili nel tempo”. “Il 2016 ha rappresentato un anno chiave. I successi di oggi rappresentano la base per il domani di Mbda: un gruppo caratterizzato da una forza lavoro più giovane, un’organizzazione più fluida tra i propri Paesi domestici, e prospettive sostenute da un portafoglio ordini che ha raggiunto il livello più alto mai registrato dalla nascita di Mbda (15,9 miliardi di euro, ndr). Un’azienda in grado di costruire delle relazioni sempre più forti, sia con i Paesi export, sia con quelli domestici e che, anno dopo anno, sta aumentando la propria massa critica per continuare ad assicurare ai propri clienti europei l’accesso a tecnologie sovrane in grado di garantire loro la superiorità militare”. Ha detto Antoine Bouvier.

Tra i programmi che Mbda Italia ha portato avanti in autofinanziamento, c’è il Marte ER (versione Extended Range del missile Marte), recentemente selezionato dalla marina del Qatar, assieme al missile Exocet MM40 Block 3 sempre di Mbda, per il suo sistema di difesa costiera. La società missilistica sta promuovendo il sistema d’arma, (vitale per il sito Mbda di La Spezia, che lo sviluppa e lo produce, così come l’Aster lo è per il Fusaro) in funzione multiruolo. A tal proposito, il programma potrebbe avere una parte importante anche su piattaforme aeree, soprattutto dopo l’intenzione di voler dotare il caccia Eurofighter di capacità antinave, così come richiesto dal Kuwait, che lo scorso anno ha ordinato a Leonardo 28 esemplari del velivolo e che a breve  – nel Paese c’è stato nel frattempo un cambio di governo – potrebbe convocare Mbda per il weapon package dell’EFA. “Lo studio di fattibilità per l’integrazione del missile sul Typhoon è già stato avviato, essendoci il cliente di lancio”. Ha detto Di Bartolomeo. Il Marte ER potrebbe trovare spazio anche sugli elicotteri. Sikorsky  – fanno sapere a Roma – è alla ricerca di capacità missilistiche antinave da integrare sul Black Hawk. Con risorse interne Mbda ha portato avanti negli anni anche altri programmi. “Il via libera allo sviluppo congiunto (Italia e Francia lavoreranno assieme oltre che all’evoluzione del missile, anche all’ammodernamento dei sistemi SAMP/T, attualmente in servizio con l’Aeronautica francese e l’Esercito italiano, ndr) della nuova versione del missile Aster 30, il B1NT, portato avanti in autofinanziamento, ci consente di andare sull’export e di preservare le capacità operative di due Paesi”. Ha detto Di Bartolomeo. Stesso vale per il programma di difesa aerea, sviluppato in collaborazione con il Regno Unito, CAMM ER, proposto in Italia per sostituire gli Aspide dell’Esercito e gli Aster in uso alla Marina. Per questo programma Mbda si aspettava di ricevere fondi lo scorso anno. “Ancora non ci siamo riusciti – ha detto il managing director di Mbda Italia -, ma in ogni caso siamo riusciti a convogliare due Forze Armate sullo stesso requisito operativo”. Il contratto è ora atteso per la fine del 2017. “La sfida  – ha spiegato Di Bartolomeo – è la stessa: autofinanziamenti che diventano contratti di sviluppo e di produzione per avere lo stato dell’arte richiesto dal mercato export”. In Italia – si apprende –  potrebbero essere prodotte componenti critiche del Common Anti-air Modular Missile-Extended Range (CAMM ER ) anche per i missili inglesi. “L’autofinanziamento tuttavia non basta – ha aggiunto Di Bartolomeo -. Serve il cliente di lancio, Svizzera e Polonia stanno cercando queste capacità”.

Gli ordini domestici, che hanno raggiunto nel 2016 l’eccezionale livello di 3,2 miliardi di euro, consentono a Mbda di accrescere in maniera significativa il portafoglio prodotti. Il Regno Unito, ad esempio, ha firmato un contratto per la fase di sviluppo del missile Spear che garantirà all’F-35 capacità di attacco di precisione a distanza di sicurezza. Inoltre, la famiglia di missili anti-aerei ASRAAM/CAMM si è assicurata contratti per l’integrazione sulle fregate Type 26 e sui caccia F-35. A proposito del JSF, gli Stati Maggiori “si stanno parlando”, riguardo l’integrazione, prevista attorno al 2023, del missile Meteor sulla versione A del caccia, dopo la decisione del Regno Unito di integrarlo sui suoi F-35 B. La decisione, un importante incontro è in programma a giugno, riguarda anche l’Italia, ma pure il Giappone è interessato. Al programma del missile aria-aria di lungo raggio partecipa assieme ad altri cinque Paesi, la Spagna, che Mbda vorrebbe far diventare il quinto Paese domestico, dopo Francia, UK, Italia e Germania, quest’ultima integrata nel perimetro del gruppo dal 1° gennaio 2017. “La Spagna rappresenta una priorità per Mbda”. Ha detto Bouvier. Nel Paese ci sono tre aree importanti in cui la società, interessata a non avere prodotti americani (Raytheon) “vicino casa”, potrebbe inserirsi. “Se il governo spagnolo investirà in competenze – si spiega -, ci saranno attività locali, come l’assemblaggio finale”. Passando agli ordini export, questi ammontano invece nel 2016 a 1,5 miliardi di euro e comprendono l’equipaggiamento ed i missili per i 36 caccia Rafale acquistati dall’India a settembre e i contratti firmati con il Qatar per la fornitura dei sistemi di difesa costiera MCDS e dei sistemi di armamento delle nuove navi che il Paese ha acquistato da Fincantieri. Per sostenere le solide prospettive di crescita, Mbda prevede di continuare il piano di assunzioni anche nel 2017. Per quest’anno ne sono previste complessivamente 1.100.