C’è anche l’Italia nel più grande telescopio del mondo

Di Michela Della Maggesa

Nel corso di una cerimonia ufficiale al quartier generale dell’Osservatorio Australe Europeo (Eso) di Garching, vicino Monaco di Baviera, è stato firmato il contratto del valore di circa 400 milioni di euro con il consorzio ACe, composto dalle aziende italiane Astaldi, Cimolai e dal sub-contrattista incaricato EIE Group, per la costruzione della cupola (85 metri di diametro) e della struttura portante (3.000 tonnellate) di E-ELT, European Extremely Large Telescope. Si tratterà del più grande telescopio al mondo, che diverrà operativo nel 2024. Con questo nuovo strumento la comunità scientifica indagherà sulle origini dell’Universo e cercherà altri Pianeti simili alla Terra. Lo specchio principale di E-ELT, 39,9 metri di diametro, raccoglierà più luce rispetto ai precedenti e offrirà immagini più nitide di Hubble, il telescopio spaziale della Nasa. E-ELT sorgerà in Cile, sulla sommità del Cerro Armazones.

“Sono davvero lieto di apprendere dell’affidamento dell’ESO al consorzio di società italiane ACe della realizzazione della cupola e della struttura meccanica di supporto del telescopio E-ELT, che con il suo specchio principale sarà il più grande telescopio ottico/infrarosso mai realizzato al mondo, a conferma dell’eccellenza scientifica e tecnologica dell’Italia.  E-ELT permetterà di indagare, da Terra e con un grande campo di vista, sia i corpi celesti della nostra galassia che le zone più lontane  dell’universo. E non mancherà di dare un contributo fondamentale alla ricerca degli esopianeti, in particolare nello studio della loro struttura e atmosfera. L’Italia con Asi e Inaf, sarà tra i protagonisti di questo campo della ricerca astrofisica grazie anche al ruolo che svolgerà nelle prossime missioni dell’Esa, Cheops e Plato”. Ha dichiarato il presidente dell’Asi, Roberto Battiston.