, In Evidenza, Slider

L’Aeronautica 4.0 è realtà. La vision lanciata dal capo di Stato maggiore della Forza armata, Enzo Vecciarelli, al momento del suo insediamento si è compiuta con l’esercitazione Spartan Alliance, terminata oggi a Pratica di Mare, alle porte di Roma. Tornado, Eurofighter, T-346 e droni dell’Arma azzurra sono stati coinvolti per tre giorni in un addestramento in scenari complessi (nello specifico, nei cieli di Grosseto), ma nessun assetto si è alzato in volo. Nonostante l’esercitazione avesse la piena valenza operativa, le attività sono avvenute in maniera completamente virtuale, applicando un concetto di training del tutto innovativo, che ha coinvolto 12 simulatori italiani, la Germania e la Nato. “Una vera e propria rivoluzione”, ha detto il generale Vecciarelli, possibile grazie alla collaborazione con l’industria nazionale, con Leonardo e MBDA Italia.

LE PAROLE DI VECCIARELLI

Dopo la “Palestra del pensiero” dedicata al personale, dopo la “Logistica 4.0” che si è palesata recentemente con l’Airathon (il primo hackathon in campo aeronautico), e dopo la “Internation training flight school” nata con l’accordo che l’Am ha siglato con Leonardo al salone di Farnborough, anche il quarto pilastro della Forza armata (le operazioni) entra nell’era del 4.0. Nel suo complesso, la nuova Aeronautica “si fonda sull’utilizzo dell’Internet delle cose e del concetto cyber, nonché sulla capacità dei sistemi di raccogliere, conservare, fondere e rielaborare una mole elevata di informazioni, ridistribuendole a tutti gli utilizzatori”, ha spiegato Vecciarelli. Tutto questo è emerso nella recente esercitazione internazionale, in cui ambiente virtuale, simulazione e intelligenza artificiale si sono unite per “un punto di svolta per tutta la difesa nazionale e internazionale”.

OBIETTIVO SUPERIORITÀ INFORMATIVA

Ciò risponde a un’esigenza precisa di tutte le Forze armate, ha rimarcato il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, e cioè “sviluppare superiorità decisionale, una necessità in tutti gli ambienti operativi”. L’Arma azzurra (“dall’alto”) può contribuire massimamente a questo scopo, “fornendo situational awareness per sgombrare il campo operativo dalle incertezze” e per “prendere le migliori decisioni possibili nel più breve tempo possibile”, ha aggiunto Vecciarelli. Esempio più evidente di questo “nuovo paradigma” è l’F-35, il caccia di quinta generazione, “un vero game changer” secondo il generale, “più che per la bassa osservabilità, per la mole di dati che può acquisire, la quale sovrasta abbondantemente quella dei velivoli di quarta generazione”. Non compreso nell’esercitazione, il Joint Strike Fighter (che l’Aeronautica ha operativo ad Amendola) potrebbe essere previsto nelle attività successive, ha detto Vecciarelli: “Sarà il fulcro di questi scenari e speriamo di farlo il prima possibile”.

IN UN CAMPO DI BATTAGLIA VIRTUALE

D’altronde, con Spartan Alliance, “tutto l’addestramento è stato elevato agli standard di quinta generazione”, ha spiegato il sottocapo di Stato maggiore dell’Aeronautica Settimo Caputo. Organizzata dal Warrior preparation center (Wpc) del Comando dell’Aeronautica Usa in Europa (Usafe), l’esercitazione si è svolta in Germania e Italia, e ha permesso di sperimentare per la prima volta una “federazione” di simulatori connessi in rete, che hanno dato vita a missioni aeree complesse in un ambiente virtuale. I velivoli si sono mossi in un “campo di battaglia” sintetico, generato da un unico sito e distribuito a tutti gli altri simulatori, in cui è stata replicata ogni interazione e attività che solitamente avviene nel mondo reale. In altre parole, all’interno dei simulatori, i piloti hanno visto nei rispettivi display tutti gli assetti coinvolti, sia quelli virtuali (gestiti da altri piloti dentro altri simulatori) sia quelli constructive, cioè inseriti nella simulazione tramite intelligenze artificiale. È il concetto di Live, virtual and constructive (Lvc), lo stesso che si è concretizzato nel progetto dell’International flight training school che sorgerà a Galatina e che si doterà di quattro nuovi M-346 forniti da Leonardo.

LE BASI E GLI ASSETTI COINVOLTI

Nello specifico, ha notato il generale Caputo, Spartan Alliance ha coinvolto diverse basi aeree italiane, presso le quali sono dislocati i simulatori di volo dell’Aeronautica militare. Sono stati impiegati infatti i simulatori di Tornado a Ghedi, di Eurofighter a Gioia del Colle, di T-346 a Lecce, e dei droni Predator ad Amendola. Sono stati inoltre coinvolti i sistemi C2 del Reparto Mobile di Comando e Controllo (Rmcc) di Bari, il sistema C2 antimissilistico Sirius e unità Joint Terminal Attack Controller (Jtac) che hanno operato da un simulatore presso il centro dell’Usafe, a Ramstein in Germania. Il Centro Stella della “federazione dei simulatori nazionali” è stato situato presso l’Integration Test Bed (Itb) del Reparto sperimentale volo, nell’aeroporto di Pratica militare, da cui i vertici militari (era presenta anche il capo di Stato maggiore della Difesa Claudio Graziano) hanno seguito lo svolgimento delle attività. Nel complesso, hanno partecipato 23 equipaggi e circa 60 specialisti dell’Aeronautica italiana. Inoltre, sono stati impiegati simulatori di Patriot dell’Aeronautica tedesca e un simulatore Awacs della Nato, sistema aviotrasportato per comando e controllo. Tutti questi assetti hanno interagito “in una battaglia virtuale” sui cieli di Grosseto, in cui sono state riprodotte operazioni di penetrazione aerea, combattimento in volo e neutralizzazione delle difese antiaeree.

LA PARTECIPAZIONE INDUSTRIALE

“Fondamentale – ha detto Caputo – è stata la partecipazione industriale”, con Leonardo e MBDA Italia in prima fila. Oltre al contributo sulla maggior parte dei simulatori utilizzati, l’azienda di piazza Monte grappa ha partecipato con il proprio personale in circa 30 unità. Ma soprattutto, la società guidata da Alessandro Profumo ha partecipato attivamente all’approntamento delle capacità di simulazione distribuita presso i vari siti collegati, grazie a un proprio generatore di ambiente sintetico denominato Riace, che ha permesso a tutti i sistemi coinvolti di essere dentro lo stesso “scenario” e di interagire tra loro. “Leonardo – ha spiegato Marco De Fazio, responsabile italiano della divisione Sistemi avionici e spaziali – ha sviluppato un’architettura nuova, basata sulla rete, aperta e immediatamente pronta a integrare tutti gli assetti”. In prospettiva, ha aggiunto il manager, Riace potrebbe essere utilizzata anche per usi civili, in attività di addestramento per la risposta a crisi, riproducendo scenari molto complessi, “anche più complessi della realtà”. Per Spartan Alliance, MBDA Italia (di cui Leonardo possiede il 25%) si è invece occupata dell’adeguamento e del consolidamento dei software di simulazione del sistema Sirius, che per la prima volta è stato impiegato in una simulazione distribuita internazionale.

LO SGUARDO VERSO IL FUTURO

La collaborazione industriale, hanno ribadito i generali Vecciarelli e Caputo, sarà altrettanto essenziale per il futuro. Il primo obiettivo, “entro il 2020”, è il “potenziamento delle info-strutture, finalizzate a garantire una maggiore sostenibilità dell’uso dei dati e una maggiore sinergia, già in atto, tra tutti i sistemi”, ha sottolineato il sottocapo di Sma. Poi, entro il 2032, si dovrà raggiungere “l’interoperabilità del training di quarta e quinta generazione, con l’obiettivo finale di una piena capacità Live, virtual and constructive”. D’altronde, ha aggiunto Vecciarelli, “l’unico limite in questo settore è la fantasia, un elemento che forse in passato come Aeronautica abbiamo sottovalutato”. Ora, tra blockchain, intelligenza artificiale e IoT, “stiamo aprendo un vaso di Pandora”, ha affermato il capo di Stato maggiore dell’Arma azzurra. Un cambio di paradigma, basato sull’obiettivo della superiorità informativa che l’Aeronautica ha ormai abbracciato, e che è pronta a offrire “non solo alla logica interforze – ha concluso Vecciarelli – ma anche a tutto il sistema della sicurezza nazionale, compresi l’intelligence e il mondo diplomatico”.