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A complicare ulteriormente la situazione drammatica  di queste ore, causa coronavirus, anche le notizie che riguardano il trasporto aereo, di per sé già provato dai vari dossier sul tavolo, a cominciare da  quello relativo ad Alitalia. La low cost britannica easyJet – scrive il Corriere della Sera, che ha potuto visionare un documento interno – ha chiesto la cassa integrazione per 1.469 dipendenti italiani per un periodo di nove mesi, “salvo proroghe”. 

La low cost, terza in Italia per passeggeri trasportati, ha fatto sapere che le misure adottate dal governo italiano per contenere l’emergenza Coronavirus hanno comportato “una forte diminuzione delle prenotazioni e dei ricavi per tutta la stagione estiva”. Il ricorso agli ammortizzatori sociali, a quanto apprende il Corriere della Sera, sarebbe oggetto di ragionamento anche da parte della low cost Ryanair, che in Italia svetta sul podio per voli e numero di passeggeri trasportati, avendo superato da tempo l’ex compagnia di bandiera.

“Si rende urgente e improcrastinabile l’avvio di programmi volti alla drastica e immediata riduzione dei costi in tutte le aree aziendali”, fa sapere easyJet, spiegando che “stante la natura della crisi, anche nell’ottica di salvaguardare nel lungo termine i posti di lavoro, si rende necessario l’avvio di un programma di Cigs”. La trattativa avrà ad oggetto tutto il personale, navigante e di terra. La compagnia ha inoltre fatto sapere che nei prossimi giorni garantirà solo alcuni voli per il rimpatrio e gli ultimi spostamenti per “lavoro o salute” nei suoi collegamenti fra Italia e Regno Unito, cancellando il resto. 

Lo stop ai voli da e per il nostro Paese coinvolge anche British Airways, che ieri ha annunciato lo stop di tutti i voli da e per l’Italia, in seguito alle decisioni adottate dal governo italiano per l’intero territorio nazionale. “Tutti i passeggeri prenotati su voli da o per l’Italia fino al 4 aprile – fa sapere la compagnia – potranno riprenotare in una data successiva sino alla fine di maggio, cambiare destinazione verso Ginevra o Zurigo o ancora ricevere un rimborso pieno”.

Lo stesso hanno fatto le altre compagnie britanniche, azzerando temporaneamente di fatto i collegamenti aerei tra Italia e Regno Unito. Ryanair, primo vettore nel Paese, ha cancellato tutti i voli da e per l’Italia da sabato fino al 9 aprile. I passeggeri, si fa sapere,  potranno utilizzare i voli operativi fino al termine della giornata di venerdì. “I clienti interessati da queste cancellazioni potranno scegliere tra un rimborso completo o un credito di viaggio che potrà essere riscattato sui voli Ryanair nei prossimi 12 mesi”.

Anche la compagnia low cost Jet2 ha annunciato la cancellazione di tutti i suoi voli da e per l’Italia. Tra questi vari collegamenti da scali minori dell’Inghilterra e città diverse da Londra, fino al 26 aprile. Voli sospesi da e per l’Italia anche per Air France, che stoppa tutti i voli dal 14 marzo al 3 aprile. Fino al 14 marzo, sarà assicurato soltanto “un volo per destinazione”, fa sapere la compagnia. Stesso vale per Wizz Air. La compagnia ungherese, al quarto posto in Italia per posti offerti, ha deciso di interrompere le operazioni dal 10 marzo al 13 aprile in tutti gli scali italiani in cui è presente. Come sopra, Air Canada e l’americana Delta, che hanno deciso di sospendere tutti i voli da e per l’Italia a causa dell’emergenza, come fatto precedentemente da American Airlines il primo marzo scorso.

Intanto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rassicurato circa l’interruzione della “norma degli slot” che spingeva le compagnie a volare nonostante i voli vuoti, pur di mantenere il diritto alle fasce orarie. “La Commissione presenterà una legislazione sui cosiddetti slot aeroportuali e renderà più semplice per le compagnie mantenerli anche se non operano voli a causa del declino del traffico”, ha detto von der Leyen. “Questa è una misura temporanea, che aiuta la nostra industria ma anche il nostro ambiente dato che contribuirà a ridurre le emissioni evitando i voli fantasma”.