Cyber security e Intelligence, la partita delle nomine

Di Cyber Affairs

A quasi tre mesi dall`annuncio, Matteo Renzi avrebbe ormai deciso che “Marco Carrai… diventerà…il responsabile per la cyber sicurezza del Paese”.
A scriverlo oggi è il quotidiano La Repubblica, che analizza la partita delle nomine in corso in queste ore per scegliere i vertici degli apparati di sicurezza del Paese. Il consiglio dei ministri che dovrebbe procedere con le nomine è stato fissato per venerdì, ma c’è la possibilità che slitti a martedì della prossima settimana.
Secondo il giornale diretto da Mario Calabresi, l’amico manager del presidente del Consiglio potrebbe presto ottenere “un incarico di consigliere a Palazzo Chigi” sulla sicurezza cibernetica ed essere a capo di “una mini struttura che, sotto il profilo tecnico e normativo, non si sovrapporrà con il sistema dell`Intelligence del Paese, dal cui circuito resterà estranea”.
La sua posizione non dovrebbe dunque entrare in conflitto né con le attività dei Servizi segreti (la legge 124 del 2007 stabilisce che i Servizi siano gli unici a potersi occupare di attività d’intelligence in materia cyber), né del consigliere militare di Palazzo Chigi che è per legge il responsabile del Nucleo per la sicurezza cibernetica (uno degli organismi più importanti individuati a dicembre 2013 nel Dpcm Monti e a cui è affidato il raccordo tra tutte le amministrazioni).
In un editoriale, sempre Repubblica commenta l’intera vicenda, segnalando che “se tale formula dovesse trovare concretezza, saremmo comunque davanti a un`anomalia istituzionale”.
Sempre nella partita delle nomine rientrano anche il ruolo di direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis), la struttura che coordina i Servizi, e del direttore dell`Aisi, l’Agenzia informazioni e sicurezza interna.
Se per ciò che riguarda l’Aisi l’ipotesi più accreditata sembra essere quella dell`ex comandante del Ros, il generale dei Carabinieri Mario Parente, più incerto appare il destino del Dis.
L’incarico di direttore generale del dipartimento è oggi rivestito dall’ambasciatore Giampiero Massolo, il cui mandato è in scadenza. Non ci sono conferme su un avvicendamento al vertice o sulla possibilità di una sua riconferma. Ieri il quotidiano La Notizia ha però ipotizzato che al cambio al Dis possa essere legato un rimpasto di governo che “dovrebbe trovare d`accordo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella”. “Se Massolo andasse agli Esteri”, ha scritto il giornale diretto da Gaetano Pedullà, “Paolo Gentiloni si trasferirebbe alla Difesa e Roberta Pinotti andrebbe allo Sviluppo Economico” dove fino a poco fa c’era Federica Guidi. “Un movimento simile – si legge su La Notizia – è tra le ipotesi accarezzate dal premier”.
Più lontana dai riflettori ma non per questo meno strategica sarà infine la scelta del vice direttore del Dis, che ha la delega alla cyber security. Il ruolo è oggi ricoperto ​da Paolo Ciocca, anch’egli in scadenza.