De Giorgi: urgente l’avvio di una seconda tranche di finanziamenti per la Marina

Di Michela Della Maggesa

“Nell’ultimo decennio, i fondi per il funzionamento della componente navale sono diminuiti del 65%, erodendo il patrimonio d’efficienza e d’addestramento su cui si fondano prontezza e capacità operative”. Così il capo di stato maggiore della Marina Militare, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in occasione delle celebrazioni della Giornata della Marina Militare, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro della Difesa, Roberta Pinotti e del capo di stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano. Dopo aver espresso soddisfazione per il rientro in Italia del secondo capo Girone della Brigata marina San Marco, dopo 4 anni, il capo di SMM ha parlato dell’impegno nazionale e internazionale a cui la Forza Armata è chiamata, dell’importanza del mare per lo sviluppo economico del Paese “siamo il primo Paese in Europa per importazione marittima di merci e l’80% del petrolio che consumiamo arriva via mare”, ha detto, e ha richiamato l’attenzione sulla situazione della flotta.

“A fronte di un impegno della Marina esponenzialmente crescente (basti pensare che dal 2012 al 2015, le ore di moto della squadra navale sono aumentate del 71%) la consistenza della flotta si sta sempre più assottigliando. Nel 2013 annunciavo alle commissioni Difesa di camera e senato, e al ministro della Difesa, l’esigenza di un intervento strategico di 10 miliardi di euro in 10 anni per evitare la dissoluzione della flotta, evidenziando come entro il 2025 saremmo stati costretti a dismettere 54 delle 60 navi allora in linea. Non si trattava di una trovata d’effetto. Ad oggi  abbiamo dismesso 9 unità, entro il prossimo anno altre 6 lasceranno il servizio, a fronte di sole 4 entrate in linea nel frattempo.  E’ quindi a mio parere necessario rappresentare l’esigenza di dare urgente avvio ad una seconda tranche di finanziamenti per la tutela dello strumento marittimo nazionale,  completando il programma d’emergenza avviato con la legge di stabilità del 2014”.

“Le risorse materiali – ha sottolineato Roberta Pinotti – sono quelle più soggette ad essere usurate dal tempo e della velocità di evoluzione e di trasformazione di un mondo che rende le tecnologie superate nel giro di poco tempo. Nessun Sistema Difesa può risultare efficace se le sue risorse tecnologiche finiscono per essere usurate da decenni di impiego e vengono superate da altri innovativi progetti. Ecco perché – ha aggiunto – non possiamo smettere di investire nelle Forze Armate, ecco perché non possiamo permetterci che i nostri sistemi di difesa invecchino, oltre un certo limite: dalle navi agli aerei, dai computer ai radar, dai mezzi blindati alle reti comunicazione”.