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Ci sono anche i primi cubesat Mars Cube One, o MarCO-A e B, a bordo della missione della Nasa Insight (Interior Exploration using Seismic Investigation, Geodesy, and Heat Transport), che questa sera toccherà il suolo marziano. Il lander robotizzato ha come scopo principale quello di esplorare il sottosuolo del pianeta rosso, mentre i MarCO, hanno seguito Insight durante la sua crociera nello spazio e – se tutto andrà secondo i piani – saranno in grado di trasmettere i dati del lander, grazie a un’antenna ad alto guadagno pieghevole,  quando Insight si tufferà nell’atmosfera di Marte.

I cubesat,  costruiti dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) della Nasa, non produrranno dati scientifici propri e non sono necessari per la trasmissione dati da parte di Insight, che si affiderà agli altri orbiter della Nasa (il deep space network), in orbita intorno al pianeta rosso e alla propria antenna. I MarCO saranno i primi oggetti spaziali di dimensioni contenute ad affrontare una missione nello spazio profondo. La missione dei due cubesat ha molte incognite, una tra tutti la resa delle batterie necessarie al funzionamento delle antenne. Se questo ambizioso progetto avrà successo, gli ingegneri potranno avere informazioni utili per la progettazione delle future missioni sul suolo marziano. Potranno infatti programmare al meglio uno dei compiti più complessi in questo tipo di missioni: le varie fasi dell’atterraggio di un lander.

L’arrivo del lander è previsto per le 21,00 di oggi (ora italiana), dopo la partenza della sonda, avvenuta il 5 maggio scorso, dalla base californiana di Vandenberg. A guidarla, un sensore stellare, lo Star Tracker, progettato e costruito in Italia da Leonardo. Si tratta di un sensore d’assetto in grado di calcolare dieci volte al secondo l’orientamento della sonda. E’ la quarta volta che un sensore di costruzione italiana guida una missione della Nasa diretta su Marte. Lo strumento, a metà tra un telescopio e un calcolatore, lavora con algoritmi molto sofisticati, capaci di integrare le osservazioni del sensore con una mappa memorizzata, composta da circa 3.000 stelle. Così facendo, la bussola fornisce al computer di bordo i dati per tenere la sonda interplanetaria sulla giusta rotta.

“Si tratta di una missione importantissima per l’Italia”. Dichiara all’Adnkronos, Piero Benvenuti, commissario dell’Agenzia spaziale italiana. I segnali di Insight verranno infatti raccolti dal Sardinia Radio Telescope, mentre a bordo è presente anche lo strumento LERRI dell’Infn”, un microriflettore di ultima generazione dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare, realizzato con il supporto dell’Asi. Il suo compito è quello di fornire la posizione accurata del lander una volta arrivato sulla superficie del pianeta rosso. “La presenza di strumenti italiani sulla missione Insight – afferma Benvenuti -consolida il ruolo dell’Italia nell’esplorazione di Marte, sia riguardo le missioni Nasa, che nella missione europea dell’Esa ExoMars 2020”, dove sarà presente la trivella di Leonardo per perforare e campionare la superficie di Marte.