EDA: l’Italia firma tre su quattro dei nuovi PA. All’AM la direzione di EART 2017

Di Michela Della Maggesa

L’Italia è presente su tre dei quattro nuovi progetti approvati dall’Agenzia europea per la Difesa (EDA), a margine dello Steering Board in Capability (CAP), svoltosi a Bruxelles lo scorso 23 marzo. I Project Arrangement (PA) sono stati accolti con favore da Jorge Domecq, chief executive EDA, che li considera un segno tangibile degli avanzamenti fatti in termini di capacità operative. Il primo dei progetti che coinvolge l’Italia, “Multimodal Transport Hub”, assieme ad altri 13 Paesi, mira a semplificare le procedure di attraversamento delle frontiere con personale e attrezzature militari e a armonizzare le procedure doganali, con l’obiettivo di garantire un uso maggiormente efficiente degli asset europei di trasporto. Tutto questo permetterà in futuro un uso ottimale delle infrastrutture aeree, marittime e terrestri. Il progetto conta di sviluppare una rete europea di trasporto multimodale, utilizzabile dalle missioni CSDP e dagli Stati membri. Il secondo progetto sottoscritto dall’Italia è ECMAN (European Centre for Manual Neutralisation Capabilities), che riunirà esperti nelle minacce rappresentate da ordigni improvvisati (IED – Improvised Explosive Devices). A questo progetto, a guida austriaca, partecipano anche Germania, Repubblica Ceca e Finlandia. Il progetto vuole far avanzare l’addestramento per questo particolare tipo di minaccia e migliorare, tra le altre cose, interoperabilità e dottrina. Il progetto sarà inoltre alla base dello sviluppo e della sperimentazione di nuovi equipaggiamenti. L’altro progetto a cui prenderà parte l’Italia è M3U (Multinational Modular Medical Unit), che ha lo scopo di standardizzare le capacità nazionali in ambito medico, integrandole in diversi moduli. Fine ultimo  di M3U, creare un’unità medica multinazionale. Il PA è stato firmato da 9 Stati membri (Autria, Repubblica Ceca, Germania, Belgio, Olanda, Cipro e Italia, mentre altri Paesi “sono attesi a breve”. L’altro accordo riguarda infine il PRCPC (Personnel Recovery Controller and Planner Course), ed è la prosecuzione di due analoghi progetti varati nel 2013 e nel 2015. Scopo principale del corso, che andrà avanti fino al 2019, è quello di addestrare ulteriormente nel campo del Personnel Recovery.  “L’Europa potrà beneficiare di  un maggior numero di personale dedicato, a supporto delle future operazioni CSDP e missioni”.  Fa sapere EDA. Il 22 marzo ha invece preso il via a Eindhoven, in Olanda, la quarta esercitazione europea Air-to-Air Refuelling Training exercise (EART 2017), che durerà fino al 7 aprile e che ha come responsabile un italiano, il colonnello Andrea Massucci dell’Aeronautica Militare. All’esercitazione annuale sono presenti assetti Tanker di Italia, Germania, Olanda e Francia. Il concetto alla base dell’esercitazione, che si svolge sotto l’egida dell’EATC (European Air Transport Command), è stato introdotto nel 2014, seguendo l’iniziativa EDAair-to-air refuelling”. Tra le peculiarità di questa esercitazione, la concomitanza con un’altra esercitazione, la Frisian Flag, che vede caccia rischierati sulla base tedesca di Leeuwarden. Il mix consentirà un training specifico per equipaggi, ma anche pianificatori di missione, manutentori e ingegneri, in ambiente complesso. In questo ambito, l’Agenzia EDA ha sviluppato negli anni un approccio globale con tre obiettivi:  ottimizzare l’uso dei diversi assetti, aumentare le capacità nell’AAR e ridurre la frammentazione della flotta europea.