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Tra il sistema anti-drone Adrian e l’arena digitale per l’addestramento all’electronic warfare, l’azienda romana punta ad affermarsi come fornitore di servizi, oltre che di prodotti. Conversazione con la chief scientist Daniela Pistoia

Una contromisura di guerra elettronica capace di contrastare i più moderni missili a guida infrarossa, un sistema anti-drone contro le minacce asimmetriche dei piccoli velivoli a pilotaggio remoto, e un’arena digitale in cui piloti e operatori possono addestrarsi nell’electronic warfare all’interno di un vero e proprio gioco di ruoli. Sono tre esempi del catalogo prodotti di Elettronica, azienda italiana specializzata in Ew e guidata da Enzo Benigni, che ha fatto degli investimenti in ricerca e sviluppo un pilastro della propria strategia di crescita. Ne abbiamo parlato con chi questi prodotti li pensa e progetta, la corporate chief scientist Daniela Pistoia.

IL DEBUTTO DELL’EURODIRQM

Al salone dell’aerospazio di Farnborough, andato in scena a inizio luglio alle porte di Londra, Elettronica ha presentato l’EuroDirqm, la prima contromisura europea basata su laser a caduta quantica, una tecnologia finora inesistente nel Vecchio continente. “È orientato alle piattaforme large body aircraft, ed è quindi integrabile nel senso più operativo del termine, con dimensionamento delle potenze e della tecnologia per i grandi aerei”, ha spiegato Pistoia, che abbiamo incontrato alla rassegna londinese. “Ma stiamo intanto lavorando ad una versione light più adatta ad impieghi sugli elicotteri”, ha rimarcato l’esperta.

UNA TECNOLOGIA EUROPEA

Tra l’altro, il progetto si inserisce all’interno di una collaborazione europea con la spagnola Indra, che fa il bis con l’accordo (a cui partecipano anche Thales e Hensoldt) per cooperare sulle funzioni Istar del futuro drone europeo (EuroMale Rpas). Per quanto riguarda l’EuroDirqm, “ci riforniamo da una fonderia francese per la parte tecnologica di base della potenza di laser, e poi costruiamo intorno tutta la capacità di inganno contro le minacce a guida infrarosso”. Per il nuovo sistema, ha rimarcato Pistoia, Elettronica porta inoltre in dote due brevetti: “uno consente l’integrazione di più Dirqm che possono lavorare tra di loro in un networking a livello di singola piattaforma; l’altro permette di far lavorare il Dirqm insieme alle flare (le “fiaccolate” utilizzate per ingannare i sensori a guida infrarossa, ndr), capacità che abbiamo dimostrato essere efficaci contro missili di generazione più moderna in alcune prove sviluppate in contest sperimentali internazionali”. Tale collaborazione si è concretizzata in “una tecnologia totalmente europea”, frutto di “un’integrazione che viene dal basso” e che permette all’azienda romana di “individuare i design center più idonei per inserirli in progetti specifici su un catalogo di prodotti ben definito”, ha aggiunto la chief scientist del Gruppo guidato da Enzo Benigni.

IL SISTEMA ANTI-DRONE

Tra questi prodotti, ce n’è uno punta ad avere grande successo nel contrasto alle nuove minacce asimmetriche. È il sistema anti-drone Adrian, “iniziato come uno studio tre anni fa, senza una gara o una richiesta da parte dei clienti, bensì dalla percezione che di lì a poco si sarebbe sviluppata la necessità di difesa da minacce poco convenzionali”, ha spiegato Pistoia. Si tratta di un “sistema di sistemi che sfrutta la competenza della nostra azienda nell’intero spettro elettromagnetico, con una catena di ingaggio delle minacce che comincia dalla detezione in multi-dominio (acustico, infrarosso, elettromagnetico) per poi passare alla classificazione e successivamente all’adozione della contromisura”, che va dalla neutralizzazione del velivolo all’assunzione del suo controllo (“cosa che non è sempre possibile, a differenza di ciò che sostengono in molti”). Grazie a “un sistema di comando e controllo che ha a disposizione tanti sistemi di sensori e di contromisure, e che può essere usato in maniera modulare a seconda del requisito operativo e delle regole d’ingaggio specifiche”, l’impiego del sistema può spaziare dall’utilizzo in scenari di conflitto alla protezione di manifestazioni civili, dall’evento sportivo al concerto, in linea con l’evoluzione della minaccia.

LE PROSPETTIVE DI BUSINESS

Ad oggi, Elettronica è già a lavoro con l’Aeronautica e l’Esercito italiani per la fornitura del sistema anti-drone, così come con un Paese extra europeo. Nel frattempo, ha spiegato Daniela Pistoia, “stiamo lavorando per rendere Adrian un sistema altamente modulare e scalabile”, cercando anche di capire “contro chi ci muoviamo” in termini di competizione industriale. “Abbiamo clusterizzato più di cento aziende che professano capacità anti-drone; in realtà, un’analisi maggiore dimostra che la maggior parte di queste hanno solo capacità radar, e dunque riteniamo di avere circa una decina di competitor, alcuni dei quali più orientati all’hard kill”, ha evidenziato la chief scientist. Adrian, d’altra parte, si presenta come “un sistema tutto italiano, molto romano, con competenze peculiari su inganno ai data link. Inoltre il nostro sistema, a differenza di tutti quelli in commercio, è l’unico in gradi di agire in modo puntuale sulla minaccia senza nel frattempo compromettere tutti gli altri canali di comunicazione attivi nell’area e magari amici”.

IL FOCUS SU RICERCA E SVILUPPO

Il sistema anti-drone è tra l’altro l’esempio di come “l’azienda è disposta a scommettere sulle nuove tecnologie; siamo gli unici a investire più del 5% del fatturato di circa 220 milioni in ricerca e sviluppo”. Con “che comunque non bastano mai”, ha detto Pistoia. D’altronde, Elettronica punta ad affermarsi anche come fornitore di servizi, a partire dalla EW Academy, “un battle hub modernissimo dedicato al training”. Si tratta, ha aggiunto l’esperta, “di un’arena digitale in cui piloti e operatori di guerra elettronica, dopo aver studiato in aula, si cimentano insieme agli addestratori nelle simulazioni degli scenari operativi, molti di più e senza i costi di quelli che consentirebbero le simulazioni reali ”. L’accademia è “indirizzata a tutti – ha concluso Pistoia – ed è per noi un modo innovativo per entrare in Paesi dove l’electronic warfare non è ancora una disciplina matura”.