Etihad: l'accordo su Alitalia manca, la strategia no

Di Michela Della Maggesa

“La trattativa con Alitalia è ancora in fase di sviluppo, auspischiamo di chiudere entro fine mese e di acquisirne così il 49%, per poi procedere all’esame a livello europeo”. Tutto ancora sul tavolo dunque per quanto riguarda Alitalia, che al momento ha ancora in mano i negoziati. A dirlo a Roma oggi James Hogan, ceo di Etihad nel presentare alla stampa italiana il nuovo volo diretto tra Roma e Abu Dhabi. Il numero uno non ha voluto ne potuto sbilanciarsi. “Stiamo ancora analizzando i documenti”, ha detto, ma non ha avuto nessuna esitazione nel definire la sua strategia per l’ex compagnia di bandiera. “Per Alitalia dobbiamo trovare la giusta dimensione”, ha detto a proposito degli esuberi “ma posso dire che ci saranno nuove opportunità di lavoro, anche per le vostre aziende, che diventeranno nostri fornitori”. “Non possiamo essere responsabile per il passato”, ha aggiunto, ma “quando entriamo in una trattativa è perchè siamo convinti che questo sia un buon affare”. “Alitalia è oggi un marchio interessante, che necessita solo di essere rivitalizzato”.
I piani di Etihad Airways su Alitalia cominciano dunque a delinearsi, accordo con i sindacati permettendo. “Abu Dhabi sarà un hub mondiale dell’aviazione da dove poter volare non stop in tutto il mondo. Una possibilità di fare business per tutti, anche per l’Italia”. “Siamo un investitore pertanto necessitiamo di una redditività di lungo periodo – ha sottolineato Hogan -, per questo ci serve un punto di partenza”. L’ex compagnia di bandiera dovrà nei piani di Etihad diventare profittevole, operando collegamenti, lungo raggio incluso, da Roma, Malpensa e Linate. “Non avremmo investito se non fossimo convinti che la cosa potesse funzionare, vogliamo ricostruire il Nord Italia e Roma”. “Quello che vogliamo fare con Alitalia non è nuovo. Lo abbiamo già fatto con altri vettori, oggi parte di una rete vincente con cui alimentiamo i rispettivi business”. A proposito di questo Hogan ha tenuto a precisare che i vettori in questione, con cui sono stati raggiunti accordi di partecipazione minoritaria, non sarebbero riusciti a sopravvivere alle nuove dinamiche imposte dal mercato mondiale. “La nostra rete – ha proseguito il numero uno – è una garanzia di successo per tutti”.
“Se riusciremo a concludere – ha detto ancora James Hogan – sarà un vantaggio per tutti, perchè si lanceranno nuove rotte con ottime prospettive per il lungo raggio. Noi non siamo una compagnia aerea classica, abbiamo meno di 10 anni e possiamo pertanto sostenere la crescita in Europa (il riferimento è ad Air Berlin parte della rete Etihad) e dare servizi aggiuntivi all’Italia, i nostri voli su Roma sono già pieni al 90% per i prossimi 3 mesi”. Intenzione del vettore è di aprire il mercato italiano a realtà in forte crescita come la Cina e l’India. “Con noi – ha concluso Hogan – i consumatori italiani avranno più scelta”. Il numero uno non ha escluso la possibilità di introdurre nella flotta di Alitalia alcuni dei nuovi aeromobili che il vettore ha in ordine, 220. Sulla questione e sull’accordo sindacale è intervenuto nuovamente quest’oggi anche il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, sottolineando che l’intenzione è quella di andare avanti con le trattative. Se come pare alcune sigle (tra cui la Cgil) diranno di no all’accordo quadro “ne terremo conto, ma le leggi in Italia valgono ancora. Se c’è il 50% più uno si va avanti. Altrimenti ognuno si assuma le proprie responsabilità”.