F-35, con i tagli non si aumenta la difesa. Parla il sottosegretario Domenico Rossi

Di Michele Pierri

Il politologo Angelo Panebianco ha segnalato sul Corriere della Sera i rischi di una deriva anti-militarista e di uno Stato senza forza. Aspetti da scongiurare per il sottosegretario alla Difesa, il generale e deputato dei Popolari per l’Italia Domenico Rossi (nella foto) che, spaziando da progetti innovativi come il Soldato del Futuro a dossier controversi come il caccia F-35, spiega quali sono le priorità e le prospettive del sistema di difesa italiano.
Sottosegretario come commenta l’analisi di Panebianco? Pensa ci sia il pericolo per l’Italia di avere un ruolo meno importante sul piano internazionale a causa dei tagli nel settore della Difesa?
È evidente che i tagli nel settore della Difesa possono produrre degli effetti sulla efficienza generale o specifica di taluni settori.
Non è questo peraltro che determinerà un ruolo meno importante sul piano internazionale laddove si operi così come indicato dal Presidente Napolitano ovvero con un serio impegno di rinnovamento e di riforma, mirato a razionalizzare principalmente le strutture, i mezzi e soprattutto ricercando con forza una maggiore integrazione a livello europeo verso una difesa comune. Così facendo si respingono anche le derive anti-militariste.
I 400 milioni di tagli annunciati dal Governo nel settore della Difesa colpiranno F-35 e investimenti. Ci sono spazi per una revisione? E crede che la decisione potrà influire sul Libro Bianco o che viceversa il Libro Bianco potrà influire nella definizione di una strategia diversa per la Difesa italiana?
Il Libro Bianco deve avere come obiettivo primario quello di individuare il livello di ambizione del Paese, ovvero gli obiettivi strategici e in sintesi i compiti da affidare alle nostre Forze Armate.
L’importanza pertanto della definizione di queste strategie, che devono avere la forza di un’approvazione in sede parlamentare, è assolutamente condizionante per individuare successivamente sotto un profilo tecnico militare le esigenze. Ecco perché i tagli annunciati non possono costituire il punto di riferimento per la definizione del futuro della Difesa.
Attualmente i tre progetti su cui sono fortemente concentrate le nostre Forze Armate sono la Legge Navale, il Soldato del Futuro e il Progetto Forza Nec. Crede che questa capacità e propensione all’innovazione rimarrà un punto fermo? E che sviluppi potrebbe avere?
L’innovazione non potrà che rimanere un punto fermo in quanto strettamente legato alla sicurezza del personale, alla capacità di assolvere i compiti, alla possibilità di inserirsi a pieno titolo nei contesti internazionali.
La contingenza economica pertanto, può traslare nel tempo ma non annullare la necessità di rinnovare con continuità le Forze Armate.
Lei, oltre ad essere Sottosegretario e ad essere stato un Generale è politicamente impegnato con i Popolari per l’Italia (con cui sarà anche candidato alle prossime elezioni europee nelle liste Ncd-Udc).
Il 7 maggio la Commissione Difesa alla Camera di cui faceva parte si riunirà per votare il documento sugli F-35. Forte di questa esperienza, cosa si augura e cosa consiglierebbe ai colleghi del Pd?
Ai colleghi del PD, consiglierei che le osservazioni sul documento decisivo non siano solamente vincolate da valutazione economiche o tecniche, che sono aspetti variabili nel tempo e in relazione a valutazioni anche soggettive. È infatti logicamente necessario che siano invece connesse a valutazioni strategiche, in sintesi alle indicazioni del Libro bianco della Difesa.