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Una joint venture paritaria sarà il primo passo verso la creazione di un colosso europeo della cantieristica militare in campo navale tra l’italiana Fincantieri e la francese Naval Group. L’intesa è stata siglata ieri dal numero uno del gruppo di Trieste Giuseppe Bono e dall’omologo dell’azienda transalpina Hervé Guillou, alla presenza dei due ministri della Difesa Elisabetta Trenta e Florence Parly.

Tutto ha avuto inizio a settembre dello scorso hanno, quando i governi di Roma e Parigi annunciarono l’intenzione di approfondire le opportunità per un alleanza industriale. A luglio, le aziende coinvolte hanno presentato la loro proposta, che avrebbe preveduto una scambio azionario tra il 5 e il 10%. Ora, con il dichiarato sostegno dei governi, l’annuncio sul primo passo: la definizione dei termini e delle condizioni per creare una joint venture al 50%, ipotesi che è comunque subordinata all’approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione.

Secondo la nota congiunta, gli obiettivi della nuova realtà saranno quattro. Primo, la preparazione di offerte vincenti per programmi binazionali e per l’export. Secondo, una politica di fornitura più efficiente, con il ricorso a economie di scala e l’obiettivo di migliorare il rapporto qualità-prezzo. Terzo, la conduzione congiunta di attività mirate nell’ambito della ricerca e dell’innovazione. Quarto, infine, “incoraggiare lo scambio osmotico tra le due società, con la condivisione di strutture / strumenti di test e reti di competenze”.

Tra l’altro, l’annuncio è stato preceduto ieri dalle parole con cui la Parly ha aperto il salone Euronaval in corso a Parigi, ribadendo l’importanza di un accordo con l’Italia in campo navale. Nello stesso intervento, il ministro francese aveva annunciato la scelta del design italiano per le future navi di supporto logistico (Lss) della Marina d’oltralpe, basate sulla classe Vulcano. A costruirle sarà Naval Group, in collaborazione proprio con Fincantieri. Poi, dal prossimo anno “e con il sostegno di entrambi i ministeri della Difesa”, le due aziende sono a lavoro per presentare un’offerta comune relativa ai primi studi sull’ammodernamento di mezza vita dei cacciatorpediniere di classe Horizon francesi e italiani con un comune sistema di gestione del combattimento (Cms).

Ad ogni modo, specificano le aziende, “un accordo governo-governo sarà necessario al fine di assicurare la protezione degli asset sovrani, una fluida collaborazione tra i team francese e italiano, e per incoraggiare una maggiore coerenza dei programmi nazionali di assistenza, che forniscono la struttura e il sostegno per le operazioni di esportazione”.