FREMM e Legge navale, l’eredità dell’ammiraglio De Giorgi

Di Michela Della Maggesa

Nel suo discorso di commiato, in occasione della cerimonia di avvicendamento di oggi, che ha visto passare il testimone all’ammiraglio Valter Girardelli, da oggi nuovo capo di stato maggiore della Marina militare, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, 45 anni di servizio, ha voluto ringraziare tutti coloro che lo hanno sostenuto in questi anni, specie sul tema del rinnovo della flotta, tema cruciale in Forza Armata. Tra questi l’ammiraglio De Giorgi ha incluso anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali “per il sostegno dato dai lavoratori alla salvaguardia degli investimenti mirati alla protezione della capacità marittima, ovvero della cantieristica e della tecnologia correlata”.

“Senza di voi – ha proseguito De Giorgi, rivolgendosi a chi lo ha appoggiato nel programma FREMM prima e nell’approvazione della Legge navale poi – non saremmo riusciti a ottenere i finanziamenti per la 7, 8, 9 e 10 FREMM. Importantissimo il vostro supporto per la Legge navale, un’impresa che ha impegnato la Marina tutta per impedire la morte della flotta”. “Quando  anche solo parlare di investimenti alla difesa era un tabù, siamo riusciti a dare vita a una famiglia di navi innovative che segneranno il futuro delle costruzioni navali anche a livello internazionale. Economiche nella gestione, rispettose dell’ambiente, polivalenti, pienamente idonee all’alto mare, contribuiranno in maniera determinante alla sicurezza nazionale ed alla difesa degli interessi vitali”. Un’eredità ad oggi composta da 16 navi maggiori e due unità minori, “un risultato di cui dobbiamo andare fieri”.

In questo ambito, De Giorgi ha poi voluto ricordare l’impegno dei ministri della Difesa, Mauro e Pinotti, che hanno messo la Marina “in condizione di raggiungere la meta”. “Senza la loro copertura politica non sarebbe stato possibile sviluppare la moltitudine di iniziative necessarie per giungere in poco più di un anno non solo al finanziamento (5,4 miliardi di euro, ndr), ma addirittura alla contrattualizzazione di tutte le navi volute dal governo”. “La nostra navigazione non è stata sempre calma”.  Ha detto poi, riferendosi alle vicende che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi della sua carriera. “Gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi. Soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina”. De Giorgi ha espresso quindi un grazie per il supporto morale al Presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio, “che ha difeso pubblicamente la mia reputazione, quando altri hanno preferito defilarsi”.  Ha concluso.

“Esprimo la mia gratitudine al governo, che ha deliberato la mia nomina a questo incarico, in particolare al presidente del Consiglio e, soprattutto, per la fiducia accordatami e la stima manifestatami, al ministro della Difesa, al cui fianco ho avuto il privilegio di vivere una straordinaria esperienza professionale e umana, non ultimo nel periodo in cui ho ricoperto l’incarico di capo di Gabinetto. Al capo di stato maggiore della Difesa assicuro piena condivisione di intenti, con a mente comunque il superiore bene della Marina, componente fondamentale di uno strumento nazionale di difesa e sicurezza sempre più integrato, efficace, interoperabile, interforze, multidisciplinare e proteso verso impieghi ben oltre la dimensione militare delle capacità operative possedute”. Ha dichiarato il capo di stato maggiore della Marina, Girardelli.

“Ho visto – ha aggiunto – la Forza Armata trasformarsi in un’ottica di sempre maggiore competenza e professionalità, ho seguito lo sviluppo delle principali tematiche ad essa afferenti, sino ad avere la certezza che quella di oggi è una Marina di qualità, di primo livello, nei mezzi, ma soprattutto nel personale, in tutte le componenti operative, di supporto, di formazione, di sostegno e di esecuzione amministrativa. Le esigenze fondamentali di difesa e di sicurezza della nazione, così come le essenziali necessità di presenza, di sorveglianza, di proiezione, di intervento, di flessibilità operativa, di incisione capacitiva, non solo conseguenti a obblighi internazionali, ma, soprattutto, a supporto di una “robusta” e ambiziosa agenda italiana di salvaguardia degli interessi nazionali, debbono essere soddisfatte da questa Marina”. Una Marina – ha concluso Girardelli – che si colloca fra le migliori istituzioni del Paese, molto stimata e apprezzata fra le Marine del mondo.