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A seguito del rilascio della Request for Proposal del 17 marzo 2017, da parte del governo del Belgio in merito alla sostituzione di 34 caccia F-16, Dassault e il consorzio Eurofighter hanno presentato le loro offerte (Best and Final Offer stage), basate rispettivamente sui caccia multiruolo Rafale ed Eurofighter. Entrambe le piattaforme dovranno vedersela con l’F-35 della Lockheed Martin, dopo che il governo degli Stati Uniti ne ha autorizzato la vendita a Bruxelles. Lato francese, Éric Trappier, presidente e direttore generale di Dassault Aviation, ha scoperto le carte, firmando altri 13 accordi di cooperazione con l’industria belga, che si vanno ad aggiungere ai due precedentemente siglati nel quadro del partenariato strategico franco-belga relativo al futuro aereo da combattimento.

I nuovi accordi coprono svariati ambiti, dalla manutenzione del velivolo, alla formazione degli ingegneri, nonché prevedono la partecipazione del Belgio a progetti unmanned non meglio specificati, senza contare il trasferimento di programmi e processi per l’automatizzazione delle linee di produzione, additive manufacturing, simulazione, Smart City e ricerca nel campo dei materiali avanzati per l’aeronautica, uno dei settori dove il Belgio ha grande interesse a progredire ulteriormente. In occasione della firma, a cui hanno presenziato una dozzina di industrie belghe, Trappier ha spiegato che gli accordi saranno seguiti da altri accordi simili per raggiungere gli obiettivi che l’industria della difesa francese si è data sui ritorni industriali contenuti nell’offerta fatta al Belgio. “Come amici e come vicini – ha detto il numero uno di Dassault, – vi facciamo un’offerta molto ampia, che va al di là dei limiti della procedura in corso. Vi proponiamo un partenariato strategico, che andrà a rafforzare l’Europa della difesa e l’industria belga”. Nel caso in cui si optasse per il caccia Rafale, la Francia, che lo usa sia per la sua Aeronautica che per la Marina, ha promesso al Belgio (dicendosi pronta a fornire le opportune garanzie) ritorni per 20 miliardi di euro in 20 anni e 5.000 nuovi posti di lavoro.

Anche il consorzio Eurofighter ha fatto la sua offerta, che sembra non temere affatto il collega d’oltralpe. Anthony Gregory, direttore della campagna belga di Bae Systems, ha sottolineato che, oltre alla fornitura di un sistema da combattimento di comprovata efficacia, con l’acquisizione dell’Eurofighter, saranno creati in Belgio tra i 6.000 e gli 8.000 nuovi posti di lavoro, e, soprattuto, si permetterà all’industria belga di “sedere al tavolo dell’industria aerospaziale e della difesa europea nei decenni a venire con un ruolo di primo piano”.

“Bruxelles vuole una piattaforma multiruolo e ad alte prestazioni – ha detto Anthony Gregory –, da utilizzare fino al 2058, che abbia il minor costo totale e che garantisca un pacchetto industriale che incontri gli interessi di sicurezza nazionale del Paese”.  “La nostra – ha aggiunto – è un’offerta che mette al centro l’Europa. Riconosciamo che questa è una competizione diretta tra noi e l’F-35, tra l’Europa e l’America e crediamo che il nostro vantaggio risieda proprio nel rappresentare la soluzione europea”.  L’offerta fatta dal consorzio stima un coinvolgimento del Belgio nella supply chain per circa 600 milioni di euro annui ed un apporto all’economia del Paese tra 1,3 e 1,5 miliardi all’anno per 30 anni.

Per convincere Bruxelles, la proposta basata sul Typhoon include anche la creazione di due centri di eccellenza, uno nelle Fiandre e uno in Vallonia, specializzati in materiali avanzati e in additive manufacturing, sulla scia dell’Advanced Manufacturing Research Centre britannico. Oltre a questo, spiega Gregory, “abbiamo proposto una cooperazione governo-governo nel settore della cyber, già nell’agenda della Difesa di Bruxelles, con la creazione in Belgio del Bae Systems Applied Intelligence”.  Lato utilizzatore, il Regno Unito ha proposto all’Aeronautica belga di lavorare a stretto contatto con la RAF nella gestione delle flotta, anche attraverso il programma di supporto TyTAN, per arrivare ad avere in futuro “le stesse capacità” tra Forze Armate. Il consorzio ha anche fatto sapere che il costo totale dell’acquisizione basata sul Typhoon include supporto, sistema d’arma e addestramento. “Altro vantaggio questo – dichiara Anthony Gregory – sul JSF”. Una decisione è attesa ora per luglio, quasi sicuramente durante il summit Nato di Bruxelles. Oltre a Bae Systems, responsabile della campagna in Belgio, nel programma industriale euroeo sono coinvolte Airbus Group, Leonardo, il consorzio Eurojet (motori) e Mbda (sistemi d’arma).

E il Belgio è diventato oggi il quinto Paese, dopo Olanda, Lussemburgo, Germania e Norvegia, ad aderire al  Multinational Multi-Role Tanker Transport Fleet (MMF), il progetto di cooperazione nato per superare il gap capacitivo europeo nel rifornimento aereo (air-to-air refuelling – AAR). Il programma è stato avviato dall’Agenzia europea per la Difesa (Eda) nel 2011 e prevede l’acquisizione di una flotta congiunta di A330 MRTT da parte dell’Occar, per poi essere gestita dalla NSPA (Nato Support and Procurement Agency), che ha la proprietà degli assetti da utilizzare in base a pooling arrangement.  Con l’ingresso del Belgio, il numero dei velivoli da rifornimento ordinati sale a otto. La consegna del primo è prevista nel 2020. “Siamo felici di vedere che l’MMF si  sta espandendo. Il programma dimostra che una volta identificate le criticità, le nazioni europee possono lavorare a progetti comuni per superarle. Il Pooling & Sharing al suo massimo”. Ha dichiarato Jorge Domecq, Eda chief executive.