Gentiloni a Nespoli: La ISS è un modello che produce risultati

Di Michela Della Maggesa

Alle 15:10 (ora italiana), il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, si è collegato con l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Paolo Nespoli, impegnato nella missione VITA (acronimo per Vitalità, Innovazione, Tecnologia ed Abilità), frutto di un accordo bilaterale tra l’Agenzia spaziale italiana Asi e la Nasa, sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). In sala con Gentiloni, il presidente dell’Asi, Roberto Battiston e Franco Ongaro, direttore del centro Estec dell’Esa. Molte le domande rivolte dal presidente del Consiglio all’astronauta italiano, che in precedenza si era già collegato con il Presidente della Repubblica, Mattarella e con il Santo Padre, a testimonianza dell’importanza dello spazio e della ricerca scientifica.

“Siamo esseri umani proiettati all’esterno”, ha detto Nespoli a Gentiloni, spiegando che tra lui e l’universo ci sono solo tre millimetri di alluminio “prezioso, frutto anche della tecnologia italiana”. L’astronauta ha poi raccontato al presidente, che si è detto “molto orgoglioso della missione VITA”,  che ogni giorno la sua attività e quella dei suoi cinque colleghi (a bordo in questo momento ci sono un italiano, due russi e tre americani, ndr) è scandita da una timeline molto precisa, assegnata dai vari centri di controllo a terra, al fine di non intralciare il lavoro di ognuno e che metà del suo tempo è dedicato all’utilizzazione dell’avamposto spaziale, realizzato con un importante contributo tecnologico italiano, e l’altro 50% alla sua manutenzione.

A Gentiloni che chiedeva poi come fossero i rapporti con gli altri astronauti e se ci fosse la percezione delle varie tensioni internazionali, Nespoli ha risposto: “Condividiamo uno spazio ristretto, per farlo ci siamo anche addestrati in una grotta in Sardegna, ma la nostra convivenza è interessante. Nazioni che a terra non collaborano tra di loro, quassù lavorano assieme e soprattuto fanno delle loro differenze un valore aggiunto ed è questo uno dei risultati più importanti della ISS”.

“La Stazione Spaziale Internazionale – ha detto Gentiloni – è diventata un modello sotto molti punti di vista e produce risultati concreti, specie da un punto di vista scientifico”. “La maggior parte dell’attività scientifica  – ha detto Nespoli al presidente – ha a che fare con la conoscenza di base, che dallo spazio può ricevere, grazie a condizioni uniche, come la microgravità, impulsi eccezionali, utili ad elaborare nuove applicazioni, come nel caso del vaccino della salmonella, sviluppato nello spazio dove i virus sono più aggressivi. “Siamo qua fuori – ha aggiunto – a lavorare per la terra”.

L’ultima domanda il presidente del Consiglio l’ha dedicata al turismo spaziale, e alla possibilità di andare nello spazio anche per una persona non addestrata e non più giovanissima. “Ci sono due motivi per andare nello spazio da turisti: l’assenza di gravità e la vista della terra da quassù – ha detto Nespoli -. L’unica davvero in grado di farci capire cosa sia il nostro Pianeta”. “Chiunque andrà nello spazio – ha aggiunto – sarà un terrestre migliore”. Lo spazio, spiega l’astronauta italiano diventerà in futuro una nuova metà esotica, grazie all’attività dei privati. “I governi – ha detto ancora Nespoli, che non ha escluso di tornare nello spazio da turista una volta “scesi i prezzi del biglietto” – dovranno fare quello che i privati non potranno fare, come l’esplorazione della Luna e di Marte”.

L’equipaggio della ISS è impegnato quotidianamente in una serie di esperimenti scientifici molto importanti, specie sotto il profilo biologico e fisiologico, utili anche per – ci spiega, Franco Ongaro a collegamento concluso – “preparare le future missioni di esplorazione spaziale verso la Luna e Marte”. Tra le altre cose infatti sull’avamposto si possono osservare i cambiamenti che l’ambiente spaziale determina sui muscoli e sulle ossa degli astronauti, impossibili da riprodurre a terra. Non solo, “sullo spazio si possono verificare dei problemi tecnici che qua non si verificano a causa della ristrettezza di risorse a disposizione, come l’energia elettrica e l’acqua. Per questo stiamo testando nuove tecniche per verificare ad esempio la qualità dell’acqua, che potranno avere enormi ricadute a terra”.

Riguardo invece l’utilizzazione della ISS, Ongaro ha spiegato che si parla di farlo il più possibile, almeno fino al 2028, ma che sarà una questione da decidere, tenendo conto dell’obsolescenza dei sistemi a cui andrà naturalmente incontro e dei costi ad essa associati. Il responsabile ha quindi confermato grande interesse anche da parte dell’Agenzia spaziale europea verso l’esplorazione della Luna, dove  – ha sottolineato – “la Nasa tornerà con un modulo di servizio di produzione europea (di cui Airbus D&S è prime contractor e Thales Alenia Space subcontraente per la fornitura di alcune parti, ndr), che sarà integrato nella nuova capsula Orion destinata al trasporto di equipaggi. Stiamo facendo quello che non ha funzionato durante la missione Apollo 13. Esa sarà pertanto protagonista del ritorno degli americani sulla Luna”.