, In Evidenza, Slider

LECCE – In parallelo all’evoluzione dei velivoli, evolve anche l’addestramento dei piloti, sempre più dedicati alla missione che non alla gestione della macchina, ed uno dei luoghi dove questo si osserva in maniera tangibile, in ambito militare, è sicuramente il 61° Stormo di Lecce, dove l’Aeronautica prepara i suoi piloti, secondo il proprio fabbisogno, e quelli delle aeronautiche dei Paesi partner, che scelgono la base salentina con accordi bilaterali. Oltre agli allievi a Galatina, questa la novità, sono presenti adesso anche i primi istruttori stranieri, che assieme a quelli italiani hanno il compito di formare le “nuove leve” grazie ad un avanzato iter formativo. In tema di addestramento, molte cose sono cambiate nel 2014 con l’introduzione dell’iter differenziato (ITS), che ha rivoluzionato l’intero sistema addestrativo dell’AM, “quello che c’è qua in pochi ce l’hanno”, dice il comandante del 61°, colonnello Luigi Casali, con notevoli vantaggi qualitativi ed una significativa riduzione dei costi. Mentre prima esisteva in Forza Armata un iter generalizzato, dove tutti facevano lo stesso tipo di addestramento, indipendentemente dall’aereo sul quale andavano poi ad operare, adesso è previsto un addestramento differenziato, in funzione del velivolo finale.

La messa a punto del nuovo iter ha coinciso con l’arrivo sulla base del velivolo M-346 (T-346A la designazione AM), che ha progressivamente sostituito l’MB339CD nella quarta ed ultima fase dell’iter addestrativo, la più spinta ed orientata all’addestramento pre-operativo dei piloti selezionati per la linea aerotattica. L’aereo, parte di un circuito complesso e idoneo per apprendere il modo di lavorare su caccia di quarta e quinta generazione, viene utilizzato per validare i concetti acquisiti a terra, grazie a simulatori di ultima generazione, che permettono all’allievo di operare in scenari difficilmente replicabili. Contrariamente al passato, quando per l’apprendimento di alcune funzionalità avanzate era necessario utilizzare velivoli come l’Eurofighter o il Tornado, il 60% circa del sillabus oggi viene fatto al simulatore, che ha drasticamente ridotto il numero di sortite necessarie ad arrivare alla piena capacità operativa (OCU) e di conseguenza i costi. Tanto per dare un’idea, nella quarta fase dell’iter sono 90 le ore passate al simulatore e 90 in volo, visto che per effettuare una missione complessa si possono mandare in volo uno o due addestratori, collegati in tempo reale con simulatori e computer. Oggi a Lecce ci sono 96 frequentatori, la metà dei quali stranieri, e sono 15 gli istruttori già qualificati sul T-346A (uno dei quali è straniero). Di questi 11 sono in servizio a Lecce, mentre altri 13 sono in addestramento, così come 14 allievi piloti provenienti da 10 Paesi: Argentina, Austria, Francia, Grecia, Kuwait, Olanda, Singapore, Spagna e Stati Uniti.

Core business del 61° Stormo sono le fasi 2, 3 (tattica) e 4 (avanzata) dell’intero iter, mentre la prima si svolge al 70° Stormo di Latina, dove si consegue il brevetto di pilota militare. Al termine della fase 2, fatta sul 339A, si decide la linea di destinazione del pilota: caccia (Lecce), linee di supporto (Pratica di Mare), elicotteri (Frosinone) e APR (attualmente i futuri piloti di velivoli unmanned dell’AM si addestrano in New Mexico, ma in futuro lo faranno ad Amendola, dove ci sarà una scuola dedicata). Nell’ultima fase di addestramento, tagliata per addestrare i piloti di caccia di quarta e quinta generazione, l’attività è incentrata sull’acquisizione dei principi base dell’impiego operativo dei caccia nei contesti aria-aria e aria-suolo. Le missioni eseguite garantiscono agli allievi adeguate capacità in tutti i contesti, dal rifornimento in volo, allo sgancio di armamento, operazioni di close air support comprese. A differenza degli italiani, gli stranieri possono anche decidere di usufruire di singoli moduli di addestramento, a seconda delle necessità. L’Austria ad esempio ha interesse alla parte aria-aria, ma non a quella aria-suolo.

“Il ritorno che vedo nell’addestramento – ci dice uno dei primi istruttori qualificati a Lecce sull’M-346 – è alto. I ragazzi che escono da questo corso sono estremamente preparati. Hanno un altro tipo di addestramento, rispetto a quello che c’era prima. Inoltre è stimolante, perché essendo una macchina avanzata, ci fa lavorare molto con i reparti di prima linea. Spesso andiamo a Grosseto (l’Eurofighter è in questo momento la macchina più avanzata in Aeronautica fino a quando non sarà operativo l’F-35, ndr) per fare missioni di Forza Armata con il Typhoon. Poco tempo fà eravamo in Sardegna, dove abbiamo operato come Aggressor e questo non fa altro che mantenere il nostro livello addestrativo sempre molto elevato”. Alcuni interscambi ci sono anche con Ghedi per il Tornado e con Istrana per l’AMX, ma si tratta di macchine in dirittura d’arrivo. “Una volta – prosegue l’istruttore – non ci si confrontava con gli altri reparti di prima linea. Adesso questa macchina ci permette di mantenere tutti lo stesso livello addestrativo, Siamo in continuo upgrade”. “Terminata la mia esperienza a Lecce – racconta un allievo istruttore americano -, mi piacerebbe contribuire alla messa a punto del sillabo addestrativo del futuro addestratore dell’USAF (il T-X, alla cui gara partecipa anche Leonardo con il T-100, versione per il mercato americano dell’M-346, ndr)”. Dopo essere diventati istruttori si può diventare esaminatori e istruttori degli istruttori, oppure si può chiedere alla Forza Armata il reimpiego operativo e tornare su Tornado, Eurofighter e un domani sull’F-35. Anche per il JSF Lecce è al lavoro, dal momento che si sta vedendo “come e se modificare il sillabus” prima dell’arrivo dei nuovi allievi.

Il 2018 sarà un anno importante per lo Stormo. Tutti e 18 gli M-346 saranno sulla base, gli ultimi tre saranno consegnati entro la fine di gennaio, ed arriverà anche un secondo Full Mission Simulator (FMS, che lavora in network con gli altri simulatori e con il velivolo tramite tecnologia LVC – Live Virtual and Constructive) assieme a un Part Task Trainer (PTT), utilizzato per simulare aspetti specifici, come l’handling o le situazioni di emergenza. A quel punto – ci spiega il colonnello Luigi Casali -, “l’offerta addestrativa sarà completa e, con maggiori risorse a disposizione, avremo la possibilità di offrire più corsi di addestramento avanzato e soddisfare le esigenze dell’Aeronautica e dei Paesi che sono già qua o che arriveranno”. “Presto – continua il comandante – arriveremo a regime anche con gli istruttori. Oggi ne abbiamo 11 e nella seconda metà del 2018 ne avremo un numero sufficiente per poter sfruttare appieno le potenzialità della flotta”. Anche il sillabus sarà implementato con nuove funzionalità che ancora mancano. “In questo momento i nostri istruttori stanno utilizzando in maniera estensiva l’Helmet Mounted Display (HMD) per cercare di capire come inserire questa nuova funzionalità e far sì che l’allievo lo possa impiegare in maniera efficacie una volta arrivato sui caccia di quarta e quinta generazione. Anche la funzionalità Live Virtual Constructive, (già implementata nel sillabus, ndr) avrà il suo coronamento nel corso del 2018”.

Due anni dopo, nel 2020 sulla base farà la sua comparsa l’addestratore M-345HET (Hight Efficiency Trainer), che prenderà il posto del 339A e CD utilizzati nella seconda e terza fase dell’iter addestrativo. “Il 345 si occuperà del segmento basico – spiega Casali -, con obiettivi addestrativi più bassi rispetto al 346. Il progetto, sviluppato e portato avanti con l’industria (gli addestratori sono di Leonardo, ndr) è nato con specifici obiettivi design-to-cost e time-to-market. Come per il 346 anche per l’M-345 ci aspettiamo un grande successo, perché si tratta di un velivolo di nuova generazione, che ci consentirà di fare addestramento in maniera efficace”. “La nostra vision – ha aggiunto – è di consolidarci quale centro di addestramento internazionale, avendo a disposizione sistemi di addestramento integrati di nuova generazione costo-efficaci, ovvero poche sortite a basso costo con cui soddisfare gli obiettivi addestrativi della forza armata”.