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È stato inaugurato il sistema di difesa dai missili balistici Aegis presso la base rumena di Deveselu, a ovest di Bucarest. Nel corso di una cerimonia a cui hanno presenziato i massimi vertici Nato e della Romania, il sito è stato dichiarato operativo. Si tratta della prima installazione terrestre di un sistema tradizionalmente montato su navi.
L’Aegis Ashore opera con il potente radar SPY-1 e con i missili SM-3, capaci di ingaggiare i bersagli prima che essi rientrino nell’atmosfera. Il sistema offre copertura dai missili balistici intercontinentali (icbm), rafforzando il network di difesa statunitense in Europa. Considerando, infatti, le basi missilistiche e i sistemi radar presenti in Turchia, le potenzialità navali particolarmente concentrate presso la base di Rota in Spagna, e il quartier generale in Germania, il sistema missilistico dell’asse euro-atlantico si dota di un’ulteriore (avanzatissima) capability difensiva. Al sito in Romania poi, si aggiungerà nel 2018 l’installazione del medesimo sistema presso Redzikowo, in Polonia.
“È un momento importante per la sicurezza Nato e transatlantica” ha detto Jens Stoltenberg, segretario generale dell’Alleanza. Per Stoltenberg, la nuova installazione rappresenta “un significativo incremento nella capacità di difendere gli alleati europei dalla proliferazione di missili balistici provenienti da fuori l’area euro-atlantica”. Nonostante la natura difensiva della nuova installazione, la percezione generale è che essa rientri nel gioco di deterrenza ripreso da qualche anno con la Russia. “Il sistema installato in Romania – ha voluto sottolineare Stoltenberg – proprio come quello in via di sviluppo in Polonia, non è diretto contro la Russia”. Le parole di Stoltenberg fanno eco a tutte le dichiarazioni degli ufficiali e funzionari statunitensi intervenuti. Tra di essi Frank Rose, capo-delegazione Usa per le negoziazioni con Romania e Polonia, che ha sottolineato come il potenziamento delle capacità difensive risponda agli sviluppi delle potenzialità offensive di altri Paesi, tra cui soprattutto l’Iran. “L’Iran continua sviluppare, testare e dispiegare un’ampia gamma di capacità missilistiche balistiche”, ha detto Rose.
Nonostante i tentavi, la solenne inaugurazione del sito di Deveselu, non può non essere considerata parte della proiezione della Nato verso il potenziamento del propri fianco est. Che sia un rafforzamento difensivo poco importa, per Mosca ciò rappresenta un’ulteriore sfida alle proprie capacità. “I nostri esperti sono convinti che lo sviluppo del sistema Abm (anti-missili balistici) pone una sfida alla Federazione russa”, ha detto Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin.
La percezione del Cremlino è chiara: Washington e la Nato stanno attuando un vero e proprio contenimento nei confronti della Russia. Che ciò sia vero o meno conta relativamente; Mosca e Washington si rincorrono in una nuova scalata al potenziamento delle capacità militari d’attacco e di difesa. La pericolosità di un potenziale conflitto cresce a dismisura.