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Dopo l’accordo con Boeing arriva per l’Iran un altro storico accordo: la compagnia nazionale Iran Air ha firmato con Airbus per la fornitura di 100 aeromobili. L’accordo, siglato da Farhad Parvaresh, chairman e ceo di Iran Air, e da Fabrice Brégier, presidente e ceo di Airbus, si basa su un impegno iniziale siglato a Parigi nel gennaio 2016. Il costruttore europeo fornirà 46 aeromobili della famiglia narrow-body A320, 38 della famiglia A330 e 16 aeromobili wide-body A350 XWB. Le consegne cominceranno agli inizi del 2017. Nessuna ufficialità sulle cifre, ma come ricorda Reuters, era stato proprio il numero uno di Iran Air a specificare domenica scorsa che il contratto non avrebbe superato i 10 miliardi di dollari.

Solo dieci giorni fa era stato annunciato lo storico contratto con Boeing per 80 velivoli, (50 a fusoliera stretta 737 MAX 8, e 30 wide-body 777, equamente divisi tra le versioni 300ER e 9). Ora, come era stato annunciato, arriva anche l’ufficialità dell’accordo con il competitor europeo. “Si tratta di un accordo storico e non solo perché apre le porte al rinnovo della flotta di Iran Air”, ha dichiarato Fabrice Brégier. L’accordo, “nel complesso comprende la formazione dei piloti, le operazioni aeroportuali e la gestione del traffico aereo”, ha aggiunto il numero uno del costruttore.

“Sono molto lieto che sia stato raggiungo questo accordo, che ci consentirà di passare alla prossima e decisiva fase, nella quale inizieremo a ricevere i nuovi aeromobili”, ha detto Parvaresh, numero uno di Iran Air. “Sono lieto che questa nuova fase di cooperazione con Airbus si sia concretizzata, riavvicinandoci e portando a ulteriori passi concreti da intraprendere per rinnovare la flotta di Iran Air”, ha aggiunto. Effettivamente, la compagnia nazionale si trova con un’intera flotta da rinnovare, non avendo siglato alcun contratto significativo della Rivoluzione islamica del 1979. “Ci auguriamo che questo successo indichi al mondo come gli obiettivi commerciali dell’Iran e delle controparti si raggiungano con migliori risultati attraverso la cooperazione e la collaborazione internazionale”, ha dichiarato ancora Parvaresh, con parole che sembrano dirette anche al presidente eletto Donald Trump, desideroso di smantellare l’accordo nucleare che ha permesso all’Iran di riaprirsi al mondo.

Proprio per questo, è la stessa Airbus a specificare il rispetto delle condizioni delle licenze Jcpoa (Joint Comprehensive Plan Of Action) ma anche che “l’accordo è soggetto alle licenze di esportazione da parte dell’Office of Foreign Asset Control (Ofac) del governo americano, ottenute a settembre e novembre 2016”. Tali licenze sono richieste da Washington per i progetti che comportano almeno il 10% di contenuti tecnologici statunitensi. Come per la commessa di Boeing, anche il contratto di Airbus, pur se ormai firmato, potrebbe subire il revisionismo trumpista nella misura in cui saranno necessarie nuove licenze da chiedere al governo statunitense. Nel loro complesso, i due contratti dimostrano le enormi opportunità commerciali del mercato iraniano e offrono al presidente Rouhani una spinta in vista delle prossime elezioni.