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Un esempio concreto di “Pooling & Sharing”, in vista di una Difesa europea efficiente e compatibile con i nuovi scenari. Questo il significato principale dell’importante accordo firmato oggi a Palazzo Baracchini, che ha sancito – durante il semestre di presidenza italiana dell’Unione europea – l’adesione formale del nostro Paese all’European Air Transport Command (Eatc). Presenti alla firma, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il capo di stato maggiore dell’Aeronautica, generale Pasquale Preziosa e il maj. gen. Christian Badia, comandante dell’Eatc, di cui fanno parte oggi 6 nazioni: Francia, Germania, Olanda, Belgio, Lussemburgo e Spagna, ultimo Paese questo, in ordine di tempo, a mettere in comune i propri assetti con le altre Aeronautiche partner del comando multinazionale.
“La firma di quest’oggi – ha detto appena prima dell’ufficializzazione dell’accordo il capo di Sma, Preziosa che, unitamente al comandante dell’Eatc ha incontrato alcuni giornalisti –, rappresenta un’opportunità per costruire una forte cooperazione in ambito Difesa”. Con l’adesione, l’Italia ha la possibilità di accedere a capacità di trasporto oversize, ridurre i contratti di outsourcing verso altre nazioni, assicurare maggiore corrispondenza tra tipo di velivolo e caratteristiche della richiesta di trasporto, con un sostanziale incremento di costo-efficacia nell’intero settore. Inoltre, potrà ottimizzare i contratti di supporto per la pianificazione delle operazioni, con risparmi economici certi già conseguibili dal 2016. “Il trasporto – ha spiegato Preziosa – è il fattore chiave di ogni missione”, spiegando come il nostro Paese rappresenterà, a partire dal 2016, il terzo Paese in termini di capacità e volumi rappresentati all’interno dell’Eatc.
“Sono convinto che l’Europa trarrà grandi vantaggi dalla nostra partecipazione. I nostri partner beneficeranno delle nostre capacità Medevac (evacuazione sanitaria, ndr) e di quanto fatto nel settore del biocontenimento, che ci ha permesso, grazie a quanto maturato precedentemente e alla messa a punto dei nostri protocolli, di trasportare un malato di ebola dall’Africa all’Italia in sole 12 ore con il tanker” (il KC-767A, che sarà uno degli assetti nazionali disponibili in ambito Eatc, ndr). “Con questo accordo – ha aggiunto il generale Preziosa – realizzeremo economie di scala per ogni volo effettuato. Inoltre si potranno utilizzare velivoli pìù grandi (come l’aereo da trasporto tattico A400M, i cui primi esemplari sono stati consegnati a Francia, Regno Unito e Turchia,  ndr) e fare più missioni contemporaneamente”. Altro vantaggio “enorme” spiegano, 7 Paesi avranno pratiche comuni, stessi standard qualitativi, stesso addestramento e logistica condivisa.
In particolare, l’accordo prevede il trasferimento del controllo operativo all’Eatc di determinati assetti del settore trasporto, Air to Air Refueling ed Aeromedical Evacuation. Inoltre prevede di armonizzare, attraverso il contributo di personale e lo scambio di expertise nazionali, le procedure Eatc con quelle dei singoli Paesi, rappresentando un passo sostanziale verso il concetto di Forze Armate europee. Lo scopo nazionale è di massimizzare sinergie nel colmare possibili carenze capacitive attraverso l’uso ottimizzato di un ventaglio più ampio di vettori disponibili ed integrando la flotta nazionale con la disponibilità dei velivoli delle altre nazioni partecipanti. Il processo si fonda sullo scambio di ore equivalenti, senza alcuna compensazione monetaria.
“Siamo felici – ha dichiarato il generale Badia – della decisione dell’Italia di aderire all’Eact e ammirati dal grande lavoro fatto a monte per poter partecipare a questa iniziativa. Per aumentare l’efficienza, il trasporto rappresenta una priorità in Europa ed avere con noi l’Italia, che ha uno dei modelli migliori in questo campo, è davvero importante”. “L’Eatc – ha aggiunto – è il miglior esempio nella costruzione di una difesa europea, a cui le nazioni stanno lavorando di concerto”. Il comandante ha poi spiegato che l’appoccio all’Eatc non è solo militare, ma soprattuto politico e che riguarda decisioni nazionali (il Regno Unito per ora è fuori). “Il processo – ha detto il generale – è in crescita, aperto e soprattuto flessibile”.
L’Aeronautica Militare cederà al controllo operativo dell’Eatc 32 assetti, tra cui C-27J, C-130J e KC767A, verso i quali la sovranità nazionale sarà garantita, attraverso l’opzione di riassumerne il controllo con il meccanismo di “revoke transfer of Authority”. Gli assetti aerei complessivi sotto il comando saranno 220, pari al 75% dell’intera flotta europea. Prima dell’Italia per numero di velivoli, troviamo Francia e Germania, che hanno messo a disposizione dell’Eatc 60 assetti. “Aumenteremo le nostre capacità di trasporto, senza intaccare la sovranità nazionale, visto che grazie all’approccio flessibile potremo richiamarli in qualsiasi momento”, ha detto Preziosa. “Share to win”, ha aggiunto il capo di Sma, annunciando la volontà dell’Italia di mettere a fattor comune gli assetti e le competenze della Forza Armata anche in ambito radiomisure. L’adesione di oggi contribuirà a facilitare la revisione dello Strumento Militare sancita dalla legge 244 del 2012, attraverso una riorganizzazione della catena di comando e controllo delle forze di supporto secondo criteri di sostenibilità, efficienza ed efficacia.