Italia capofila di un progetto per le forze di polizia europee

Di Michela Della Maggesa

Sarà l’azienda italiana Aero Sekur a capo del progetto NOSY, a cui partecipa un team di imprese europee, finalizzato a sviluppare dei micro sensori destinati all’individuazione di sostanze stupefacenti ed esplosivi ad uso delle forze di polizia. Lo sviluppo di questa nuova tecnologia si inscrive nell’ambito del programma Horizon 2020 e vale circa 5 milioni di euro. L’obiettivo è quello di permettere alle forze dell’ordine di intercettare e contrastare attività illecite sia mediante i nuovi micro sensori, sia con le stazioni da remoto, che ricevono e interpretano i dati trasmessi. I dati così acquisiti – si apprende –, potranno in futuro essere utilizzati come prova in sede di giudizio, solo se i sensori, i canali di comunicazione dei dati e le stazioni di monitoraggio, risulteranno integri e rispondenti ad una serie di caratteristiche.
Una volta sviluppata, questa tecnologia permetterà alle forze di polizia europee, tra cui i RIS italiani, di avere a disposizione una sistema estremamente accurato. Il progetto NOSY prevede lo sviluppo dei micro sensori, della stazione di monitoraggio e dell’apparato di comunicazione da integrare nel network europeo LEA. Le aziende coinvolte lavoreranno sullo stato dell’arte in materia di micro e nanotecnologie, nuovi materiali, nonché su quanto messo a punto sui sistemi di comunicazione protetti. Una delle criticità sarà rappresentata dal rendere la registrazione/trasmissione dei dati utilizzabile in tribunale. In una prima fase verranno messi a punto dei prototipi di sistemi abili a individuare traffici di droga e ordigni esplosivi “artigianali”. Questi prototipi saranno validati da una serie di campagne di prove, necessarie alla certificazione del sistema. NOSY dovrà anche essere conforme alle regole europee sulla privacy.