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Il dibattito sulle spese militari non è solo un affare italiano, ma coinvolge anche Israele, dove da ieri e fino a domani, il presidente della commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre, è in visita istituzionale.
Nel corso del viaggio, il senatore Pd si confronterà con esponenti politici e di governo, per confermare la già ottima collaborazione tra i due Paesi sul versante dell’intelligence, rafforzare il dialogo su dossier come il contrasto ai terroristi dell’Isis e creare nuovi spazi di collaborazione commerciale e strategica a beneficio della sicurezza comune.
D’altronde la sicurezza transatlantica e l’economia della difesa sono strettamente connesse, come dimostra l’esperienza di Boeing. Il gigante americano ha alle spalle un rapporto di collaborazione pluridecennale con le Forze Armate italiane, l’Ue e la Nato. Ed è in funzione di ciò che ha offerto il proprio contributo al Libro Bianco della Difesa, che verrà concluso entro questo mese.
In uno scenario in cui i governi occidentali fanno i conti con risorse sempre più limitate, ma con minacce incombenti, la strada suggerita da Boeing è quella di aiutare le forze della Penisola a far fronte con efficacia e tempestività a quelle che, verosimilmente, saranno le missioni dell’immediato futuro. Come? Offrendo, con l’industria nazionale, soluzioni tecnologiche che estendano le capacità di proiezione dell’Italia, e le consentano di dare un contributo sempre più qualificato a sostegno dell’Alleanza.