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Il generale Joseph Dunford, dal 2013 al 2014 alla guida della coalizione di guerra in Afghanistan, sarà indicato oggi da Barack Obama come il prossimo capo di Stato maggiore della Difesa degli Usa. Sostituirà Martin Dempsey, che abbandona in anticipo la guida dei Marine, dei quali era al comando dallo scorso ottobre. L’annuncio ufficiale, spiegano media specializzati a stelle e strisce come Military Times raccogliendo le anticipazioni di un funzionario, dovrebbe arrivare dalla Casa Bianca proprio oggi. Ad affiancare Dunford come vice alla guida del 19° Joint Chiefs of Staff sarà con ogni probabilità il generale Paul Selva, un alto ufficiale dell’Aeronautica militare Usa. 59 anni, nato a Boston, il prossimo capo di Stato maggiore Usa ha conseguito un master in Amministrazione presso la Georgetown University e uno in Relazioni internazionali alla Fletcher School of Law and Diplomacy della Tufts University.
LA CARRIERA
La sua carriera è iniziata come ufficiale di fanteria. Ha servito quasi due anni in Iraq, anche come capo del 5° Combat Team Regimental dei Marines durante l’invasione del 2003, guadagnandosi il soprannome di “Fighting Joe”.
La visibilità maggiore giunge però nel 2013, quando fu scelto come top military commander Usa in Afghanistan. Durante i suoi 18 mesi lì, Dunford ha supervisionato il delicato passaggio delle elezioni afgane e gli sforzi per raggiungere un accordo sulla futura presenza militare statunitense nel Paese. L’ascesa di Dunford tra gli alti ranghi, sottolinea Military Times, è stata molto rapida, soprattutto se paragonata a quella di molti suoi coetanei. Una circostanza confermata anche per quest’ultimo ruolo. E’ stato per mesi tra i papabili e ha rischiato di non farcela. Da tradizione – raccontano siti americani – per essere alla guida dello Stato maggiore Usa, un ufficiale deve aver ricoperto di solito il ruolo di capo di uno dei comandi combattenti del Pentagono o deve essere stato alla guida di uno dei servizi militari. Dunford non lo ha fatto, ma alla fine la scelta della Casa Bianca è ricaduta comunque su di lui.
LA SCELTA
Dunford comanderà le Forze armate americane in un momento complesso, in cui i conflitti pullulano – Iraq, Siria, Ucraina, ma anche crisi libica e il crescente protagonismo cinese – ma, secondo gli addetti ai lavori, ha l’esperienza necessaria per gestirlo. Grazie al suo ruolo in Afghanistan ha preso parte a numerosi incontri Nato e ha stretto rapporti a livello internazionale con gli altri leader della coalizione.
La scelta del suo nome, rimarcano gli esperti, indica che anche se gli Usa rivolgono ormai più attenzione all’Asia e investono per proteggersi anche da minacce “moderne” come quelle cibernetiche, l’Amministrazione americana crede che l’apporto di un comandante proveniente da forze di terra, come i Marine, sia fondamentale per affrontare le tante crisi in corso.