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Successo per il lancio della navicella Shenzhou-11: la Cina continua la propria corsa allo spazio. Gli astronauti Jing Haipeng, al suo terzo viaggio spaziale, e Chen Dong sono in orbita verso Tiangong-2, il laboratorio spaziale lanciato appena un mese fa (era il 15 settembre). Mentre in Italia era da poco scoccata la mezzanotte, dalla base spaiziale di Jiuquan, nel nord-ovest della Cina, partiva il conto alla rovescia per il lancio della Shenzhou-11, che nelle prossime 48 ore dovrebbe condurre i due astronauti sulla seconda stazione Tiangong per una permanenza di 30 giorni. L’obiettivo a breve terminre riguarda una serie di esperimenti medici, biologici, fisici e relativi a tempeste solari e capacità di recupero e riparazione di eventuali danni. Nel lungo periodo invece, Pechino guarda allo sviluppo di una stazione spaziale abitata, per cui i vertici spaziali cinesi prevedono sei anni di lavoro. In realtà, le ambizioni cinesi sono ancora maggiori, e puntano al viaggio lunare e all’esplorazione di Marte. Certamente, il ritardo rispetto all’Occidente appare ancora notevole. Eppure il settore spaziale è tipicamente favorevole a collaborazioni internazionali, anche tra Paesi che su questioni “terresti” appaiono particolarmente competitivi sulla Terra (Stati Uniti e Russia, cooperanti costantemente sull’Iss, nonostante la crisi Ucraina, lo dimostrano ampiamente). Anche con partnership internazionali dunque, Pechino guarda allo spazio. Tuttavia, il lancio della Shenzhou-11 e le prospettive di sviluppo di una stazione spaziale cinese non sembrano essere state accolte con troppo entusiasmo da alcuni strateghi occidentale, spaventati dalla possibilità che la Cina acquisisca un’autonoma capacità di accesso allo spazio. Vedremo se sarà competizione o collaborazione.