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In attesa della firma ufficiale dei contratti, la Marina militare italiana si sta portando avanti con l’industria relativamente allo stanziamento da 5,4 miliardi di euro, approvato dal Parlamento nel 2014, per il rinnovo della flotta. A breve, scrivono le testate specializzate Defence News e Jane’s, saranno firmati i contratti per costruire ed equipaggiare una trentina di nuove navi polivalenti previste dalla cosidetta “legge navale”. Gli stanziamenti serviranno a coprire l’impegno iniziale per lo sviluppo, la costruzione, la consegna e il supporto logistico di lungo termine di 6 pattugliatori polivalenti di Altura (PPA), con opzioni per altri 4; una nave da supporto logistico (LSS); una portaelicotteri (LHD) e 2 battelli multiruolo veloci per supporto Forze Speciali. Le navi – fanno sapere gli addetti ai lavori – saranno progettate e costruite da Fincantieri per effettuare una vasta gamma di operazioni, inclusa “assistenza umanitaria e operazioni di soccorso in caso di disastri” (HADR). Mentre la prima PPA e la nave da supporto logistico saranno consegnate alla Marina nel giro di 3 o 4 anni dalla firma dei contratti, la portaelicotteri dovrebbe essere pronta per la consegna 5 o 6 anni dopo. Il programma LHD sarà gestito a livello nazionale, mentre LSS e PPA saranno sotto l’egida dell’Agenzia europea Occar.
A quanto appreso, i pattugliatori polivalenti di Altura, 4.500 tonnellate di stazza, vedranno aumentata la velocità rispetto alle navi attuali presenti in Forza Armata, per rispondere a eventuali esigenze di rischieramento veloce ed avranno baie riconfigurabili, capaci di ospitare diversi payload di missione. Le navi potranno ospitare un elicottero EH-101 o 2 NH90 in configurazione ASW. L’armento prevede tra gli altri, il sistema missilistico terra-aria Mbda Aster 15/30, da 2 a 4 sistemi antinave Teseo con doppio lanciatore, un cannone Oto Melara con munizioni Vulcano e il sistema Super Rapid, due torrette remote da 25 mm e i siluri pesanti e leggeri di Finmeccanica-Wass. Il sistema da combattimento sarà basato sul nuovo sistema di gestione di Selex ES, che si occuperà anche della suite di sensori. Quest’ultima – si legge – potrebbe includere anche un radar per il tracciamento aria e superficie in banda C e X, dispositivi per guerra elettronica e due sistemi fire-control in banda X/Ka. Quanto al sistema di propulsione infine, questo prevede un dispositivo combinato diesel-gas con un motore elettrico per ciascuna delle due shaft. Grazie all’elevato livello di automazione, le navi necessiteranno di un equipaggio ridotto, composto da 90 persone, anche se la capacità sarà di imbarcarne fino a 200.
Con una stazza di 22.000 tonnellate, la portaelicotteri prevista per la Marina dalla legge navale potrà ospitare fino a 5 elicotteri, veicoli di vario tipo e mille persone, 450 delle quali di equipaggio. La nave avrà un’autonomia di 7.000 miglia nautiche ed un velocità massima di 24 nodi, che scenderanno a 16, grazie all’installazioni di motori elettrici, nelle operazioni a bassa velocità. Propulsione ibrida (diesel-elettrica) anche per la nave LLS, classe 23.000 tonnellate, che potrà imbarcare due elicotteri EH-101. La piattaforma è pensata per supportare gruppi di 4 o 5 navi fino a 15 giorni in area di operazioni. Il sistema sarà armato con Super Rapid da 76/62 mm e due da 25. La capacità è di 200 persone a bordo. L’industria cantieristica e della difesa italiana, che non ha voluto rilasciare commenti sulla portata di questi progetti, prima della firma ufficiale dei rispettivi contratti, ha intenzione di sviluppare, grazie allo stanziamento, piattaforme destinate alla Marina italiana, ma con una forte valenza sull’export. Il via libera alle firme è “atteso a breve”, dopo che la Forza Armata riceverà l’approvazione finale agli stanziamenti da parte governativa.