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“Leonardo, storica presenza industriale nella città di Genova, fornisce una tangibile risposta all’emergenza che ha colpito il capoluogo ligure con alcuni precisi interventi che hanno l’obiettivo di agevolare le condizioni lavorative e intervenire con azioni dirette a favore della comunità”. Così l’amministratore delegato di piazza Monte Grappa, Alessandro Profumo, ha annunciato oggi le “risposte concrete” dell’azienda per la città e i dipendenti aziendali colpiti dal crollo del ponte Morandi. “Sono state messe a disposizione – ha aggiunto il manager – le nostre competenze tecnologiche per il presidio e la sorveglianza delle aree critiche”, ha commentato Alessandro Profumo.

GLI INCONTRI A GENOVA

Questa mattina, l’ad di Leonardo ha incontrato, in più e separati incontri, diverse istituzioni locali,tra cui il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci, i rappresentanti della Curia genovese, manager e dipendenti aziendali. Profumo, fa sapere la società, ha illustrato le azioni già condivise con le organizzazioni sindacali per dare pronte risposte alle esigenze dei lavoratori e le iniziative di business che confermano l’impegno dell’azienda sul territorio genovese e ligure. Al termine dell’incontro con una delegazione del management e le rappresentanze sindacali, Profumo ha parlato direttamente ai dipendenti nello stabilimento di Genova (circa 1.770) che insieme ad altri siti superano le 2.760 unità in Liguria. “Oltre al messaggio di vicinanza – si legge nella nota aziendale – sono state presentate le misure predisposte e volte a limitare i disagi sofferti dai dipendenti ed è stato confermato l’impegno per l’ulteriore sviluppo di Leonardo sul territorio”.

LE MISURE ADOTTATE

La prima misura riguarda l’ampliamento della durata della fascia di flessibilità oraria giornaliera per tutti i lavoratori, senza distinzione di livello di inquadramento, e il contestuale anticipo dell’orario di entrata. La seconda consiste nell’applicazione dello smart-working per i dipendenti che risiedono nei municipi con un grado di disagio medio/elevato. “Il crollo del ponte Morandi – spiega Leonardo – pur non coinvolgendo direttamente gli impianti aziendali, ubicati al di fuori del perimetro della zona rossa, sta infatti producendo gravi ripercussioni sull’intero sistema della viabilità del capoluogo ligure, con conseguente significativa dilatazione dei tempi di percorrenza da e verso la sede di lavoro”. L’azienda “si impegna a valutare ulteriori strumenti che dovessero rendersi utili o necessari a fronte del possibile protrarsi dello stato di emergenza o qualora dovessero esserci mutamenti nelle condizioni della mobilità del nodo genovese”.