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Per il programma F-35, l’obiettivo resta l’abbattimento dei costi. Intanto, via libera al nuovo accordo per la difesa missilistica della Nato, con un’intesa transatlantica che punta a fornire capacità di comando e controllo per la protezione dalle minacce balistiche. Sono queste le novità per Lockheed Martin, colosso americano del comparto della difesa, che arrivano dal salone di Farnborough, in scena in questi giorni alle porte di Londra. Da ultimo, infatti, l’azienda guidata da Marillyn Hewson ha siglato un accordo con ThalesRaytheonSystems (Trs) per “unire le forze” e fornire all’Alleanza Atlantica capacità C2 per la Ballistic missile defence (Bmd).

LA FIRMA A FARNBOROUGH PER LA DIFESA MISSILISTICA DELLA NATO

Il “teaming agreement” transatlantico è stato siglato nel corso del salone aeronautico di Farnborough, alla presenza dei due shareholders della joint venture franco-americana, specializzata in sistemi di comando e controllo aerei e radar di sorveglianza. “Questo accordo codifica la relazione che si è creata con Lockheed Martin nel 2008 per fornire alla Nato una capacità di difesa dai missili da teatro”, ha spiegato Erc Marceauceo di Trs. La nuova intesa, ha aggiunto, “porterà avanti la nostra collaborazione per fornire il pieno spettro di capacità che l’Alleanza richiede per la difesa territoriale dai missili balistici”. In particolare, ha rimarcato il manager, “questo team fornita capacità operative di comando e controllo per la protezione dei popoli della Nato, dei territori e delle forze contro le minacce poste dai missili balistici”.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO

Nello specifico, infatti, il programma punta ad aggiornare, testare e integrare i sistemi C2 della Nato, creando un network di comunicazioni che permetta “uno scambio efficace delle informazioni” tra i vari sistemi di difesa missilistica dell’Alleanza. Già dal Summit di Lisbona del 2010, gli alleati della Nato decisero di sviluppare una Missile defence capability, individuata quale “elemento centrale della difesa collettiva di fronte alle crescenti minacce della proliferazione di tecnologia balistica e di armi di distruzione di massa”.

IL RUOLO DI LOCKHEED MARTIN

“Lockheed Martin fornisce il Defence Design System per la capacità di pianificazione della Bmd della Nato”, ha ricordato Rob Smith, vice presidente C4ISR per Rotary and mission Systems del colosso americano. Inoltre, “il successo di Lockheed nella fornitura di capacità C2 per il sistema Bmd degli Stati Uniti è il risultato del nostro focus sulle esigenze dell’utilizzatore finale”, ha aggiunto. “Lo facciamo in partnership con Raytheon e altre aziende americano e non vediamo l’ora di fornire tale capacità con Thales e Trs”.

IL PUNTO SUL PROGRAMMA F-35

Intanto, in due media briefing nel corso del salone britannico, il colosso americano guidato da Marillyn Hewson ha fatto il punto sul programma F-35. Con 309 velivoli consegnati e il passaggio alla produzione a pieno rateo che si avvicina, il focus è tutto sulla riduzione dei costi, con l’obiettivo ribadito di scendere entro il 2020 a 80 milioni per un F-35 A, versione a decollo e atterraggio convenzionali. Nel 2017, sono stati consegnati 66 velivoli, oltre il 40% in più rispetto all’anno precedente. Per quest’anno, l’obiettivo è 91 aerei consegnati, con un aumento progressivo che dovrebbe portare a circa 160 consegne l’anno nel 2023. Per ridurre i costi, ha spiegato all’air show Greg Ulmer, vice presidente e general manager per il programma F-35, Lockheed Martin è anche a lavoro con i subcontractor e sulla catena di fornitura. In questa ottica si inserisce la recente decisione dell’azienda di scegliere Raytheon (al posto del tradizionale fornitore Northrop Grumman) per sviluppare e fornire al caccia stealth la nuova generazione del DAS (Distributed aperture system), il sistema di sensori elettro-ottici che permette al pilota di visualizzare sul casco le minacce intorno all’aereo. Tale scelta dovrebbe permettere un risparmio nell’ordine dei 3 miliardi di dollari per il programma.

IL DEBUTTO DEL “FIREHERC”

Nel frattempo, al salone di Farnborough ha fatto il suo debutto (in mostra statica e in volo) l’Lm-100J “FireHerc”, la variante civile antincendio del velivolo da trasporto militare C-130J Super Hercules (scelto da 18 Paesi nel mondo), nonché la versione aggiornata dell’aereo commerciale L-100 (Legacy Hercules). Il processo di certificazione per il velivolo civile è circa all’80% e dovrebbe concludersi in autunno. Intanto, Lockheed sta già lavorando sul potenziamento di alcune capacità del velivolo, comprese le tecnologie che dovrebbero permettergli di contrastare gli incendi anche di notte. L’azienda sta valutando un sistema di imaging a infrarossi ad apertura distribuita, con una molteplicità di sensori intorno al velivolo i cui dati sarebbero fusi con quelli derivanti da altri sistemi.