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Cento chilometri lungo una traiettoria pianificata, comprensiva di diverse virate e di volo a pelo d’acqua (il cosiddetto sea skimming). Sono le caratteristiche del primo lancio del missile antinave Marte ER, testato con successo lo scorso 9 novembre presso un poligono di tiro italiano da MBDA, la joint venture europea di cui Leonardo possiede il 25%.

LE PAROLE DI DI BARTOLOMEO

“Questo test rappresenta l’ulteriore conferma della robustezza della versione ER del Marte, famiglia di missili antinave multi-piattaforma in grado di consentire il lancio da nave, elicottero, batteria costiera e fast jet”, ha detto Pasquale Di Bartolomeo, managing director di MBDA Italia ed executive group director Sales & business development. “La famiglia Marte – ha aggiunto – vanta una lunga e consolidata storia di successi sia a livello domestico che internazionale: il più recente agli inizi del 2018 con l’ordine da parte dell’Aeronautica del Qatar per equipaggiare i nuovi elicotteri NH90 con il Marte ER”.

IL MARTE ER

Versione extended range della famiglia Marte, il programma eredita anni di capacità missilistiche antinave sviluppate in Italia, in particolare nello stabilimento MBDA di La Spezia. La munizione ha già dimostrato la propria natura multi-piattaforma, soprattutto in Qatar, primo cliente nel 2016 della versione per il lancio da batteria costiera, nonché destinatario della versione per il lancio da navi nell’ambito della maxi commessa ottenuta da Fincantieri, sempre nel 2016, per sette navi (e 5 miliardi). Erede del Marte Mk2 integrato sugli NH90 e sugli AW101, il Marte ER è stato acquistato dal Qatar anche per gli NH90 il cui contratto è stato siglato a marzo, con Leonardo protagonista. Parallelamente, le attività per l’integrazione completa sull’Eurofighter “procedono come pianificato”, fa sapere l’azienda. In 18 mesi è stata completata la System Definition Phase. L’obiettivo è dotare il Typhoon delle capacità antinave, di cui è attualmente sguarnito.

I NUMERI

“La famiglia Marte – ha dunque spiegato Di Bartolomeo – è in grado di offrire ai clienti grande flessibilità operativa nell’ambito della superiorità marittima, un settore nel quale MBDA in Italia è stata in grado nel corso degli anni non solo di mantenere, ma anche di far crescere e sviluppare ulteriormente le proprie competenze e know-how”. A dimostrarlo ci sono anche i numeri. La joint venture europea (37,5% del gruppo franco-tedesco Airbus, un altro 37,5% dell’inglese BAE Systems e il 25% della società di piazza Monte Grappa) ha ottenuto nel 2017 ricavi per 3,1 miliardi di euro, con un portafoglio ordini di 16,8 miliardi. In tutto, il gruppo offre una gamma di 45 programmi di sistemi missilistici e contromisure già in servizio operativo e più di 15 altri progetti in fase di sviluppo.